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Pillole di Grande Guerra 26 La battaglia di Mons: arrivano i britannici fotogallery

Nella battaglia di Mons scendono in campo per la prima volta anche i nuclei dell'esercito britannico a fianco dei francesi: ancora una volta, però, gravi errori di valutazione del potenziale tedesco portò a una dura sconfitta.

di Marco Cimmino

Una decina di giorni dopo la dichiarazione di guerra, il Regno Unito aveva già organizzato ed inviato un corpo di spedizione sul continente: il BEF (British Expeditionary Force), che avrebbe dovuto schierarsi a nord dei francesi, approssimativamente fra il mare e quel crocevia formato dalla Mosa e dalla Sambre di cui abbiamo parlato a proposito degli scontri precedenti.

Si trattava di una grande unità, ben organizzata ed addestrata, posta sotto il comando del generale John French, che sbarcò in Francia il 14 agosto e venne subito avviata verso il teatro d’operazioni. L’obbiettivo immediato del BEF era quello di unirsi alla quinta armata di Lanrezac, schierata, come abbiamo visto, intorno a Charleroi: così, le truppe britanniche cominciarono a muovere verso sud, con una certa cautela. Il primo scontro fra i soldati di sua maestà e la cavalleria tedesca della prima armata avvenne il 22 agosto, a Soignies, che, dunque, rappresentò il battesimo del fuoco per i britannici.

Dopo queste scaramucce iniziali, French decise di lanciare le sue truppe all’attacco del grosso delle forze avversarie, apparentemente non tenendo in nessun conto le informazioni della propria intelligence, che lo aveva informato delle vittorie tedesche in Lorena e nelle Ardenne. Di nuovo, quindi, si presentava il problema della logistica e dell’informazione, con conseguenze determinanti sull’esito degli scontri.

Poi, con un improvviso ripensamento, stabilì di schierare le sue cinque divisioni a difesa, presso il canale di Mons: qui, incappò nelle truppe della prima armata di Von Kluck, che stavano cercando di mantenere il contatto con quelle di Lanrezac in ritirata verso sud, dopo la sconfitta sulla Sambre.

In realtà, come molti suoi colleghi francesi, Joffre in testa, French aveva sottovalutato la forza delle armate germaniche in Belgio, e lo scontro con la cavalleria ne aveva rafforzato le convinzioni: così, il 23 agosto, egli schierò i suoi due corpi di fanteria (Smith-Dorrien e Haig) rispettivamente ad est e ad ovest di Mons, lungo un fronte di ben quaranta chilometri, e si preparò a dar battaglia. Smith-Dorrien, a est, prese perlomeno contatto con la quinta armata francese, mentre la cavalleria di Allenby rimase di riserva, qualche chilometro alle spalle dello schieramento.

La battaglia di Mons, a causa dei soliti gravi errori di valutazione, iniziava con 160.000 tedeschi, dotati di 600 pezzi d’artiglieria, contro 70.000 britannici, che ne avevano meno della metà. Le truppe di Smith-Dorrien, sottoposte ad un terribile sbarramento di artiglieria che in breve causò loro 1.600 perdite, resistettero bravamente alle ondate dei fanti germanici: il tiro dei fucilieri inglesi inflisse perdite gravissime agli attaccanti, tanto che Kluck pensò che si trattasse di reparti di mitraglieri, visto il volume di fuoco.

La battaglia proseguì fino a sera, quando i francesi, che non avevano potuto sostenere gli alleati per tutto il giorno, realizzata finalmente l’entità delle forze nemiche che li fronteggiavano, ordinarono al BEF di perdere contatto e di ritirarsi. Von Kluck non si lanciò subito all’inseguimento, in considerazione delle dure perdite subite nella mattinata, ma il 26 agosto, a Le Cateau, raggiunse la retroguardia britannica infliggendole 8.000 perdite ulteriori.

Nel complesso, Mons rappresentò una dura sconfitta per il BEF, tanto che French suggerì una sua completa ritirata fino alla costa: fu il ministro della guerra, lord Kitchener, di cui sentiremo ancora parlare, ad insistere per mantenere lo schieramento accanto alle armate francesi, evitando una manovra che avrebbe potuto cambiare completamente la storia della guerra e dell’umanità.

La curiosità

Il British Expeditionary Force (BEF) rappresentò il primo nucleo dell’esercito britannico in Francia, nel 1914: all’inizio della guerra esso era formato da sette divisioni di pronto intervento, create come forza da combattimento fuori dal territorio nazionale, divise in tre corpi d’armata di fanteria e una grande divisione di cavalleria su quattro brigate, più una quinta brigata autonoma esplorante. Il BEF era composto da volontari a ferma lunga, ossia da soldati professionisti, ed era nato, più che altro in prospettiva coloniale, dopo la guerra anglo-boera, su proposta dell’allora ministro della guerra Haldane (1905-12) e del generale Haig. Si trattava di truppe eccezionalmente ben addestrate ed efficienti, tanto che lo storico James Edmonds, già combattente nel BEF, le ebbe a definire: ‘…incomparably the best trained, best organized, and best equipped British Army which ever went forth to war’.

A titolo precauzionale, nell’agosto del 1914, per decisione del primo ministro Asquith, furono inviati in Francia solamente due corpi (quattro divisioni), e questi furono i protagonisti della battaglia di Mons. Poco dopo, arrivò anche il terzo corpo, portando gli effettivi del BEF a circa 100.000 uomini, mentre, nell’ottobre del 1914, furono spedite al fronte ulteriori due divisioni con tre nuove brigate di cavalleria. Si trattava, però, di soldati assai diversi da quelli del primo nucleo arrivato in Francia nell’agosto: in prevalenza, costoro erano, infatti, riservisti richiamati. Il Regno Unito stava raschiando il barile, ed era rimasto praticamente senza un esercito regolare: come vedremo, ben presto anche la Gran Bretagna, di fronte alle perdite spaventose del nuovo conflitto, avrebbe dovuto creare un sistema di reclutamento di tipo moderno. Il Nome BEF, nel linguaggio comune, venne mantenuto anche per questo nuovo esercito di leva, anche se, tecnicamente, il vero BEF cessò di esistere alla fine del 1914. 

Commenti

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  1. Scritto da Raimondo V.

    I complimenti al prof. Cimmino sono sempre sottintesi!

  2. Scritto da Raimondo V.

    Riguardo alla battaglia di Mons e al fuoco di sbarramento inglese c’è una “mezza leggenda” (in quanto non confermata e difficilmente confermabile oggettivamente).
    Si dice che i soldati inglesi della BEF con i loro fucili in dotazione Lee-Enfield riuscissero a sparare qualcosa come 20 colpi al minuto contro i 12 in media che un fante con un addestramento base era in grado di sparare con lo stesso fucile.
    Ecco perchè i tedeschi credevano di aver di fronte reparti di mitragliatrici!

  3. Scritto da Marco Cimmino

    Caro Bertrando, mi sto applicando con sincero impegno per riuscire a scrivere una storia della Grande Guerra in simultanea, ma, purtroppo, sono ancora fermo al vecchio sistema di una cosa alla volta. Vedrà’ che parleremo anche di corridoi, prima o poi. Mi limito ad anticiparle che, verso il Bosforo, non stava succedendo proprio niente. Quando arriveremo a Gallipoli, avrà piena soddisfazione: ma ci vorra’ ancora un pochino.

  4. Scritto da Bertrando

    Dunque, un po’ mi sono perso. La guerra era scoppiata in seguito all’attentato di Sarajevo e…. qui continuo a leggere di battaglie “del corridoio atlantico dell’Europa”, direzione est verso la Russia e direzione ovest, verso Parigi. Ma intanto nei Balcani, il corridoio sud dell’Europa, verso il Bosforo e il petrolio, che stava succedendo? Grazie!