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Bergamo Infrastrutture: chiusa con successo la partita derivati

Dopo una lunga e difficile trattativa, avviata con Unicredit nel 2008 dall'allora presidente della società, il commercialista Giorgio Berta, l'assemblea ha ratificato gli accordi di ristrutturazione del debito (formatosi in seguito ai derivati sottoscritti nel 2003) e approvato il bilancio che ora è in attivo per 2 milioni.

Non è stato facile nè veloce, ma dopo sei anni di trattative si mette la parola fine allo spauracchio dei derivati, con annessi e connessi in tema di debiti milionari, per Bergamo Infrastrutture. Ed è una fine positiva per la società e per Palafrizzoni.

L’assemblea della spa partecipata del Comune ha infatti approvato mercoledì il bilancio sociale del 2013 e ratificato gli accordi di ristrutturazione del pesante debito creatosi in seguito alla sottoscrizione, nel 2003, di titoli derivati da parte del consiglio di amministrazione guidato da Gianni Morzenti (giunta Veneziani).

Dopo una lunga, difficile e delicata trattativa, avviata con Unicredit nel 2008 e portata fino in fondo dall’allora presidente della società, il commercialista Giorgio Berta, e dall’allora consigliere delegato Milvo Ferrandi, si è finalmente potuti procedere alla firma ufficiale degli atti da parte del presidente uscente Mario Foti.

Il sipario sui derivati cala con un risparmio netto di 1.800.000 euro per la Bergamo Infrastrutture, risparmio che fa sì che il bilancio 2013 si sia chiuso positivamente grazie al ridimensionamento delle perdite legate a questi titoli pericolosi. 

Bergamo Infrastrutture aveva quasi 4 milioni di accantonamenti per rischio derivati: la ristrutturazione del debito e il risparmio di un milione e 800 mila euro ha portato a un attivo di bilancio di oltre due milioni.

Complessivamente la società si ritrova con un risparmio potenziale complessivo, rispetto alle previsioni iniziali, di 12 milioni di euro più gli interessi dei derivati da quest’anno fino al 2023 (la rata attuale è di 500 mila euro).

"Si tratta di un risultato storico – commenta Mario Foti, presidente uscente -, perché la contrattazione con la banca è iniziata 1.200 giorni fa. In questi tre anni abbiamo analizzato i derivati, abbiamo consultato molti legali e siamo riusciti a presentarci al tavolo più forti. E’ stato un gioco di squadra, ognuno ha agito secondo le sue competenze".

Giovedì mattina i nuovi consiglieri indicati dalla giunta Gori (Mario Foti, Milvo Ferrandi, Vittorio Rodeschini, Margherita Molinari e Silvio Magni) accetteranno le nomine quindi decideranno la convocazione del Consiglio di amministrazione per l’assegnazione delle deleghe. Sembra che il nuovo presidente sarà Vittorio Rodeschini.

Commenti

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  1. Scritto da Non col vento

    Bene, bravi ora chiudete Bergamo infrastrutture !

    1. Scritto da A.Z.BG

      Ovviamente poi pensi tu alla gestione degli impianti sportivi della città,con relative manutenzioni, affitti,assicurazioni,pratiche burocratiche varie,ecc., dalla pescine in poi, vero?

      1. Scritto da Lorenzo

        Il 90% delle cose che elenca lei sono frutto del nostro sistema malato. Fatto di appalti, giochi speculativi disonesti, burocrazia ulte solo per impiegare inutilmente qualcuno….. Come si spiega che le cose andavano meglio quando non c’erano tutti questi enti e questi passaggi burocratici da gestire? Cosa può centrare una piscina con delle speculazioni sui derivati?

  2. Scritto da Matteo

    I derivati sono stati la rovina di molte piccole aziende e Unicredit lo sapeva i dall’inizio. Purtroppo non tutti hanno la possibilità economica di portare avanti una battaglia per così tanti anni e il più delle volte la si abbandona.

  3. Scritto da soldinostri

    Mi sembra un articolo sin troppo trionfalistico considerando che queste “sciagurate” operazioni in derivati fatte “ricordiamolo bene” con i nostri soldi stanno costando ai cittadini vagonate di milioni di euro. Pero’ vigliacco che uno degli amministratori che abbiano sottoscritto (o giocato alla roulette che dir si voglia) queste porcherie venga incriminato e condannato a pagare i danni! Questa è la vera pietra di scandalo… usano i nostri soldi “allegramente” senza doverne rispondere…

  4. Scritto da G.Mazz.

    Ma non si può dire chiaramente quanto si è perso sull’operazioni derivati dopo la transazione?
    E’ una questione di chiarezza per i cittadini e per far emergere le responsabilità.
    G.Mazz.

    1. Scritto da simona

      Chi ha perso sull’operazione derivati? i creditori del debitore Bergamo Infrastrutture. L’accordo per la ristrutturazione del debito significa che i creditori accettano di vedersi pagati con una decurtazione, più o meno forte. O così o niente del tutto…C’è poco da essere trionfanti. Lo spreco pubblico si trasferisce sempre sui privati, direttamente o per mezzo delle risorse drenate e bruciate, come in questo caso.

      1. Scritto da Giorgio Berta

        gentile sig.ra Simona, vero che operazioni di questo genere, solitamente, impattano sulle diverse categorie di creditori, ma non in questo caso. la trattativa è avvenuta solo con gli istituti di credito, solo con loro si è arrivati a una transazione. Nessuna decurtazione è stata richiesta alle altre categorie di creditori.