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Rossi: “Qui da spartire ci sono responsabilità, altro che poltrone”

Le elezioni provinciali di domenica prossima hanno un favorito: Matteo Rossi. L'esponente del Pd ha dalla sua il sostegno ufficiale del suo partito, quello non ufficiale di Forza Italia e di molte altre liste civiche che amministrano i Comuni bergamaschi. Il suo avversario sarà Beppe Pezzoni, sindaco di Treviglio. La certezza è che chiunque vinca dovrà amministrare una Provincia disastrata da continui tagli.

Le elezioni provinciali di domenica prossima hanno un favorito: Matteo Rossi. L’esponente del Pd ha dalla sua il sostegno ufficiale del suo partito, quello non ufficiale di Forza Italia e di molte altre liste civiche che amministrano i Comuni bergamaschi. Il suo avversario sarà Beppe Pezzoni, sindaco di Treviglio. La certezza è che chiunque vinca dovrà amministrare una Provincia disastrata da continui tagli.

Una dei primi problemi è il futuro della variante di Zogno, con extra costi per 24 milioni di euro. Pirovano ha annunciato di averne trovati 7,8. Il resto sarà messo dalla Regione. Come intervenire? “Abbiamo preso atto di una situazione preoccupante. Da lunedì diventa una delle priorità, un’opera indispensabile per la valle e quindi occorrerà verificare l’effettiva disponibilità di nuove risorse, eventuali responsabilità e procedere speditamente anche sulla variante di Cisano bergamasco sulla quale sembra che le risorse ci siano e non bisognerà perdere tempo”.

Messa una toppa alla variante di Zogno, il punto di domanda passa a tutte le altre strade bergamasche. I soldi non ci sono. “Le risorse mancheranno sicuramente e noi dovremo sapere muoverci in due direzioni. La prima, insieme al resto delle Province, porre al governo una questione semplice: non possono esserci funzioni senza risorse economiche, altrimenti sarebbe una presa in giro. Convocherò tutti i parlamentari per agire in modo trasversale. Per le poche risorse che avremo fare una scelta netta delle priorità in termini di viabilità. Io prediligerei la sicurezza dei cittadini e delle imprese nelle strade più difficili di questa provincia, nelle valli”. 

Entro il 12 ottobre il nuovo presidente dovrà fare altri 6 milioni di tagli. E’ possibile? “La prima riunione sarà dedicata a conoscere nel dettaglio lo stato del bilancio, verificando eventuali residui e facendoci un’idea in tempo rapido di quali devono essere le priorità”.

Nell’ultimo mese ha percorso in lungo e in largo la Provincia. Cosa chiedono gli amministratori? “Siamo arrivati a 1300 chilometri. C’è una grande richiesta di dialogo da parte dei sindaci che non riescono a rapportarsi con la Provincia. In questo senso, nella definizione del nuovo statuto, le aree omogenee e il personale dedicato saranno due decisioni che ci faranno fare un passo avanti”.

Pezzoni dice dietro la candidatura Rossi c’è l’inciucio Pd-Forza Italia. Se l’è presa? “Con Pezzoni ho costruito un buon rapporto umano, la campagna è stata condotta senza attaccarci. Io credo che tutti chiedano la capacità di dialogare e non è possibile che quando avviene si gridi all’inciucio. Sia chiaro: non c’è nulla da spartirsi, se non le responsabilità. La sfida sarà difficilissima. Bisogna essere anche un po’ matti. Pezzoni ha scelto di competere, io rimango convinto che questo è il tempo di collaborare e lui per primo sa che, se toccasse a me, il sindaco di Treviglio rimarrà ovviamente un interlocutore di primo piano”.

A proposito, le Province non erano state abolite? “La proposta del dimezzamento era quella più ragionevole. In questi anni si è sacrificata la dignità degli enti locali e degli amministratori sull’altare dell’antipolitica. Ora che il personale politico sta dimostrando di mettersi a disposizione, anche gratuitamente, per queste sfide credo che non si possa mettere in discussione i servizi ai cittadini. Spero che nessuno si sogni di paragonarci alla casta. Era assurdo ieri e suonerebbe come ridicolo".

Senza soldi serve creatività. Qualche idea? “Proviamo a mettere in campo elementi di innovazione. Lanceremo lUfficio Europa con la convinzione che ci sia un ritardo culturale in questa regione. Impostare quel tipo di lavoro è un primo passo per andare a prendere i soldi. Sarebbe irresponsabile non farlo a fronte della situazione”.

Pirovano parla di tagli del personale. E’ pronto a farli? “Da settembre a dicembre avremo il dovere di confrontarci con Regione Lombardia sulle funzioni delegate. In una situazione difficile dare fiducia al personale della Provincia è fondamentale. In questi mesi si è alimentato un clima di paura e di non dialogo con i sindacati che saranno miei interlocutori fondamentali”. 

Commenti

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  1. Scritto da marco

    cosa vuoldire che vi mettete a disposizione gratuitamente????come diceva Toto “non mi faccia ridere”se lei lavora a gratis come fa a mantenere una famiglia?’

  2. Scritto da Giuseppe

    Sono convinto che egli sia UNA PREZIOSA OPPORTUNITÀ e che si impegnerà davvero a realizzare in particolare due aspetti fondamentali da lui evidenziati e cioè la capacità di attuare una visibile DISCONTINUITÀ nel modo di intendere la politica soprattutto nel senso di saper DIALOGARE con tutti proprio come egli ha affermato: “Questa è la proposta di fase costituente che lancio: È IL MOMENTO DELL’UNITÀ NELLE DIVERSITÀ”.

    1. Scritto da Aldo

      La sostanza è che il Paese è a picco grazie, fino ad oggi. ad istituzioni ladrone ed incapaci…. Magari Rossi arriva da Marte e non è Italiano, speriamo…..

  3. Scritto da Pitti bimbo

    Ma non le hanno abolite le provincie?
    O è stata la solita presa per i fondelli di pitti bimbo?

    1. Scritto da Alex

      Per abolirle serve una legge di riforma costituzionale e una maggioranza qualificata in parlamento per farla passare. Oggi, in parlamento, c’è questa maggioranza qualificata (e volenterosa)? NO.
      In ogni caso non sottovaluterei il fatto che ora, come primo step, tutti i nuovi amministratori provinciali (presidente e assessori) non percepiranno più un centesimo. il che, moltiplicato per 110 provincie, significa già un bel risparmio. Che dopo anni di parole, mi sembra già un trionfo

      1. Scritto da Luigi

        Già, poi sentiamo a “Striscia” delle migliaia di falsi invalidi del sud (ma ce ne sono anche al nord) e dei dipendenti pubblici che timbrano e poi vanno a farsi i fatti loro; il che, “moltiplicato per 110 provincie” come dice lei e per 20 regioni, e per ottomila e rotti comuni, e per milioni di altri dipendenti pubblici, fa il disastro dell’Italia. Si capisce perché vince Renzi e non Grillo: tutti questi pubblici servitori dei contribuenti la vedrebbero grigia, e sono in milioni…..