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Sfratti e morosità, i sindacati alzano la voce “I Comuni si muovano”

Sunia-Cgil, Sicet-Cisl e Unione Inquilini sollecitano i Comuni di Bergamo, Seriate, Dalmine e Torre Boldone ad applicare il nuovo decreto per il fondo della morosità cosiddetta "incolpevole": "E' una priorità assoluta, i sindaci e le amministrazioni devono agire al più presto".

Da luglio è in vigore il nuovo decreto attuativo che regola il funzionamento del fondo per la morosità cosiddetta incolpevole (cioè quella legata a casi di indigenza, perdita di lavoro, effettive difficoltà economiche). Le nuove norme affidano ai Comuni il compito di compilare e comunicare alle Prefetture gli elenchi di conduttori in forte difficoltà affinché possano ottenere la graduazione degli sfratti (cioè la loro gestione più attenta, anche grazie allo stanziamento di fondi).

A Bergamo, ma anche negli altri Comuni formalmente definiti "ad alta tensione abitativa" nella nostra provincia, cioè Seriate, Dalmine e Torre Boldone, il decreto sembra non essere stato ancora preso in considerazione: per questo i sindacati degli inquilini hanno tenuto venerdì pomeriggio una conferenza stampa nella sede della Cgil di Bergamo. Erano presenti Pietro Roberti del Sunia, Roberto Bertola di Sicet e Fabio Cochis dell’Unione Inquilini di Bergamo, che, oltre a fornire i dettagli del decreto, hanno chiesto ufficialmente un incontro (dopo averlo fatto per iscritto con alcune lettere inviate nei giorni scorsi) ai sindaci dei quattro Comuni e al Prefetto. "Sunia-Cgil, Sicet-Cisl e Unione Inquilini sollecitano i Comuni della provincia di Bergamo ad alta tensione abitativa ad applicare immediatamente quanto previsto dall’articolo 6 comma 5 della legge 124/2013 in materia di graduazione degli sfratti" hanno commentato Roberti, Bertola e Cochis. "Una volta graduati gli sfratti i Comuni devono avviare le forme di accompagnamento sociale che possono essere messe in atto, come ad esempio un contributo fino a 8.000 euro, proveniente dalle risorse del fondo nazionale, per trasformare gli sfratti in contratti a canone agevolato, oppure per pagare la cauzione sempre per trasformare lo sfratto in nuovo contratto a canone agevolato, oppure per il passaggio da casa a casa in alloggi di edilizia residenziale pubblica. Non ci sono scuse per azioni dilatorie, questa è una priorità, i Comuni devono agire. Anche perché gli sfratti sono in aumento, lo dice il rapporto che ogni anno pubblica il Ministero degli Interni. In Italia, nel 2013, le sentenze di sfratto sono state 65.302 (con aumento del 300% rispetto al 2012), l’89% di questi è per morosità incolpevole, per difficoltà economiche reali del conduttore. A Bergamo e provincia la situazione è grave: secondo i dati del Ministero dell’Interno nell’arco del 2013 le sentenze sono state 1.002 (sfratti ‘emessi’), le richieste di esecuzione 2.055 (+ 20% rispetto al 2012), le esecuzioni con l’ausilio della forza pubblica 560 (+ 6%). Siccome la perdita del lavoro è la causa principale della perdita della casa, è inutile sottolineare che se la crisi occupazionale continuerà ad aggravarsi aumenteranno gli sfratti. Noi abbiamo proposte molte semplici e concrete: un vero piano strategico per la messa a disposizione di alloggi sociali (case popolari), senza nuova cementificazione ma attraverso il recupero del patrimonio esistente, a partire da quello pubblico inutilizzato e in disuso. In particolare ricordiamo al Sindaco di Bergamo la priorità della sistemazione delle circa 200 case popolari chiuse perché prive dei requisiti per l’assegnazione. Ma prima di tutto va interrotta l’emergenza sfratti applicando le norme sulla graduazione. Infatti da almeno 30 giorni (ma la legge è di 10 mesi fa) Sindaci e Prefetto sono inadempienti non applicando il decreto approvato dal Governo. Come sindacati degli inquilini, attraverso i nostri uffici legali, abbiamo predisposto un modulo che intendiamo mettere a disposizione anche degli uffici comunali e abbiamo avviato, in maniera unilaterale, comunque da subito, la raccolta presso le nostre sedi delle autocertificazioni degli inquilini che provvederemo a consegnare ai Comuni".

Commenti

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  1. Scritto da A.Z. BG

    Una domanda ai sindacati. con che soldi dovrebbero muoversi i comuni. Con quelli che i loro amici romani(tutti del loro stesso colore politico)continuano a togliergli?Oppure vorrebbero che aumentassero ulteriormente le tasse comunali per dare i soldi agli sfrattati,quasi tutti extra,per poi averne l’appoggio politico? con i soldi nostri come al solito,non loro, vogliono fare tutto, vero?

    1. Scritto da Sfrattato lombardo

      Be io sono sfrattato ma non sono extra, e leggendo commenti come i suoi comincio seriamente a pensare che gente come lei vada presa fortemente a calci nel fondoschiena.
      In fin dei conti i legaioli come lei hanno portato l’Italia allo sfacelo governando per 20 anni, e infatti tutti padani qui e super romani a Roma dove occupavano posti e prebende.
      I comuni possono far molto, ma soprattutto il prefetto puo’ fare una moratoria sugli sfratti incolpevoli a costo zero.