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Tredicenni già genitori Opinione pubblica divisa Tu cosa ne pensi?

Ha diviso l'opinione pubblica il caso dei due ragazzini veneti che dallo scorso giugno, quando avevano 12 e 13 anni, sono diventati mamma e papà di un bellissimo bimbo, ora affidato alla nonna materna.

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Ha diviso l’opinione pubblica il caso dei due ragazzini veneti che dallo scorso giugno, quando avevano 12 e 13 anni, sono diventati mamma e papà di un bellissimo bimbo, ora affidato alla nonna materna.

I due adolescenti di Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, si conoscono da sempre, da tre anni vivono la loro storia sentimentale e, alla fine di giugno, hanno avuto un figlio.

Sono cresciuti velocemente, costretti dagli eventi. Continuano, per quanto possibile, la vita di prima. A settembre hanno ripreso a frequentare la scuola media: entrambi fanno la terza, ma in classi diverse. Lei, visino pulito, ha compiuto da pochi giorni 14 anni e ha così potuto riconoscere il suo bimbo.

Lui, ancora tanta voglia di divertirsi, si è fatto carico della nuova responsabilità e quando può inforca la bici: va a casa di lei per stare vicino alla nuova famiglia. Il quartiere sa e, superato l’iniziale stupore, ora fa il tifo per i baby genitori.

«Un bimbo che nasce è una gioia per tutti », commenta un vicino di casa allungando il passo per non dover aggiungere altro. I genitori e i nonni dei due ragazzi non li hanno mai abbandonati. Sempre al loro fianco: quando hanno deciso di tenere il bimbo, durante la gravidanza, il giorno del parto al parto e adesso.

Sono contentissimi. "Anche se – confida la nonna del baby papà – è stato troppo presto. Come non essere felici per la meravigliosa creatura che ci hanno regalato: è un bel maschietto sano. Ma i nostri ragazzi sono ancora piccoli".

La gravidanza è stata tenuta nascosta ai compagni di scuola, fino a quando non è apparso il fiocco azzurro fuori dalla casa dalla nonna materna. «Siamo una famiglia a posto, senza problemi economici – dice la madre della ragazza – le daremo tutto il sostegno di cui ha bisogno».

Lei fa la casalinga, il marito è artigiano. Oltre alla baby mamma hanno un’altra figlia. «E ora abbiamo in casa anche un maschietto». Un terzo “figlio” che accudiranno con grande amore. La scelta di portare fino in fondo la gravidanza non è stata facile, ma una volta deciso, nessuno ha più avuto dubbi.

E oggi i due adolescenti, seguiti da uno psicologo, si dividono tra scuola e figlioletto. Al mattino la ragazzina va in classe, al pomeriggio fa i compiti e poi si dedica al figlio. Il baby papà fa lo stesso e la loro storia d’amore continua.

«Ma sono giovanissimi », ripete la nonna di lui. A Castelfranco la loro storia commuove e apre il dibattito sull’essere genitori a tredici anni. Nessuno si sente di condannare un gesto d’amore, ma è anche vero che c’è preoccupazione per questi ragazzi “forzati” a diventare adulti da una gravidanza inaspettata.

La comunità è attenta, vuole proteggerli. Francesco Gallo, direttore dei servizi sociali dell’Usl 8 di Castelfranco, approva la scelta di tenere il bimbo: «Le ferite di un aborto sono già profonde in una donna adulta, figuriamoci in una ragazzina. Certo, si troverà ad affrontare passaggi normali per la sua età, avendo già compiuto un’esperienza importante come la maternità. E questo può comportare scompensi, superabili con l’affetto e l’aiuto si chi le sta attorno».

Una sfida anche per la scuola, che si trova ora a gestire una piccola grande emergenza.

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Commenti

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  1. Scritto da angelo f.

    Soche e melù ogneone a la so stagiù!
    (Zucche e meloni ognuno alla sua stagione!)

  2. Scritto da eh si

    saranno contenti sentinelle and friend’s che osteggiano i contro natura! questi ragazzi hanno fatto ciò per cui la natura ci ha selezionato: moltiplicarci il più possibile!

  3. Scritto da FabioR79

    Son cose che succedono in ogni famiglia normale… in Asiastan :-D
    Dai, andata benissimo sia per la bella famiglia unita (anche se i genitori, quelli adulti intendo, sarebbero da ceffonare come zampogne, ma amen) sia per la nascita regolare, non ho idea dello “sviluppo relativo” della ragazzina ma si era proprio al limite della sicurezza medica!

    1. Scritto da Sandro

      La natura (evidentemente) rendendo fertili prevede che il corpo possa sopportare una gravidanza anche a quella età…. Certo, nella nostra società “libera” ed evoluta (dove i giovani sono senza lavoro e reddito, dove le ragazze e i ragazzi si scambiano tra di loro infinite volte per godersi la vita, prima di sposarsi a 40 anni), è un po’ prestino avere un figlio. Comunque viva la vita, la salute e i ragazzi! Non è colpa loro, se siamo in un Italia educativamente così da incubo!

  4. Scritto da alberto tadini

    che penso? che non conoscono l’esistenza dei profilattici. se a scuola si insegnasse educazione sessuale e dell’utilizzo dei condom… ma sembra proprio che ci sia qualcuno che non vuole si sappia che esistono mezzi contraccettivi …

    1. Scritto da Mauro Dacento

      …se l’insegnamento della statistica nelle scuole secondarie di primo grado avesse raggiunto a suo tempo gli scopi prefissati, le sarebbe evidente che la vicenda dei due ragazzi, ha un valore percentuale dello 0,0000011….. sul complessivo 1.800.000 allievi di questo segmento della scuola italiana. Quanti generali a generalizzare l’Italia!!!!

  5. Scritto da Miryam

    Come va il mondo! Uteri in prestito, commercio di ovuli e sperma congelati in azoto, bambini in provetta, fecondazione artificiale, omologa, eterologa, fecondazione assistita, fecondazione selettiva, trapianto di utero, maternità’ post-menopausale ……. E chissà’ quant’altro! Tutto questo va bene, fa notizia, fa successo, fa business. Invece quello che la natura fa, naturalmente,……..è fuori schema, disorientante……per una società’ innaturale!

    1. Scritto da Cris

      Il suo commento e’ davvero il piu naturale . Condivido

  6. Scritto da roberta

    Il dipendente pubblico Francesco Gallo non può permettersi di esprimere giudizi su una facoltà legislativa concessa dal suo datore di lavoro, cioè lo Stato. Esprima i suoi giudizi in ambito privato ma in sede ufficiale di dipendente dello Stato. Se non gli piace questa cosa cambi lavoro e vada nel privato.

    1. Scritto da Giorgio Liberale

      ” Il dipendente pubblico Francesco Gallo ——- Esprima i suoi giudizi in ambito privato ma in sede ufficiale di dipendente dello Stato.” Scusi roberta……. come è da intendere questa sua frase? un lapsus? una contraddizione? una confusione? o la negazione?

  7. Scritto da expo

    Siamo arrivati al limite della Scemenza Umana…
    A forza di permettere tutto, siamo arrivati anche a questo.
    Belle scuole che abbiamo… e soprattutto, bella società…
    A forza di fregarsene tutti, arriviamo a questo e state sicuri che non finisce qui.

  8. Scritto da Claudio Carminati

    Innanzitutto, per cortesia, togliete dall’articolo.” da tre anni vivono la loro storia sentimentale..”.Perché occorre dare sempre il corretto peso e significato alle parole. A quell’età cosa ne sanno? Purtroppo viviamo in un’epoca dove la differenza tra realtà e finzione non esiste più, tutto si confonde; quindi anche l’uso di un linguaggio consono, aiuterebbe le giovani menti a distinguere ciò che è gioco da ciò che è reale. Una corretta informazione e una sana educazione, aiuterebbero.

    1. Scritto da Paolo

      Sei soltanto invidioso dei giovani di questi tempi. Cosa ne sanno? Che ne sai tu delle nuove generazioni? Non bisogna mai mettersi sul piedistallo a bacchettare gli altri, si rischia di toppare….

  9. Scritto da giggi

    e magari nonni a 25!