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Centomila foto con minori nel pc dell’arcivescovo arrestato per pedofilia

E' una galleria dell'orrore quella trovata nel computer di Jozef Wesolowski, l'arcivescovo polacco arrestato su indicazione di Papa Francesco per pedofilia. Come racconta Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, sono più di centomila i file trovati sul pc dell'ex nunzio: "Oltre 100mila i file a sfondo sessuale, ai quali si aggiungono più di 45mila immagini cancellate"

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Potrebbe essere definita una galleria dell’orrore quella trovata nel computer di Jozef Wesolowski, l’arcivescovo polacco arrestato su indicazione di Papa Francesco per pedofilia. Come racconta Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, sono più di centomila i file trovati sul pc dell’ex nunzio: “Oltre 100mila i file a sfondo sessuale, ai quali si aggiungono più di 45mila immagini cancellate”. Un archivio diviso “in quattro volumi e contenente circa 130 video e più di 86mila fotografie” con minori: “immagini scaricate da Internet e fotografie che le stesse vittime erano state costrette a scattare”. Questo è quanto è stato scovato sul computer del Vaticano, il resto era sul portatile personale che Wesolowski usava quando si spostava. Wesolowski che però potrebbe non aver agito da solo: il sospetto è che faccia parte di un sistema internazionale di dimensioni maggiori: Scrive il Corriere:

Si vedono ragazzini tra i tredici e i diciassette anni umiliati di fronte all’obiettivo, ripresi nudi, costretti ad avere rapporti sessuali tra loro e con adulti. Ora l’indagine prosegue per scoprire altri complici. Personaggi che avrebbero aiutato l’alto prelato a procacciarsi i minori e che potrebbero aver partecipato agli incontri a luci rosse.(…) Perché il sospetto è che Wesolowski possa essere inserito in una rete internazionale ben più ampia di quella emersa sinora.
Monsignor Wesolowski era molto ordinato nella gestione del suo archivio, diviso per genere, con decine di file in cui bambine sono protagoniste di prestazioni erotiche, ma “la predilezione era per i maschi”.

L’accusa evidenzia «la particolare abilità dell’imputato a utilizzare strumentazione elettronica che può essere reperita per connessioni illecite (…) Gli investigatori sono convinti che Francisco Javier Occi Reyes, il diacono arrestato dalla polizia dominicana nel giugno 2013 che poi ha denunciato Wesolowski alle alte gerarchie vaticane con una lettera, sia soltanto una pedina di un gioco più grande.
Wesolowski si è giustificato dicendo di poter chiarire “la mia posizione, spiegare l’errore”. Per ora, deve fare i conti anche con l’accusa di aver violato ” gravemente i suoi doveri tanto da aver cagionato un danno all’immagine dello Stato e della Santa Sede”.

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