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Livaja sempre più giù: vicino anche l'addio al Rubin Kazan - BergamoNews
L'ex nerazzurro

Livaja sempre più giù: vicino anche l’addio al Rubin Kazan

Dopo l’infelice e burrascosa esperienza con l’Atalanta, l'attaccante croato rischia chiudere anche l'avventura russa: criticato per le prestazioni e la sua forma fisica

Non si arresta la parabola discendente di Marko Livaja. Dopo l’infelice e burrascosa esperienza con l’Atalanta, l’attaccante croato rischia chiudere anche l’avventura con la maglia del Rubin Kazan.

Non contento della reputazione che si era creato a Bergamo, con una lunga serie di livajate, Livaja sta facendo parlare (male) di sé anche in Russia. Trasferitosi al Rubin nella scorsa estate, l’ex nerazzurro sarebbe sul punto di essere “tagliato” anche dalla dirigenza russa, dopo le polemiche scoppiate per la sua condizione fisica che gli ha permesso di scendere in campo soltanto 67 minuti.

Secondo il quotidiano russo “Izvestia”, Marko Livaja potrebbe lasciare il club già a gennaio, dopo poche apparizioni e moltissime polemiche.

Il giocatore, che avrebbe già dato mandato ai suoi agenti di trovargli una nuova sistemazione, ha evidenziato una scarsa condizione fisica ed evidenti problemi di peso: chili che gli avrebbero procurato diverse critiche da parte di tifosi, stampa e dirigenti.

Un’altra occasione sprecata dopo quella bergamasca. Livaja era arrivato a Zingonia nel gennaio del 2013, nell’operazione che ha portato Schelotto a Milano. Dopo pochi mesi iniziò a finire sulle prime pagine dei giornali per i violenti scontri (verbali e non) prima con Colantuono, poi con il compagno e amico Radovanovic, successivamente, anche con la stessa tifoseria bergamasca con la scenata al Comunale e i pesanti insulti sulla propria pagina Facebook.

Dopo l’esilio in Russia, Livaja puntò il dito contro l’ambiente nerazzurro in un’intervista alla Gazzetta dello Sport: “Appena arrivato all’Atalanta, mi hanno preso di mira – spiegò nell’intervista – I miei compagni erano invidiosi e Colantuono non mi ha aiutato, anzi. In un allenamento ci siamo presi, se non ci dividevano i compagni non so come sarebbe finita.

Il mio post su Facebook (“Italiani bastardi”)? I tifosi mi hanno dato dello zingaro, mi hanno rivolto insulti razzisti e minacciato la famiglia. Ho detto basta e mi sono ribellato“.

Una dichiarazione che, giorni dopo, fu accolta da Colantuono con eleganza e ironia: “Nella mia carriera, non ho mai fatto risse con i giocatori. men che meno con Livaja – rivelò anch’egli alla Gazzetta dello Sport – Non voglio aggiungere altro, perché se mi dovessi mettere a parlare di Livaja, in campo e nel privato, non basterebbe un’enciclopedia“.

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