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Arte e dermatologia: per tutto il mese di ottobre una mostra in Hospital Street

Dal 4 ottobre il Papa Giovanni XXIII ospita la mostra “Arte e Dermatologia”, organizzata dal Centro Studi Gised, Gruppo Italiano Studi Epidemiologici in Dermatologia. Hospital Street accoglierà le riproduzioni di venti capolavori raffiguranti altrettante malattie dermatologiche.

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Hospital Street diventa per un mese galleria d’arte. Dal 4 al 31 ottobre nel tratto compreso tra la torre 5 e la torre 7 della galleria del Papa Giovanni XXIII sarà infatti possibile ammirare la mostra “Arte e Dermatologia” promossa dal Centro Studi GISED e dal suo presidente Luigi Naldi, dermatologo dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Venti i pannelli che riproporranno altrettante opere di autori celebri e non, che con la loro arte hanno rappresentato figure con evidenti malattie e lesioni cutanee. Il dipinto sarà affiancato da un’opportuna descrizione che che fornirà cenni sull’opera e sull’autore, mentre sul retro si troverà una breve presentazione della malattia raffigurata, per illustrarne gli aspetti psicologici, sociali, storici e clinici. Luigi Naldi, che ha fortemente voluto la mostra, così si è espresso in merito: “Lo scopo è quello di ricordare che la medicina non deve occuparsi solo della fisicità del corpo in condizione di malattia, ma dell’individuo nella sua totalità, comprendendo e interpretando anche l’aspetto più umano. In condizione di sofferenza l’arte può aiutare la medicina, e soprattutto il paziente a superare il dolore. Questa mostra è dedicata a tutti, medici, personale sanitario, ma soprattutto ai pazienti e alle loro famiglie.” Da tempo il Centro Studi GISED ha avviato una ricerca in campo letterario e artistico per identificare opere che mettano in risalto la complessa funzione della pelle.

Da qui la creazione di una vera e propria galleria “virtuale” con oltre 30 opere, pubblicate sul sito web del GISED (www.centrostudigised.it), che ha ispirato l’idea di una mostra sul tema. I dipinti raffigurano malattie dermatologiche anche molto gravi, come la peste o la lebbra, viste attraverso gli occhi di artisti di epoche diverse. Come il Ghirlandaio, che nell’opera “Ritratto di vecchio con nipote”, custodita al Louvre, ritrae un anziano affetto da rinofima, un’alterazione della struttura cutanea del naso; Matthias Grünewald inserisce un uomo con i segni del fuoco di Sant’Antonio ne “Le tentazioni di Sant’Antonio”; Giovanni Battista Crespi nel “Miracolo di Aurelia degli Angeli” ci fa conoscere l’erisipela, un’infezione molto comune nel Seicento, oggi facilmente curabile. L’ingresso alla mostra è libero e gratuito.

Erika Dossena

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