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Ontani, Korman e Jerez Tre astri dell’arte “brillano” alla Gamec

Giovedì 2 ottobre, alle 19 alla Gamec apriranno al pubblico le seguenti mostre: Luigi Ontani "er" "Simulàcrum" "amò". Premio Lorenzo Bonaldi per l'Arte - EnterPrize, VII Edizione: "Mississippi" cura di Sam Korman, vincitore del Premio nell'edizione 2013. Meru Art* Science Award, Renaud Jerez: lolita Lempicka.

Inaugurano oggi – giovedì 2 ottobre 2014 – in Gamec tre eventi artistici che ruotano intorno a personalità di rilievo del panorama contemporaneo. Un curatore emergente ma promettente e già riconosciuto sul piano internazionale, un artista istrione divenuto il modello, a partire dagli anni Sessanta, di tutta una generazione di artisti e creativi, un giovane artista vincitore del Meru Science Art Award.

Lo Spazio Zero ospiterà il progetto "Mississipi", curato dal giovane statunitense Sam Korman vincitore nel 2013 della settima edizione del Premio Bonaldi per l’Arte-Enterprize. Scelto dalla giuria tra una rosa di cinque professionisti internazionali, Koman ha affidato a tre artisti suoi connazionali di allestire nelle sale della Gamec un proprio studio d’artista per tre settimane ciascuno. Un capitolo finale sarà dedicato all’esposizione delle opere create durante il soggiorno e di tutti i left-overs che ne deriveranno.

L’idea, nelle intenzioni di chi l’ha concepita, è quella di richiamarsi al Mississipi come metafora di cambiamento e di instabilità, sulla scia delle mitiche Avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain: poiché il fiume è lì il simbolo di libertà, possibilità, ma anche responsabilità delle proprie scelte, i tre giovani artisti coinvolti dal curatore – Jacob Kassay, Elaine Cameron-WEir e Josh Tonsfeld – reinterpreteranno il museo "come spazio libero da vincoli e codici", creando "uno spazio fluttuante" che rispecchia il viaggio lungo il fiume del protagonista Finn, ovvero "uno spazio libero che non privilegia una singola prospettiva".

Un’occasione speciale è prevista per giovedì 18 dicembre alle 19, quando la mostra sarà presentata e illustrata per la prima volta come un corpus unico dal curatore Korman. L’altro appuntamento, eminente e di tutto spicco per la personalità artistica che ha coinvolto, è quello con Luigi Ontani, tra gli artisti più originali e rappresentativi del panorama internazionale degli ultimi quarant’anni. Raffinato, colto, eccentrico, fuori da ogni schema e scuola, Ontani negli anni ha fatto del proprio corpo, della propria immagine un’opera d’arte. Varcando continuamente i confini tra storia, mito, letteratura, musica, discipline e linguaggi visivi, arte e vita, l’artista ha creato un proprio mondo di riferimenti estetici che declina con esiti mai scontati. Con i suoi pittoreschi tableaux vivantes o living pictures è riuscito a imporsi all’attenzione della distratta società dell’immagine grazie a una personalità magnetica e autorevole nel segno dell’estro e del genio creativo. Ogni materiale, manipolato con maestria, diventa tra le sue mani allegoria, ambiguità, surrealtà.

La mostra, a cura di Giacinto Di Pietrantonio, accoglie una selezione di opere fotografiche "ritenuta germinale" e particolarmente significativa per lo sviluppo della sua produzione. Nelle fotografie, concepite come degli "unicum", il soggetto è sempre l’artista, che gioca tra piano fisico e metafisico, tra il qui e l’altrove, in una dimensione straniante e affasciante che include ironia e mito, divertissement e kitsch d’autore.

 

 

Le opere in mostra intendono restituire la varietà della produzione di Ontani, con una serie di performance "d’après" e opere-cult come "Dante" e "Pinocchio", dove l’autore impersona le figure della storia e della favola con soluzioni formali che recuperano la magia antica e post-moderna della maschera. L’equivoco dell’identità travestita, la vertigine del doppio, si riflettono anche nel titolo di questa mostra, che Ontani ha letteralmente inventato a partire dalla scomposizione della parola "Bergamo", che si riconosce appena, come in un onirico gioco (s)combinatorio, nel bizzarro sintagma "er-simulacrum -amò". Accompagna la mostra un catalogo bilingue edito da Gamec Books, con testi di Di Pietrantonio e di Laura Cherubini, docente dell’Accademia di Brera. Nello Spazio PaorlaImmagine sarà invece proiettato il film di 15 minuti dell’artista francese Renaud Jerez.

Vincitore della seconda edizione del premio promosso in collaborazione con Fondazione MERU/Medolago-Ruggeri per la ricerca biomedica e con Associazione BergamoScienza, l’autore sarà premiato sabato 11 ottobre alle 11 e converserà con i presenti sul suo lavoro. Si tratta di un video realizzato con found footage, riprese Iphone Vhs e Hd montate con immagini generate al computer e con disegni di animazione.

Il protagonista, un rapper che vive a Berlino, incarna una generazione di giovani inquieti, la cui identità frammentata è riflessa dalla tecnica audio-visiva impiegata, che non esclude difetti di registrazione e colori sbiaditi. Sullo sfondo, una capitale piena di contraddizioni, attraversata da rumori, disagi, malattie e sogni, abitata da persone come la stilista Lolita Lempicka, che incrociano, tra nevrosi e desideri, le loro storie.

Gli eventi inaugurano giovedì 2 ottobre alle 19 in Gamec e saranno visibili fino all’11 gennaio 2015.

Stefania Burnelli

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