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Quattro sconfitte di fila solo la Dea di Gregucci Col Parma vietato sbagliare

L'Atalanta a Genova ha rimediato il quarto ko consecutivo: in serie A non accadeva dalla stagione 2009-'10, quella dell'amara retrocessione in B, con Gregucci. A spaventare sono i numeri dei nerazzurri: sei partite, quattro sconfitte e due soli gol fatti. Il 14 settembre scorso.

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Chiamatela crisi, chiamatelo momento poco brillante, chiamatelo periodo sfortunato. Ma non dimenticate di dire quello che davvero è: un campanello d’allarme vero e proprio. Quattro sconfitte consecutive non erano mai capitate all’Atalanta di Stefano Colantuono, che domenica a Genova ha messo a nudo tutti i problemi che sta affrontando in questo complicato inizio di campionato.

A spaventare più di ogni cosa sono i numeri: sei partite, quattro sconfitte (consecutive), una sola vittoria, un pareggio. Ma soprattutto due gol fatti, otto subiti, attacco senza reti da ben 413 minuti (l’ultima volta che è stata gonfiata la rete a Cagliari, il 14 settembre). Un ruolino di marcia da retrocessione. Come capitato, appunto, all’Atalanta targata Angelo Gregucci, esonerato proprio dopo la quarta sconfitta consecutiva arrivata in quel di Bari con un secco 4-0 nella sciagurata stagione 2009-’10, quella della retrocessione. 

Non si spaventi Colantuono, nessuno chiede la sua testa. I tifosi nerazzurri, infatti, non possono mettere in discussione un tecnico che non avrà tra le sue qualità quella di offrire un gioco pirotecnico e spumeggiante, ma che di certo i risultati – almeno a Bergamo – li ha sempre saputi portare a casa. La fiducia della società, inoltre, sembra essere rimasta intatta: ancora nessuno, in quel di Zingonia, ha pensato di cambiare il tecnico in corsa, anche se le cose si stanno mettendo tutt’altro che bene.

Certo, le attenuanti non mancano: mai i nerazzurri si sono trovati di fronte un avvio di campionato tanto duro, con Fiorentina, Inter, Juventus e Sampdoria in rapida successione. Perché diciamocelo, l’Atalanta ha perso contro squadre sicuramente quotate (l’Inter, ai tempi, non era ancora in crisi) e a inizio stagione i ko contro le quattro già citate potevano anche essere pronosticati. Ma a spaventare più di tutto, domenica a Genova, è stato il primo tempo disputato dagli uomini di Colantuono, che sembrano essere scesi in campo senza convinzione, senza grinta, senza grossi stimoli. Dov’è finita la Dea che ha fatto sudare la Juve solo una settimana prima? E dove sono finiti gli undici guerrieri che prima hanno espugnato Cagliari e poi fatto soffrire la Viola di Montella? Perché quest’anno non si deve ripetere l’andazzo della scorsa stagione, con i bergamaschi che per un intero girone (e forse qualcosa in più) non hanno praticamente mai giocato in trasferta, rimediando solo sconfitte.

Ora sarà fondamentale ripartire col piede giusto dopo la sosta per la Nazionale: col Parma, insomma, sarà assolutamente vietato sbagliare. Con la speranza di avere là davanti un Denis in più, perché i gol del Tanque mancano come l’aria.

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Commenti

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  1. Scritto da Crns

    Andate a correre invece di andare allo stadio !

  2. Scritto da Rubentus

    Saremo molto più svegli quando la gente capirà che il calcio professionistico è una truffa. In italia soprattutto. Vi posso assicurare che si può vivere benissimo anche senza il calcio. Provare per credere.

  3. Scritto da Francesco

    Il Tanque non è in forma, credo sia lampante, velocità zero, appoggi sbagliati, non rincorre gli avversari con la palla che gli passano ad un metro. Perchè Colantuono si ostina a mandarlo in campo titolare? questa ed altre domande domani sera a Mistero.

    1. Scritto da Dariu'

      Perche’ e’ il giocatore piu’ forte che abbiamo, perche’ in 3 anni ha fatto piu’ di 45 goal, perche’ se non torna in forma(solo giocando puo’ riacquistarla) siamo nei guai…