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Napolitano al sindaco: “Nell’eccidio di Petosino partigiani miei coetanei” fotogallery

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha scritto una lettera al sindaco di Sorisole, Stefano Gamba, in occasione del 70° anniversario dell'eccidio di Petosino: "Unisco la mia voce alla commemorazione di quei giovani che sacrificarono la loro vita per quegli ideali di libertà e democrazia che sono alla base della nostra Repubblica".

Tra i dieci martiri partigiani che settant’anni fa, il 26 settembre 1944, furono uccisi tra Petosino e i colli di Bergamo a seguito dell’assalto a Villa Masnada a Mozzo c’erano alcuni 19enni. Nati nel 1925 come il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Dal Quirinale il Capo dello Stato ha inviato a Stefano Gamba, sindaco di Sorisole, una lettera in risposta all’invito che il primo cittadino gli aveva rivolto per partecipare alle celebrazioni di quei giorni che hanno visto unite undici amministrazioni comunali: Sorisole, Bergamo, Almè, Almenno San Salvatore, Calolzio Corte, Mozzo, Paladina, Ponteranica, San Giovanni Bianco, Valbrembo e Villa d’Almè. Celebrazioni che sono iniziate la sera di venerdì 26 settembre a Mozzo, dove grazie al contributo della Fondazione Credito Bergamasco, la compagnia teatrale Initinere ha rievocato su testi dell’Isrec quei tragici fatti in cui morirono: Albino Locatelli, Carletto Mazzola, Giovanni Mazzola, Giuseppe Piazzalunga, Francesco Roncelli, Luciano Tironi, Mario Capelli, Virginio Bonademi, Giuseppe Signori e Tranquillo Milesi. 

"Non potendo accogliere il Suo invito all’iniziativa in ricordo dei dieci martiri partigiani di Petosino – scrive il Presidente della Repubblica – intendo tuttavia unire la mia voce alla commemorazione di quei giovani che sacrificarono la loro vita per quegli ideali di libertà e democrazia che sono alla base della nostra Repubblica".

"Il nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, invitato a partecipare agli eventi in programma domenica 28 settembre a Petosino, non ha potuto accogliere l’invito, tuttavia ha mandato il suo messaggio per aggiungere la Sua voce alla commemorazione e portare il Suo saluto specialmente ai famigliari degli eroici caduti – commenta il sindaco Gamba -. La presenza, se pur virtuale, del Presidente Napolitano aggiunge quel dovuto riconoscimento che tutti noi dobbiamo a quei 10 ragazzi che, pur consapevoli di poter pagare con la propria vita quello che stavano facendo, non hanno rinunciato a perseguire il loro sogno di giustizia democratica e di libertà. Il loro sogno è diventata la nostra realtà e per questo ereditiamo il compito di vegliare sui principi di democrazia così ben scritti nella nostra Costituzione, forse la più bella del modo. La nostra Costituzione e la Resistenza hanno le medesime radici. Piero Calamandrei ci insegna che se vogliamo conoscere dove è nata la Costituzione dobbiamo recarci nei luoghi dove è stata combattuta la Resistenza, dove caddero i Partigiani. In questo fine settimana Sorisole e altri dieci comuni lo hanno fatto, e per questo ringrazio in particolare la sezione ANPI dei Colli di Bergamo e l’ISREC per averci accompagnato in questo percorso".

 

Commenti

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  1. Scritto da 55 mano

    chissa se questi partigiani non si rivolteranno nelle loro tombe vedendo che razza di repubblica i loro coetanei hanno costruito. Dove bambini autistici non possono andare in gita scolastica al Quirinale, perché disturbano.

    1. Scritto da Sergio

      Se quello che dice lei è vero, Polizia, perché non intervieni a tutela dei più deboli?

  2. Scritto da Par Condicio

    Aspetto che il presidente Napolitano, per par condicio, scriva anche al sindaco di Rovetta ricordando gli altri suoi coetanei, e anche più giovani, caduti per mano dei partigiani.

    1. Scritto da non confondiamo

      Ci sono giovani che hanno combattuto per la libertà e altri che hanno combattuto contro. Tutti meritano il rispetto che si deve ai morti. Ma non bisogna confondere gli ideali.Per questo motivo un presidente della repubblica non deve elargire tutto a tutti.Se domani diventassimo una repubblica fascista, allora, ma solo in quel momento, il presidente dovrà celebrare diversamente. Però cerchiamo di non mescolare le caramelle da 5 lire con quelle da 10.

  3. Scritto da Sergio

    Chissà cosa direbbero i suoi coscritti oggi, vedendolo a capo di un paese ed una democrazia in queste condizioni….. Magari gli chiederebbero che cosa abbia fatto lui un tutto il dopoguerra per nobilitare il loro sacrificio..

    1. Scritto da Tom

      Sono convinto anchio come te,che una delle molte domande che gli porrebbero sia quella.
      Le sue veci comunque dato che lui non sarà presente poteva farle Luciano Violante…