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Terza linea inceneritore A Dalmine fronte compatto “No all’ampliamento”

Maggioranza e opposizione a Dalmine trovano un punto d'accordo sul “no” secco alla terza linea dell'inceneritore Rea: passa all'unanimità la mozione del Pd mentre è stata respinta la richiesta della Lega Nord di impedire l'accesso dei rifiuti provenienti da fuori Regione.

In consiglio comunale a Dalmine lunedì 22 settembre si è discusso della terza linea dell’inceneritore REA, che potrebbe prepararsi a rilanciare un progetto di ampliamento in base a quanto approvato dalla freschissima normativa vigente, l’atricolo 35 del decreto “sblocca Italia” dell’attuale presidente del consiglio Matteo Renzi.

Si introduce la “rete nazionale degli inceneritori” con cui è possibile far lavorare i nostri termovalorizzatori smaltendo i rifiuti proveniente da tutta Italia, scavalcando i piani delle regioni che si sono impegnate a recepire i “due importanti principi previsti dalla normativa comunitaria, quello di autosufficienza secondo il quale si deve raggiungere la massima autonomia riguardo allo smaltimento dei rifiuti prodotti sul proprio territorio e quello di prossimità concernente il trattamento dei rifiuti il più vicino possibile al luogo di origine”, come indicato nella mozione urgente proposta dalla Lega Nord e posta in coda all’ordine del giorno.

Infatti “In Regione l’Assessore all’ambiente Claudia Terzi (ex sindaco di Dalmine) si era fatta carico di applicare la normativa europea in materia di smaltimento con una pianificazione largamente condivisa che ci porterà entro il 2020 a una situazione in cui gli inceneritori non avranno più bisogno di lavorare” spiega Gianluca Iodice di Forza Italia. Aggiunge Facchinetti: “Non è corretto che le amministrazioni che si sono impegnate a fare la raccolta differenziata, a concedere, loro discapito, il permesso di costruire in casa i termovalorizzatori vengano ora invase dai rifiuti di chi non ha compiuto tali scelte”.

Nel 2007 quando fu approvato, in deroga al piano dei rifiuti della provincia di Bergamo, l’inceneritore a Dalmine, ci furono manifestazioni, migliaia di emendamenti e una notte la sala consiliare fu invasa da persone che per gesto di protesta si tolsero le scarpe e salirono sui tavoli. Il capogruppo del PD Sergio Carrara ricorda che l’Amministrazione fece ricorso presso la Commissione Europea per l’Ambiente a Bruxelles, la quale confermò che l’impianto era da sottoporre a verifica ma che la fase autorizzativa era ormai trascorsa e l’impianto era già pronto e che quindi fu tutto inutile.

“Si era sempre ritenuto il territorio di Dalmine non adatto per un impianto di questo tipo. Siamo certi che se ci fosse stata un indagine preliminare l’unica città da escludere sarebbe stata proprio la nostra. La Regione Lombardia l’ha inserita nel primo gruppo di comuni da sottoporre a risanamento ambientale già nel 1995”.

Una ulteriore mozione urgente è stata presentata proprio dal PD, che chiede alla Giunta e al Sindaco un impegno a adoperarsi al massimo delle prerogative e possibilità per scongiurare la realizzazione dell’ampliamento della REA di Dalmine, ma, aggiunge il consigliere capogruppo Carrara, “niente altro che esuli dalla loro competenza”.

Diverse fino alla fine risultano infatti le due posizioni: da una parte il capogruppo della Lega Nord Fabio Facchinetti insiste a evidenziare che “la mozione presentata dalla maggioranza è ambigua, non c’è alcuna assunzione di responsabilità politica forte. La causa è chiara e cristallina: il governo Monti ha fatto sì che i rifiuti potessero essere smaltiti in tutta Italia se sono classificati come rifiuti speciali, le “ecoballe” in arrivo da Napoli sono rientrati in quella categoria e sono confluiti al nord. Adesso Renzi ha deciso per la rete nazionale dato che sono troppi i rifiuti da ascrivere nella categoria degli speciali e arriveranno tonnellate di pattumiera sul nostro territorio”.

Mentre il Sindaco Lorella Alessio conferma che “la mozione presentata contiene una contrarietà: non si può disporre che la REA non accolga rifiuti provenienti da altre regioni perchè di fatto già da un anno l’azienda brucia per il 50% rifiuti extraregionali”.

Passa perciò la mozione del PD all’unanimità, mentre viene respinta con undici voti quella proposta dalla Lega Nord.

La questione è urgente ma per cambiare le cose secondo il consigliere del Movimento 5 Stelle Steffenoni bisognerebbe praticare una raccolta a “rifiuti zero”, con il riciclo del cento per cento dei rifiuti urbani, senza più bisogno di termovalorizzatori, come avviene in Veneto. “La parola “termovalorizzatore” inoltre la usiamo solo in Italia ma non è corretta. Non si valorizza niente, si brucia e si sotterra da altre parti le scorie. Nessun inceneritore lombardo produce energia nemmeno per il proprio sostentamento. In più la maggior parte di essi sono di proprietà della 2A (dieci inceneritori su tredici), e il 55% delle azioni sono detenute da due Comuni, Brescia e Milano. Fin quando i Comuni non si slegheranno da questa logica economica, di certo avranno solo interesse che gli impianti funzionino”.

Caso, almeno questo, non imputabile a Dalmine visto che la REA è indebitata col Comune per 2,6 milioni di euro.

Viola Carrara

Commenti

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  1. Scritto da Un Dalminese Qualsiasi

    parlo da uomo del PD, io personalmente ritengo che il no sulla terza linea sia stata una cosa sbagliata, scusate, è un inceneritore da cui proviene aria pulita (cosa che la gente sa o che per comodità fa finta di non sapere) e non vedo il perché non poter aumentare lo smaltimento dei rifiuti, preferite le discariche a cielo aperto?
    bah…un capolavoro come un inceneritore a emissioni 0 (tra l’altro l’aria che esce è più pulita dell’aria della città!!!)bisognerebbe solo valorizzarlo…

  2. Scritto da suicidio premeditato

    avete visto adesso il sindaco non puo’ disporre che la REA non accolga rifiuti provenienti da altre regioni perchè di fatto già da un anno l’azienda brucia per il 50% rifiuti extraregionali, vuol dire non vedo non sento non parlo, che bel sindaco che avete. me la rido,
    vi sta bene cosi’ imparate a stare al mondo!!!!!
    VOTIAMO PD PD PD PD PD. FREGATI ADIOS fra 5 anni.

    1. Scritto da dalminese

      Non so dove abita, ma tra facchinetti,steffenoni e orlando(gli altri candidati non pervenuti) la alessio sta qualche passo avanti per competenza e autorevolezza, forse al voto avrebbe potuto infastidirla solo la terzi, che pero’ ha preferito l’assessorato regionale.
      Poi si vede nei fatti, Alessio fa il sindaco, orlando si e’ dimesso subito per far spazio ai giovani,facchinetti e steffenoni potrebbero fare gruppo unico tanto tra lega e grillini sempre di vuota protesta si tratta.

  3. Scritto da ciappo

    a parole sono tutti contro l’inceneritore e la terza linea, poi bisogna andare ai fatti concreti quando l’amministrazione di cui l’attuale sindaco Alessio faceva parte ha istituzionalizzato le royalties dell’inceneritore inserendole nel bilancio non finalizzate ad alcun intervento compensativo e facendo anche causa alla REA per averne di più. Le contraddizioni della sinistra che i Cittadini di Dalmine forse non conoscono.

  4. Scritto da dalmen78

    Non dimentichiamo il tandem cappelluzzo bramani (lega) che ci ha regalato questa meraviglia tecnologica. Poi ci sono quelli che recuperano il 100%…con i magneti permanenti, in frenata, o riciclando…. studiato dove?