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Alla Popolare di Bergamo il suggestivo “Eco e Narciso” del “misterioso” Guy Head

La suggestione intrinseca al tema mitologico di "Eco e Narciso", l'insolita evidenza della figura della ninfa a discapito di un minuscolo Narciso, le rocambolesche vicende di conservazione del dipinto, la mancanza di documentazione relativa alla sua provenienza e l'attuale svelamento del mistero d'autore, fanno della grande tela "Eco e Narciso" di Guy Head un'opera destinata, almeno d'ora innanzi, a non passare inosservata.

L’attribuzione al suo vero autore di un antico dipinto sconosciuto è sempre un’impresa intrigante. Anche quando non si tratta di un Caravaggio, di un Baschenis o di un Rembrandt. Anzi, risalire alla mano di un pittore del quale non molto si sa, ma che tuttavia appartenne a un clima di cultura e gusto di un’epoca che ha fatto storia, è una sfida non meno ambiziosa di quelle che puntano ai grandi nomi.

Anche per questo la recente attribuzione di un dipinto delle collezioni della Banca Popolare (esposta fino al prossimo 17 ottobre) a un pittore neoclassico inglese di fine Settecento fa notizia e richiama il pubblico dei curiosi e degli appassionati. La suggestione intrinseca al tema mitologico di "Eco e Narciso", l’insolita evidenza della figura della ninfa a discapito di un minuscolo Narciso, le rocambolesche vicende di conservazione del dipinto, la mancanza di documentazione relativa alla sua provenienza e l’attuale svelamento del mistero d’autore, fanno della grande tela "Eco e Narciso" di Guy Head un’opera destinata, almeno d’ora innanzi, a non passare inosservata.

Grazie all’accurata indagine scientifica del critico e storico d’arte Enrico De Pascale, il dipinto di considerevoli dimensioni (cm. 200 x 146) – "uno dei più affascinanti della collezione della Banca", precisa il presidente Giorgio Frigeri – ha ora una paternità certa e una posizione ben precisa nella storia dell’arte tra Antico Regime ed epoca napoleonica.

Il suo autore, Guy Head, nato nel nord dell’Inghilterra nel 1760 e morto nel 1800 a Londra, godette di buona reputazione come pittore storico e ritrattista nella Roma di fine Settecento, dove si trasferì a vivere ricevendo anche prestigiose committenze. Nonostante fosse considerato da alcuni poco più di un copista la cui fortuna non sarebbe sopravvissuta alla morte – così ne parlò ad esempio il suo contemporaneo Edward Edwards, pittore a sua volta, nel curioso libro "Aneddoti di pittori", edito nel 1808 – Head fu un noto esponente della comunità artistica anglo-romana e la sua pittura serba di quel milieu e di quell’estetica la raffinatezza di rimandi figurativi, nello spiritualismo di un linguaggio "ideale" teso a restituire perfezione al reale e verità filologica al mito.

Il quadro "Eco e Narciso", dipinto nel 1790, pur nel compassato artificio allegorico dell’insieme, perfettamente in linea con lo stile dell’epoca sua, è tutto fuorché privo di suggestione. Anche per l’inversione della tradizionale priorità iconografica tra i due co-protagonisti, qui tutta a favore di Eco, usualmente relegata in posizione defilata. Da qui il titolo dell’evento: "Lo sguardo capovolto", che restituisce alla figura della ninfa la centralità della sua "eco" poetica. "La scena – scrive De Pascale in catalogo – illustra lo sconcerto di Narciso all’apparire di Eco, radiosa nella sua provocante nudità; le sottili spire del velo, mutuate dalla scultura ellenistica e dalla pittura greco-romana, visualizzano come onde acustiche il riecheggiare della sua voce, l’irraggiarsi del suo suono nell’aria cristallina".

Il pregiato volume bilingue (italiano–inglese) che correda l’esposizione, edito da Lubrina con interventi di Giorgio Frigeri, Osvaldo Ranica, Enrico De Pascale, Delfina Fagnani, oltre a offrire una sintetica ma efficace ricognizione della biografia di Head e dei suoi rapporti con le capitali, Roma e Londra, svela segreti, chicche, curiosità sui pendant, le repliche e le varianti di questa neoclassica interpretazione in pittura del mito di Ovidio.

ORARI DI APERTURA DELLA MOSTRA: lunedì-venerdì, ore 8.20-13.20;14.40-16.10 (sede Banca Popolare di Bergamo, piazza Vittorio Veneto, 8)

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