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Rapina banda del “ragno” Russo: “Avevo l’orticaria non posso essere stato io”

Colpo di scena nel caso della rapina di Albino nel 2010 alla moglie di un commerciante di giocattoli. Eugenio Russo, già in carcere in Slovenia per un'altro colpo e accusato di essere uno della banda di Zambetti, era stato riconosciuto dalla vittima ma ora porta in aula un certificato medico che potrebbe scagiornarlo

"Non posso essere io l’autore della rapina, in quei giorni sono stato colpito dall’orticaria, ne ho le prove". Colpo di scena nel caso della rapina ad Albino del 2 dicembre 2010 ai danni di Lidia Bortolotti, moglie di Filippo Caldara della famiglia dei commercianti di giocattoli.

La donna stessa, in un confronto "all’americana", aveva riconosciuto Eugenio Russo come uno dei tre banditi che la sera del 2 dicembre del 2010 la rapinò (un bottino da 20mila euro in gioielli) mentre era sola, con il figlioletto di 18 mesi, nella villa di Albino. Attimi di terrore quando poco prima delle 19 i tre fanno irruzione e se la trovano di fronte con il bambino in braccio. La donna riesce a far scattare l’allarme e i tre le strappano il bambino. E aun certo punto uno dei rapinatori si alza il passamontagna, scoprendo così il volto. È Russo, secondo il riconoscimento fatto dalla donna.

Ai tre si arriva indagando sull’omicidio di Giovanni Ghilardi, di Nembro. Secondo il pubblico ministero Maria Cristina Rota, Russo, 27 anni, parrucchiere di Monasterolo, era un componente della "banda dell’usura" guidata da Giambattista Zambetti, il "ragno" della Valle Cavallina. È amico fraterno del figlio Mattia Zambetti, anche lui accusato per il colpo di Albino così come Alessandro Suardi, 60 anni, di Albano: associazione per delinquere, rapina a mano armata, tentato sequestro di persona, detenzione illegale di armi, le accuse.

Ma solo Russo ha scelto l’abbreviato. Lo stesso imputato nell’udienza in programma lunedì mattina si è difeso portando in aula una serie di prove. In particolare un referto medico del primo dicembre 2010 che attesta un intervento al pronto soccorso di Seriate per un’improvvisa orticaria dovuta ad alcuni farmaci.

"Un problema che gli aveva causato la comparsa in volto di macchie piuttosto evidenti e che non gli permetteva di tenere gli occhi ben aperti anche nei giorni successivi", ha spiegato il suo avvocato Alessandro Turconi.

A conferma di questo una serie di telefonate intercettate in cui parla del suo stato di salute. "Una situazione, quindi, ben diversa da quella descritta dalla signora Bortolotti che aveva parlato di un uomo dal volto pulito. Inoltre, quelle evidenti macchie in volto, avrebbero dovuto essere notate immediatamente", ha proseguito il suo legale.

Il suo avvocato ha chiesto così l’assoluzione, mentre il pm ha confermato la richiesta di condanna a 14 anni di reclusione.

La sentenza è prevista per il prossimo 6 ottobre. Il giudice dell’udienza preliminare, Raffaella Mascarino, l’ha disposta nel carcere di Parma, dove Russo è detenuto (già condannato a 13 anni per una rapina in banca, in Slovenia, con Mattia Zambetti) perché in procura a Bergamo non c’è una stanza adatta a garantire la separazione tra vittima e imputato.

Commenti

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  1. Scritto da Mik

    Togliete quell’apostrofo aberrante!!!!! :P