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La Fim pressa il Governo Metalmeccanici bergamaschi martedì in piazza a Roma

Ci sarà anche una nutrita delegazione di metalmeccanici bergamaschi martedì 30 settembre a Roma per la manifestazione della Fim Cisl contro il Governo Renzi: chiederanno il rilancio dell'industria manifatturiera.

Anche una nutrita delegazione di metalmeccanici bergamaschi sarà a Roma, martedì 30 settembre all’iniziativa organizzata dalla Fim Cisl nazionale per richiamare il Governo Renzi sulla priorità del rilancio dell’industria manifatturiera ed in specifico di quella metalmeccanica.

“Sono i numeri – dice Valentino Gervasoni, segretario generale Fim Cisl Bergamo – a dare evidenza che senza un rilancio dell’industria metalmeccanica difficilmente ci sarà un’inversione di tendenza alla crisi attuale”.

Il settore vale da solo il 39% del valore aggiunto di tutta l’industria italiana, il 48% delle esportazioni del nostro paese ed in Europa è seconda solo a quello tedesco. Rispetto alla situazione pre-crisi il settore ha perso il 31,3 % della produzione ed il 7,6% dell’export; 220.000 licenziamenti nelle medie grandi aziende e altrettanti i lavoratori ancora oggi in cassa integrazione. Bergamo e provincia in virtù di una spiccata vocazione manifatturiera hanno pagato un prezzo importante. In queste ultimi mesi del 2014 arriva al capolinea la vicenda della Indesit e della chiusura dello stabilimento di Brembate con il rammarico che l’innovativo accordo di gestione che destinava importanti risorse per favorire la ricollocazione dei lavoratori, complice il perdurare della crisi, ha raggiunto solo in parte gli obiettivi prefissati. Nel primo semestre 2014 erano ancora 407 le aziende che hanno fatto ricorso ad ammortizzatori, 14.167 gli addetti di cui circa 8.000 i lavoratori coinvolti. A settembre di quest’anno si registrano 27 aziende che hanno fatto ricorso ai Contratti di Solidarietà con 2.740 dipendenti e 2.435 coinvolti nella riduzione di orario.

“Non ci sono situazioni importanti per le quali si possa prevedere un tracollo, ma non si riesce ad invertire la tendenza. Per queste ragioni andremo davanti ai palazzi del Governo per dare la sveglia. Sono urgenti misure da tempo indicate dalla Fim e dalla Cisl: riduzione dei costi dell’energia, misura importantissima e decisiva per le aziende energivore come Tenaris, Lucchini e metallurgiche in genere, strategie chiare e strutturali sulle energie rinnovabili per favorire investimenti da parte delle aziende elettromeccaniche come ABB, Schneider, BTicino ed altre presenti sul nostro territorio, accesso al credito soprattutto da parte di piccole e medie imprese, riduzione del costo del lavoro attraverso la leva fiscale, incentivazione ricerca e sviluppo di nuovi prodotti e processi, investimento sulla banda larga, chiara individuazione dei settori strategici per il paese. Sono alcuni degli interventi in grado di incidere su variabili di costo fondamentali delle imprese manifatturiere metal meccaniche e non solo.

Se alcune di queste misure saranno effettivamente messe in campo utilizzando le risorse recuperabili dalla lotta agli sprechi ed alla evasione, ben venga anche l’intervento sul mercato del lavoro.

Riteniamo che il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti possa essere l’occasione per disboscare ulteriormente la selva delle forme contrattuali ed in particolare quelle di parasubordinati fasulli. Deve essere soprattutto l’occasione per superare il dualismo dell’attuale mercato del lavoro tra inclusi (tutelati) ed esclusi (poco o per niente tutelati) e deve essere uno strumento competitivo rispetto ai contratti atipici, riconoscendo a regime a tutti i lavoratori, assunti in aziende sopra i 15 dipendenti o sotto i 16 dipendenti o nell’artigianato o nei servizi gli stessi diritti. Tra questi diritti va considerato, secondo noi, anche il reintegro previsto dall’art. 18, limitandolo ai licenziamenti discriminatori e/o palesemente ingiustificati.

Auspichiamo – conclude Gervasoni – su questo terreno una capacità di tutto il sindacalismo confederale di mettere in campo una proposta efficace e nei tempi imposti dal contesto attuale rifuggendo da contrapposizioni più o meno ideologiche ed inconcludenti”.

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