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Tentato suicidio al Lussana Il 15enne resta gravissimo La lettera del preside

A una settimana dal tentato suicidio il 15enne che si è gettato dal quarto piano del liceo Lussana resta in gravissime condizioni nel reparto di terapia intensiva pediatrica dell'ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Il preside: “Abbandoniamo la pretesa di ogni spiegazione sbrigativa, stiamo vicini nel silenzio a chi è così segnato dal dolore”.

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Da una settimana è ricoverato nel reparto di terapia intensiva pediatrica dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo dove, dopo un terribile volo dal quarto piano del Liceo Lussana, è stato operato per quattro lunghe ore per cercare di ridurre l’esteso ematoma cerebrale causato dall’impatto con l’asfalto: continua a lottare tra la vita e la morte lo studente di 15 anni di Stezzano che lunedì 15 settembre ha tentato il suicidio a pochi minuti dall’inizio del nuovo anno scolastico.

Dopo aver posato la cartella e gli effetti personali in classe, il ragazzo ha abbracciato un compagno di classe, è uscito dall’aula della Terza U al secondo piano e si è diretto, usando la scala antincendio, due piani più sopra: da lì, da un’altezza di circa 16 metri, il salto nel vuoto.

Sulla vicenda, che ha ancora contorni poco chiari, il pm Lucia Trigilio ha aperto un’inchiesta contro ignoti per lesioni gravissime: un atto dovuto in questi casi. Il questore di Bergamo Fortunato Finolli ha comunque escluso che all’origine del tragico gesto ci siano motivazioni legate a episodi di bullismo.

E mentre all’ospedale di Bergamo non si ferma il via vai di studenti che vogliono testimoniare la propria vicinanza al ragazzo, in via Angelo Maj sono iniziati i colloqui con una psicologa.

Sul sito del Liceo il preside Gualtiero Beolchi ha voluto lasciare un messaggio a tutti i suoi studenti: “La nostra comunità scolastica è stata colpita all’inizio di quest’anno, proprio nei suoi primi attimi, da un evento drammatico che ha toccato la sensibilità di ognuno di noi e continua a segnare la nostra coscienza. Sento l’esigenza di rivolgermi un momento a tutti voi che iniziate il percorso di quest’anno sotto il peso di questa sofferenza e di questa inquietudine.

Non abbiamo gli strumenti, soprattutto adesso, per provare a capire quanto è accaduto. Di fronte a situazioni così radicali credo dobbiamo avere l’umiltà di riconoscere che nella vita vi sono esperienze che ci superano e ci invitano ad abbandonare la pretesa di ogni spiegazione sbrigativa, spingendoci piuttosto a stare vicini nel silenzio a chi è così segnato dal dolore. Non abbiamo le parole per accompagnare questo dolore, perché avvertiamo subito la sproporzione tra quello che vorremmo provare a dire e quello che è successo. Ci rimane però il senso di essere una comunità e di avere perciò la possibilità di costruire e di vivere dei legami mentre condividiamo il nostro percorso. Proprio la possibilità di attingere a questi legami, nella loro diversa profondità e natura, con gli altri studenti con gli insegnanti, con i genitori, mi pare tra le risorse più preziose che ci offre la scuola, in qualunque momento.

Vorrei richiamarvi alla possibilità e al valore di queste relazioni, mentre ci incoraggiamo a non perdere la fiducia nella profondità e anche nella bellezza, almeno in certi momenti, del lavoro che facciamo insieme. Un saluto e un abbraccio”.

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Commenti

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  1. Scritto da wiw

    Grazie Preside, il miglio commento a questa tragica vicenda