BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Mirco Rota della Fiom: Cari Riva e Gandi cosa dite ora dell’articolo 18?

Il bergamasco Mirco Rota, segretario generale Fiom Cgil Lombardia, prende carta e penna e scrive pubblicamente a Gabriele Riva, segretario provinciale del Pd, e a Sergio Gandi, responsabile Lavoro del Pd, chiedendo come sono cambiate le loro posizioni a due anni di distanza dalle rassicurazioni che "nessuno avrebbe toccato l'articolo 18".

Il bergamasco Mirco Rota, segretario generale Fiom Cgil Lombardia, prende carta e penna e scrive pubblicamente a Gabriele Riva, segretario provinciale del Pd, e a Sergio Gandi, responsabile Lavoro del Pd, chiedendo come sono cambiate le loro posizioni a due anni di distanza dalle rassicurazioni che "nessuno avrebbe toccato l’articolo 18".

 

Gentile redazione,

il tempo, si sa, è galantuomo e coloro i quali vengono etichettati come cassandre, alla prova dei fatti diventano spesso facili profeti.

Era il marzo 2012 e Gabriele Riva, segretario provinciale Partito Democratico di Bergamo, e Sergio Gandi, responsabile Lavoro del PD di Bergamo vergavano un intervento congiunto su questa testata, gettando acqua sul fuoco rispetto ai timori di riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e tacciando sostanzialmente il sottoscritto di eccessivo allarmismo.

Vale la pena ricordare qualche passaggio saliente della lettera scritta a quattro mani: "Rassicuriamo comunque Mirco Rota: nessuno ha cancellato né intende cancellare l’art. 18, nessuno – nemmeno le imprese – punta ad un sistema in cui si possa licenziare in libertà, nessuno vuole annullare dignità e diritti dei lavoratori".

Sono durate poco quelle rassicurazioni, sciolte oggi come neve al sole come dimostrano gli ultimi sviluppi politici. Il Governo, a distanza di poco più di due anni, vuole cancellare con un colpo di spugna la reintegra nel posto di lavoro per un licenziamento illegittimo (senza giusta causa) disposta dal giudice ai sensi dell’articolo 18 della L. 300/70, il cosiddetto Statuto dei lavoratori. Cancellare queste tutele significa indebolire in maniera netta le garanzie di chi lavora: occorre dirlo senza mezzi termini.

Non era difficile cogliere un disegno già allora. Chi era preoccupato a quel tempo aveva evidentemente qualche ragione per esserlo, alla luce di quanto accade adesso. Sarebbe curioso ora sentire il parere di Riva e Gandi, dopo la direzione del Pd e a seguito delle prese di posizione del presidente del Consiglio Matteo Renzi, che considera l’articolo 18 non una tutela per i lavoratori, ma un vecchio arnese, un totem ideologico e ritiene che un imprenditore debba avere diritto di lasciare a casa un lavoratore, tanto ci penserà lo Stato a prendersi cura di lui senza però dire con quali risorse e a carico di chi. Nell’intervento dei due esponenti bergamaschi del Pd si faceva anche cenno a un libro dei sogni rimasti lettera morta nel mondo del lavoro, l”apprendistato diventato contratto prevalente, la riduzione dell’eccessiva flessibilità, le collaborazioni a progetto con progetti meno generici, il contratto a termine sarà più costoso; gli ammortizzatori sociali vegono semplificati ed estesi a soggetti che oggi non ne possono fruire…".

Tutte cose annunciate, ma rimaste del tutto irrealizzate. Letti oggi quegli annunci appaiono clamorosamente smentiti dagli accadimenti. E la storia sembra ripetersi. Dal nostro punto di vista l’oggetto non è solo la questione dell’articolo 18, non a caso con le nostre proposte chiediamo di estendere gli ammortizzatori sociali a chi oggi non ce li ha, estendendo la contribuzione alle imprese, concedendo i diritti a coloro i quali sono esclusi a partire dall’Articolo 18, e cancellando le 46 tipologie di contratti di lavoro precario.

Se un partito ha il 41%, come rivendica ossessivamente il Presidente del Consiglio, dovrebbe davvero usare questo consenso anche per fare cose diverse rispetto a chi lo ha preceduto, senza adeguarsi supinamente al programma di Confindustria e alle politiche di austerità dell’Europa. Se questa fosse veramente la strada tracciata da Renzi, allora troverebbe anche noi concordi e potrebbe fare a meno dell’alto consenso delle Imprese e dell’agenda della Destra che sono oggettivamente tra i maggiori responsabili del disastro in cui versa questo Paese.

Mirco Rota,

segretario generale Fiom Cgil Lombardia

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Patrizio

    Art. 18 creato per difendere i lavoratori che fanno il proprio dovere. Infatti possono essere licenziati ma solo per giusta causa. Questo non è un privilegio ma un diritto.
    Gli sporchi politici da poco hanno votato ancora l’immunità ai senatori. Questo si che è un privilegio, difende chi non ha fatto il proprio dovere e a volte ha anche rubato o fatto solo i propri interessi. Italiani siete ancora in troppi a dormire. Smettetela di credere a chi avete sempre votato. Attenti ai delinquenti.

  2. Scritto da mario

    questione di pazientare ancora poco, tra 1 anno i l PD Forza Italia e la nuvola di UDC NCD ricostituiranno la DC e porteranno infilati sullo spiedo tutti i sindacati. Renzi è iun fuoriclasse della Politica e il PD lo ha usato per vincere, adesso però ci tocca tenerlo e sperare che goda di buona salute

  3. Scritto da rossano

    La fiom è un sindacato superato

    1. Scritto da Patrizio

      Io se dovessi scegliere un sindacato oggi sceglierei proprio il sindacato che lei dice superato senza dire il perchè. Forse lo ha detto quello che lei vota? Questo che lei vota è stato indagato o colto con mazzette in mano? Lei è vicino a questi?
      Continuo con la mia valutazione del sindacato: la fiom che io non ho è l’unico sindacato che respira senza paura nonostante la situazione sfavorevole. La sua frase ha bisogno di idee e motivazioni. A lei quale sindacato non è superato?

    2. Scritto da mario59

      Se un sindacato non può far nulla per difendere un proprio iscritto, mi spiega qual’è il sindacato giusto?
      L’articolo 18 se un lavoratore licenziato, decide di rivolgersi al giudice, e se nel corso del processo emerge che ha sbagliato il datore di lavoro, è previsto il reintegro in azienda, se il reintegro non può essere più adottato, non servono più nemmeno i sindacati.

  4. Scritto da daniela

    L’attacco a quel che resta dell’ art.18, fatto dal mio partito x di più, è a dir poco irritante. E ad ascoltare le motivazionisifaperdire addotte dal PdC e dalle fanciulle al suo seguito, tutte sorrisi (ma che hanno da sorridere?) e fuffa, mi sento offesa. Apprezzo la compostezza dell’intervento di M. Rota

  5. Scritto da Andrea

    PD: da partito democratico a partito neoliberista.
    Chi adesso rappresenterà le ragioni del mondo del lavoro, evitando di scivolare su posizioni radicali ed estreme e si manterrà su posizioni riformiste e progressiste?

  6. Scritto da Pino

    Mah

  7. Scritto da Z

    Come darle torto Rota,é qui sul lavoro e non solo che si dovrebbero vedere le differenze fra PD e Forza Italia etc,ma ormai sono ogni giorno di più che passa,due cose inconfondibili e del tutto simili.