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Tangenti per la discarica Dietrofront dell’accusa: Locatelli era vittima

Un dietrofront eclatante in aula mercoledì 24 settembre a Milano. I pubblici ministeri Paolo Filippini e Antonio d'Alessio nel corso dell'udienza preliminare hanno riformulato l'accusa per Pierluca Locatelli, cambiando il capo di imputazione non più corruzione, ma concussione.

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Un impianto accusatorio che viene completamente ribaltato. E’ successo mercoledì 24 settembre nel corso dell’udienza preliminare a Milano per le presunte tangenti pagate dall’imprenditore Pierluca Locatelli, titolare dell’impresa Cave Nord, per la costruzione della discarica di Cappella Cantone nel Cremonese.

I pubblici ministeri Paolo Filippini e Antonio d’Alessio – come aveva ordinato il gup Vincenzo Tutinelli lo scorso 2 luglio – hanno riformulato il capo d’imputazione nei confronti di Locatelli, dell’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, dell’ex assessore Marcello Raimondi, di Rossano Breno e Luigi Brambilla, all’epoca di fatti contestati ai vertici della Compagnia delle Opere di Bergamo, e di altri imputati nell’inchiesta che riguarda le presunte mazzette versate alla CdO su ordine di Formigoni. Un ribaltone a tutte gli effetti.

Formigoni, Raimondi, Breno e Brambilla sono accusati di induzione indebita e non più di corruzione, ma è la posizione di Locatelli ha cambiare sostanzialmente insieme a quella di altri imputati: i fratelli Giovanni e Antonio Testa, già soci di Locatelli e titolari della Testa Battista Spa di Ghisalba, del consulente Andrea David Oldrati.

Locatelli e i due fratelli Testa a questo punto diventano persone offese, non più corruttori ma vittime, e potrebbero uscire dal procedimento che riguarda le tangenti alla Compagnia delle Opere. Secondo i pm, sia Formigoni sia Raimondi, "abusando delle loro funzioni e potestà politiche e amministrative" avrebbero indotto "con più azioni di medesimo disegno criminoso, gli imprenditori Locatelli e Testa a dare e promettere indebitamente denaro e altre utilità a vantaggio della Compagnia delle opere di Bergamo e della loro area politica di riferimento".

Locatelli sarebbe stato quindi spinto a pagare, non per ottenere lo specifico via libera per la discarica di Cappella Cantone, ma per godere – secondo i pm – "l’influenza dei pubblici amministratori a vantaggio delle loro imprese".

Gli imprenditori tra il 2002 e il 2009 avrebbero versato "alla Fondazione Maddalena di Canossa per interventi edilizi sugli immobili della scuola privata Imiberg di Bergamo" per un totale di 781 mila euro e avrebbero promesso un "pagamento" di altri 400mila euro, da versare attraverso consulenze fittizie a Luigi Brambilla.

Secondo questa logica accusatori ci sarebbero anche anche i 25mila euro in contanti consegnati nel 2011 a Rossano Breno oltre al pagamento di 50 tessere elettorali del Pdl per il congresso in favore del candidato Angelo Capelli. Benché la loro posizione risulti alleggerita, per l’imprenditore di Grumello del Monte e la moglie Orietta Pace Rocca rimane in piedi l’accusa di corruzione, per i 100 mila euro consegnati a Franco Nicoli Cristiani il 26 settembre 2011 al casello dell’A4 di Capriate.

"Prendiamo atto con soddisfazione di questa decisione del pubblico ministero – afferma l’avvocato Roberto Bruni che assiste Locatelli – sono convinto che questa scelta avrà riflessi positivi sull’intera vicenda".

Se da una parte c’è soddisfazione da parte dei legali della difesa, è invece furiosa la reazione dell’ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni: "Chi ragiona vede che la nuova accusa formulata contro di me è surreale e dimostra con ogni evidenza che la Procura non è in grado di sostenere nessun addebito nei miei confronti".

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