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Dalmine, slot via dai bar? I commercianti si dividono – Il video

Le detrazioni fiscali promesse dal Comune a chi non possiede sloc e videopoker non convincono tutti i dalminesi. Le penali da pagare con le società proprietarie delle macchinette pretendono infatti penali altissime: "Non tutti se le possono permettere".

Il Comune di Dalmine ha voluto incentivare i proprietari dei locali pubblici a togliere le slot machine e i videopoker introducendo nel 2015 detrazioni fiscali per chi non le possiede e per chi sceglie di chiudere il contratto con le società delle macchinette. I commercianti si chiedono per prima cosa quanto il Comune farà loro risparmiare: "Dovrebbe permettermi di fare due calcoli e vedere se è conveniente, altrimenti ci penalizzano soltanto perchè togliere le slot machine non è semplice, ci sono penali molto alte da pagare se non si rispettano le clausole del contratto con le società, se le si toglie prima della scadenza. È molto più facile ricevere il permesso per metterle che rimuoverle" reclama uno di loro.

Un altro conferma: "Le abbiamo tolte da alcuni mesi ma abbiamo avuto molti problemi. Le penali sono altissime, si parla di centinaia di migliaia di euro". E poi secondo, un terzo proprietario: "Bisogna vedere se davvero introdurranno queste detrazioni. Hanno demonizzato queste macchinette ma non è che togliendole risolvono i problemi della città".

I dati però dicono che il gioco d’azzardo qualche problema lo crea: l’anno scorso l’associazione "Giocatori autonomi" ha ricevuto quarantacinque richieste d’aiuto da parte di dalminesi in crisi.

Cinzia Testa del Bar Mazzini dichiara che "si guadagna fino a 700, 800 euro al mese, quindi sì, c’è molta gente che gioca. Non penso che il Comune possa farmi risparmiare tutti quei soldi. Mi chiedono di togliere le slot machine, allora dovremmo togliere anche le sigarette, l’alcool, il gratta e vinci e vendiamo solo le cose naturali". Un’opinione condivisa da un collega che vuole rimanere anonimo e sottolinea: "E’ vero, crea dipendenza, ma lo fanno anche il fumo e i farmaci, dove c’è un disagio psicologico. Ma chi ci guadagna di più è lo Stato. È lo Stato che in accordo coi Comuni dovrebbe dire basta alle slot machine. Se Dalmine vuole fare qualcosa dovrebbe mettere un divieto a tutti i locali, dichiararsi un Comune no slot, magari nell’arco di due anni per permettere la naturale scadenza dei contratti con le società".


La Ludoteca, famoso locale nel centro di Dalmine, aveva già le macchinette di quiz e i flipper ma i clienti hanno chiesto espressamente i videopoker: "Sto a guardare e in due anni che li abbiamo nessuno si è rovinato".

Molti intervistati non se la sono sentita di esporsi in prima persona sulla questione. Il Bar Lavetti assicura soltanto: "Non le toglieremo", mentre il Bar Europa conferma di non essere interessato alla proposta del Comune: "Ne abbiamo una e la teniamo". Il bar I Quattro Gatti, infine, ha tolto le macchinette quando qualche settimana fa ha subito un furto in piena notte e la paura di essere derubati a causa delle slot machine è espressa dalla maggior parte degli esercenti.

Viola Carrara

Commenti

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  1. Scritto da Marzia

    Scusate, ma a me pare una cavolata. Ma come si fa a far pagare meno tasse a chi toglie le slot machine? Se fossi un commerciante che non le ha mi incavolerei non poco. Ma si sa, questa proposta viene dalle minoranze che ci sono nei comuni, tanto per fare un po’ di propaganda elettorale viste le batoste che M5S and co. hanno preso nelle amministrative. Il ridicolo e’ la sig.ra del bar Mazzini, che vorrebbe che il comune le desse la perdita se le venissero tolte le macchinette. Ridicola.

    1. Scritto da Io

      Basterebbe applicarsi un minimo e capire quel che si legge, questa e’ una proposta delle minoranze: gente che si dà da fare, purtroppo, anche per gente come te.

    2. Scritto da Fabio Tiraboschi

      Cara Marzia, l’articolo ha omesso che le detrazioni verranno fatte anche per bar no slot già in partenza. Nessun trattamento diverso a parità di virtuosità

      1. Scritto da Marzia

        Ammettiamo che ci sia stata un omissione nell’ articolo, ma mi spieghi come fara’ ad avvisare il ministro dell’economia che ricevera’ meno soldi perche’ ci sono bar che hanno tolto le macchinette e altri che non le metteranno. Non sarebbe meglio che ci fosse una interpellanza parlamentare visto che il concessionario e’ lo stato? E poi leggendo i commenti si nota che quasi nessuno vuole toglierle anche perche’ oltre al guadagno , un caffettino o un liquorino ci scappa sempre.

        1. Scritto da Fabio Tiraboschi

          Nessun “ammettiamo” perché gli atti sono pubblici li può controllare (sito del comune -> delibere di consiglio). Purtroppo o per fortuna non sono in Parlamento quindi cerco di fare quanto più a livello comunale con il limite dell’autonomia locale. Iniziativa è simbolica non ci illudevamo che tutti i commercianti levassero le slot. Ma qualcosa di piccolo bisogna pur fare e oltre a qs mozione ne è stata approvata un’altra che apre percorso di contrasto a tutto tondo

        2. Scritto da peter

          nessun avviso a nessun avviso dell’Economia, se il Comune riesce a “assorbire” i mancati introiti.
          ovvio Marzia, che sarebbe meglio se lo stato ci pensasse direttamente ma, visto che non lo fa, ben vengano le iniziative di chi fa uno sforzo per combattere questa piaga sociale.
          per quanto riguarda i commercianti, loro giustamente guardano il proprio interesse, per questo motivo devono essere economicamenet incentivati per fare scelte virtuose…

    3. Scritto da Merlino

      Impariamo a leggere “… introducendo nel 2015 detrazioni fiscali per chi non le possiede e per chi sceglie di chiudere il contratto con le società delle macchinette …”! Quindi anche il commerciante che non ha mai avuto le macchinette ha gli sgravi fiscali. Sarebbe bello se ogni tanto si pensasse al bene comune, senza delegare le proprie responsabilità ad altri, facciamo senza aspettare che qualcuno faccia al posto nostro.

  2. Scritto da F.P.

    Quanta ipocrisia !! Intanto lo Stato fa pubblicità su intere pagine ‘costosissime’ sul gioco , specificando poi ‘Gioca Responsabilmente’ !!?? ma chi vogliono prendere per i fondelli ?? Allora togliamo il Lotto i Gratta e Vinci e tutti quanti i giochi d’azzardo Nazionali !! che ne dite ?? lo Stato Fallirebbe il giorno dopo…

  3. Scritto da Merlino

    leggendo i commenti dei commercianti mi verrebbe da fare una proposta diversa all’amministrazione, anziché introdurre sgravi fiscali a chi non mette le slot, introdurrei una super tassa per chi mette le slot anche di 2000 euro al mese, così diventerebbero un costo e non un guadagno, e i commercianti sempre pronti a far del bene le toglierebbero spontaneamente.

    1. Scritto da Diego

      Merlino, si guadagna circa 60/800 a settimana per slot. Se aumenti di 2000 è ancora un quadagno… ;)

  4. Scritto da Merlino

    l’amministrazione comunale ha pensato alla tutela delle fasce deboli (finalmente!), mi rattrista vedere che i commercianti pensino solo al guadagno, alle penali e ai furti e non al benessere sociale! Mi sorge un dubbio, se le vincite fossero pagate in buoni consumazione come previsto, i guadagni sarebbero ancora di 700 800 euro al mese? Se si facessero più controlli forse non servirebbero le detrazioni, verrebbero tolte dai commercianti semplicemente perché non più convenienti!

    1. Scritto da Davide

      Scusa ma dove sarebbe previsto che le vincite siano pagate in buoni consumazione?

  5. Scritto da peter

    cari commercianti che vi lamentate per le penali alte, avreste dovuto pensarci quando avete firmato quei contratti.
    visto che il comune non sta imponendo nulla, non avete di che lamentarvi e, se vi conviene tenere le macchinette, continuate pure a farlo. io credo che l’obiettivo della politica sia provare a cambiare in meglio la vita delle persone e, visto che a livello nazionale spesso ciò non avviene, ben vengano le iniziative in questo senso delle amministrazioni.