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Bergamo Nuoto protesta: “Piscine sempre occupate, così perdiamo gli atleti”

Il presidente del club bergamasco Beatrice Ferrara alza la voce: "E' impossibile far allenare nel migliore dei modi i nostri ragazzi, così perdiamo ogni anno tantissimi iscritti. Serve un'organizzazione migliore, non possiamo andare avanti in questo modo".

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera che vuole essere uno sfogo della presidente di Asd Bergamo Nuoto, Beatrice Ferrara, che ha voluto rivolgersi alla redazione di BgNews per mettere in risalto i tanti problemi organizzativi che da troppo tempo intralciano il lavoro della sua società che, nonostante tutto, negli ultimi anni ha lanciato nel mondo del professionismo più di un campione.

Ecco la lettera integrale di Ferrara.

 

Partiamo dal risultato di un’atleta bergamasca che è riuscita, unica in Italia della sua categoria, a partecipare a un mondiale di tuffi giovanile e ad arrivare 14esima nel trampolino da 1 metro a un a un passo dalla finale mondiale con la disponibilità a casa sua di pochi spazi acqua e nessuna palestra, rispetto alle atlete del resto del mondo che dispongono quotidianamente di impianti (spesso anche meno attrezzati dell’Italcementi) con spazi acqua adeguati con trampolini di tutte le altezze in contemporanea durante gli allenamenti (i nostri atleti sono costretti a dover alternare le altezze e quindi allenarsi alternativamente dal trampolino da 1 metro, da quello da tre metri e dalla piattaforma per mancata concessione degli spazi acqua).

Senza una palestra dedicata in cui effettuare la preparazione prima di ogni allenamento in acqua come nel resto del mondo, i nostri atleti possono andare solo una volta alla settimana fino a Seriate (una delle poche palestre ad avere l’altezza sufficiente ai salti dal trampolino elastico) perché la palestra dell’Italcementi non viene mai e poi mai concessa (ci sarebbero comunque anche altri spazi in dotazione all’impianto che potrebbero essere attrezzati).

Laura Anna Granelli, atleta di Bergamo Nuoto e atleta della Nazionale Italiana di Tuffi, si prepara quest’anno ad affrontare il salto di categoria e questa importante esperienza, che l’ha vista competere come unica atleta italiana, la porterà nuovamente a confrontarsi con le più forti atlete nazionali e soprattutto internazionali. Al suo rientro molta soddisfazione per l’esperienza e un grande rammarico, l’impossibilità a Bergamo, nella sua amatissima città, di potersi allenare adeguatamente. Ogni anno si devono rifiutare moltissime iscrizioni di bambini che vorrebbero sperimentare questa disciplina, ma se ci fossero spazi acqua adeguati e una piccola palestra dedicata gli atleti sarebbero più di 300 invece che un centinaio e Bergamo diventerebbe una delle città di riferimento nazionale di questo sport.

Amara considerazione finale: all’indomani del suo rientro, Laura Anna ha affermato che se non cambieranno le condizioni, soprattutto di allenamento a secco (in palestra, per intenderci), sarà costretta a "espatriare" a Bolzano, a Trieste o a Roma, unici centri in Italia che consentono una preparazione adeguata per poter competere a livello internazionale. E’ la prima volta che lo afferma nonostante ami moltissimo la sua città, dovrebbe rinunciare definitivamente al suo sogno se non cambieranno le condizioni. I problemi sono forse ancora più pesanti se si pensa che ogni anno la Bergamo Infrastrutture diminuisce la disponibilità delle corsie alla Bergamo Nuoto (e non solo alla Bergamo Nuoto),  società di riferimento della città, che ha dato all’Italia tanti campioni ma che per la cronica mancanza di spazi non ha mai potuto trattenerli. Leggiamo un paio di giorni fa una dichiarazione della Bergamo Infrastrutture che ha stabilito di concedere a scapito dei tanti bambini e ragazzi che dovranno smettere di fare sport acquatici, due corsie dedicate al nuoto libero per tutto il giorno. Peccato che dai rilievi fatti lo scorso anno i nuotatori del "nuoto libero" siano in contemporanea, soprattutto negli orari preziosi agli allenamenti dei giovani atleti della città, solo 3 o 4, perché concentrati negli orari extra-lavoro, mentre sono decine e decine i giovani e i giovanissimi che dovranno rinunciare a praticare lo sport agonistico, nell’unica piscina nata negli anni ’60 per un obiettivo specifico: far imparare a nuotare e a impegnare nell’attività agonistica le nuove generazioni della città, mentre da diversi anni a questa parte sono nate come i funghi piscine non adatte all’agonismo e molto più piacevoli per la pratica del nuoto libero (praticamente in ogni paese della Bergamasca, quasi in ogni quartiere, ed è per questo che i "nuotatori liberi" sono delle "mosche bianche" all’Italcementi).

Il nuoto libero non dovrebbe perdere la disponibilità della piscina pubblica ma si dovrebbe fare i conti con le reali esigenze dell’utenza, magari confrontando per una volta i dati di chi le piscine e gli impianti natatori li gestisce professionalmente. La Bergamo Infrastrutture si accorgerebbe così che il nuoto libero occupa più di una corsia solo in alcune fasce orarie della giornata (e talvolta è assente a favore di corsi o della pratica sportiva). E’ perfettamente inutile realizzare una meravigliosa piscina olimpionica estiva, se tutto l’anno lo spazio acqua non esiste per far allenare i ragazzi che desiderano dedicarsi agli sport acquatici, magari inserendo le due corsie del nuoto libero al centro dell’allenamento della pallanuoto, non consentendo la possibilità di effettuare nemmeno una partita! Oppure inserendo le due corsie nel bel mezzo del sabato pomeriggio durante gli allenamenti dei disabili della PHB, o facendo nuotare ammassati in una corsia 25 giovani agonisti. O, peggio ancora, impedendo l’utilizzo dei trampolini di una delle due sole piscine in Lombardia che dispongono di un impianto di tuffi (ci sono atleti infatti che arrivano da molto lontano per poter praticare questa disciplina non presente in nessun’altra piscina).

In questo momento inizia la stagione tra mille difficoltà e ci auguriamo di avere finalmente un interlocutore della nuova Amministrazione in grado di dare risposte concrete e che analizzi le reali necessità dell’utenza, senza andare a scapito del pubblico ma con la volontà di non "uccidere" lo sport giovanile. Nella nostra città siamo abituare al "fare" e a trovare le soluzioni anche dove le criticità sono pesanti, per questo non vogliamo vedere spegnersi il sogno dei nostri atleti costretti ad andarsene e rinunciare a allenare le nuove generazioni della nostra Bergamo.

L’augurio è quello di essere finalmente ascoltati.

Beatrice Ferrara  presidente Asd Bergamo Nuoto

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Commenti

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  1. Scritto da Lorena

    Ma per caso la ragazza di cui parla la Presidente nella lettera è sua figlia? Solo per sapere

    1. Scritto da grifonetto

      ma sappiamo tutti perfettamente che, salvo rare eccezioni, cambiare città o nazione sia un passaggio obbligato per chiunque voglia raggiungere traguardi di alto livello, di tipo sportivo e non solo. Per quanto riguarda il nuoto libero poi l’invito della Presidente è praticamente questo: nuotatore bergamasco paga le tasse a Bergamo e poi vai a nuotare a Ponte o a Seriate:puoi sempre consolarti pensando che nella piscina della tua città si stanno allevando dei campioni! Pretesa ridicola.

  2. Scritto da duca

    Invece di fare del puro sarcasmo, bisognerebbe incominciare a preoccuparsi del futuro dei propri figli; lo sport è una valvola di sfogo incredibile per i ragazzi, e quindi non va assolutamente minimizzata la portata della lettera della Presidente di ASD Bergamo Nuoto.

    1. Scritto da grifonetto

      Mi sa proprio che l’anno prossimo ci troveremo pieni di tristezza a cantare con Nek: Laura Anna non c’è, è andata via..Con tutto il rispetto per i sacrifici della nostra giovane atleta a cui auguro una carriera ricca di allori mi sembra che il ragionamento della Presidente sia assurdo: mi dite quanti sono gli atleti che, volendo intraprendere una carriera di livello internazionale, riescono a rimanere nella città natale? Certo, se sei nato a Londra, Roma o Berlino ti può capitare CONTINUA

  3. Scritto da Un bel problema ...

    C’è pieno di piscine quasi tutte in perdita … Se il cittadino comune deve pagare più tasse per far nuotare gli atleti della BG Nuoto non mi sta bene. Se la BG Nuoto ha le risorse per comprarsi gli spazi acqua che gli servono a prezzi di mercato che lo faccia.
    Ci sono Soc. sportive che per allenarsi pagano fior di affitti per le palestre … cosa dovrebbero dire? Un bel problema !!!

    1. Scritto da Luigi

      In molti sport la soluzione è rappresentata (sempre a carico della collettività) da un fittizio posto di lavoro in una forza dell’ordine (fiamme gialle, fiamme oro, etc…). Perché di suo, lo sportivo (se non è calciatore) difficilmente può sopravvivere facendo sport. E quindi, indirettamente, anche a certi non nuotatori gli paghiamo noi la loro passione o attività. Sarebbe bello sapere quanti giorni di servizio ha fatto Tomba (carabinieri) o la Vezzali (fiamme oro) pure onorevole oggi.

      1. Scritto da Luigi1

        Il discorso sollevato e’ diverso da quello che scrive lei Luigi. L’utente non parla degli stipendi degli atleti, ma del prezzo di utilizzo della piscina. Quello che mi trova d’accordo e’ che la societa’ sportiva deve pagare l’utilizzo degli spazi (come tutte le societa’ sportive, dalle amatoriali alle professionistiche fanno). La piscina, inoltre e’ pubblica ed il nuoto libero fa parte del servizio all’utente. Dire ci sono altre piscine e’ francamente sbagliato.