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Il pubblico impiego chiede lo sblocco dei contratti Il 10 in piazza a Bergamo - BergamoNews
La manifestazione

Il pubblico impiego chiede lo sblocco dei contratti Il 10 in piazza a Bergamo

Venerdì 10 ottobre i lavoratori del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil manifesteranno a Bergamo dalle 10.30 alle 12.30 davanti a Palazzo Frizzoni: un anticipazione della manifestazione nazionale prevista per l’8 novembre a Roma. La richiesta è quella di sbloccare tutti i contratti dei lavoratori pubblici.

I lavoratori del pubblico impiego hanno in programma una manifestazione nazionale l’8 novembre a Roma, nella quale Cgil, Cisl e Uil chiameranno alla protesta gli addetti di scuola, sanità, sicurezza e soccorso pubblico e privato, università ricerca, funzioni pubbliche, privato sociale e servizi locali "in difesa dei servizi pubblici e dei settori della conoscenza, l’unico argine a una crisi che impoverisce le persone e aumenta le diseguaglianze".

"Il prossimo 8 novembre saremo in piazza a Roma, tutti insieme, per sfidare il Governo degli illusionismi e delle divisioni – si legge nel comunicato sindacale unitario – per chiedere una vera riforma delle Pubblica Amministrazione”.

Intanto, a livello locale si comincia con un presidio unitario venerdì 10 ottobre davanti al comune di Bergamo, dalle ore 10,30 alle ore 12,30.

“Il Paese chiede servizi pubblici appropriati – dicono i segretari provinciale delle sigle del pubblico impiego di CGIL CISL UIL Brumana, Gatti, Pasina e Paris -. I cittadini, le famiglie, le imprese, le madri lavoratrici, gli anziani non autosufficienti, i disabili chiedono servizi moderni, veloci, innovativi, di qualità. Tuttavia, mentre il complesso della spesa pubblica continua ad aumentare (+14 mld), il costo dei dipendenti diminuisce (-9 mld) ed il trattamento economico del dipendente pubblico è fermo da oltre cinque anni (- 5mila € a lavoratore per mancati rinnovi contrattuali). Crescono le spese per l’acquisto di beni e servizi (+130 mld), per incarichi e consulenze (+1,2 mld), per le partecipate (+12,8 mld). Mentre gli stipendi calano, gli sprechi crescono”.

Il Governo, dicono i sindacalisti, “continua a considerare la Pubblica Amministrazione e i lavoratori pubblici come un inutile peso incapace di fungere da motore per la crescita; ma, bloccare la contrattazione ed il turn over nel pubblico impiego significa rinunciare ad investire su servizi essenziali come la salute, l’istruzione, la giustizia, la sicurezza, i servizi sociali e quelli alle imprese”.

“Ora il tempo è scaduto, chiediamo al Governo di smetterla con gli annunci che spostano l’attenzione dai veri problemi del Paese, chiediamo di assumere con coraggio decisioni che rilancino la crescita del paese. Basta tagli lineari, basta sparare nel mucchio, chiediamo con forza il rinnovo dei nostri contratti per intraprendere la strada di una nuova organizzazione del lavoro, più razionale, con un forte investimento su professionalità e competenze, in grado di migliorare i servizi ai cittadini. Migliorare il lavoro e la produttività è l’obiettivo dei lavoratori pubblici, per rilanciare il Paese, il nostro territorio, la risposta quotidiana a cittadini e imprese, ma anche con un nuovo contratto. Non siamo lavoratori di serie B” .

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