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Viaggio nel centro indiano di Cortenuova: 600 famiglie pregano e mangiano – Video fotogallery

Alla scoperta del grande capannone disperso nella campagna della Bassa dove alla domenica si ritrovano fino a 600 famiglie Sikh provenienti da tutta la provincia, per passare una giornata insieme

 Le uniche due regole su cui non transigono sono quelle di entrare a piedi scalzi e di indossare il loro tipico turbante.

I rappresentanti del centro culturale Sikh di Cortenuova (guarda le foto cliccando QUI) sono intransigenti riguardo i dogmi della propria religione, ma allo stesso tempo sono molto accoglienti e ci tengono a far conoscere il loro mondo.

Racchiuso in un capannone di duemila metri quadrati, disperso nella campagna della Bassa (a pochi metri dal centro commerciale Le Acciaiere, chiuso da pochi giorni), dove alla domenica si ritrovano fino a 600 famiglie Sikh provenienti da tutta la provincia di Bergamo, e anche da Brescia e Cremona. 

Una giornata trascorsa insieme a pregare davanti all’altare con a fianco un palco dove vengono suonate le melodie della celebrazione religiosa.

Ma non solo. I frequentatori del centro mangiano insieme i piatti tipici indiani offerti gratuitamente nella mensa in fondo alla sala. In un angolo del capannone, poi, c’è una sorta di biblioteca dove è possibile prendere in prestito libri indiani.

Nel frattempo i più piccoli fanno i compiti per la scuola italiana che frequentano, e i ragazzi chiacchieranno in gruppo. Rigorosamente separati maschi e femmine, "perchè la nostra religione non permette contatti con rappresentati dell’altro sesso fino al matrimonio", spiega Kashmir Singh, il giovane che ci guida alla scoperta del centro:  

Commenti

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  1. Scritto da DREGERS

    non stanno facendo del male a nessuno, e non mi risulta che vi siano dei terroristi sikh o sedicenti tali.inoltre è bello che ci tengano a farsi conoscere e non creino una sorta di mondo parallelo al nostro in casa nostra.dovrebbe essere così anche per altre comunità, e purtroppo non mi risulta.personalmente, salvo il caso della dottoressa di Trescore e qualche rissa dovuta all’alcool purtroppo, trovo i sikh delle brave persone, lavoratori indomiti e rispettosipoi chi sbaglia c’è sempre.

  2. Scritto da Miki

    Mi ricorda una battuta di Luttazzi: “non mi fido dei cinesi. Non mi fido di un popolo di un miliardo e seicento milioni di persone che sostengono che il loro divertimento sia il ping pong”