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Dea bella a metà: è inutile dominare se poi non fai gol

Il nostro Luciano Passirani analizza il ko rimediato domenica sera dai nerazzurri al Comunale contro la bestia nera Fiorentina: tiri, occasioni e dominio territoriale servono a poco se poi davanti alla porta non si gonfia la rete.

di Luciano Passirani

Colantuono continua a non battere Montella. Anche questa volta. Da buon bergamasco, ormai naturalizzato, ha imparato il rispetto delle tradizioni. In panca il Cola tenta di fare il Conte. Montella è più Zeman, impassibile, con la differenza che rispetto al boemo sta sempre in piedi. Resiste in piedi anche la Fiorentina. La partita la fa l’Atalanta dimenticando la cosa più importante: fare gol. E la Fiorentina ne approfitta con Kurtic, guarda caso più volte affiancato all’Atalanta. Alla fine ci ha punito con un tiraccio sul quale Sportiello non ci è arrivato. Se vogliamo, l’unico errore dei nostri difensori, troppo lenti nell’uscire a chiudere.

Alla fine l’Atalanta può solo recriminare sulle occasioni mancate. In particolare nei primi 20 minuti con riferimento alle occasioni capitate a Boakye ed Estigarribia davanti alla porta viola. E quando sbagli alla fine paghi. Colantuono nel dopo partita dirà: "Il calcio è questo". Rimane l’ottima sensazione lasciata dall’Atalanta. Grande intensità, grossa spinta sugli esterni. Questa è la vera novità nel gioco. Accompagnata dal non avere concesso molto. E’ cambiato anche il modulo base, abbandonato per ora il 4-4-1-1 con Maxi incupito in panchina, con l’innesto di Boakye al fianco di Denis la squadra assume un atteggiamento più propositivo. Subisce poco e nelle ripartenze sfrutta la velocità degli esterni. A tratti non si può parlare solo di 4-4-2, ma con Estigarribia e D’Alessandro così alti come contro la Fiorentina diventa un 4-2-4, con Cigarini e Carmona molto più attenti in copertura. L’Atalanta gioca meglio perché ha esterni più veloci e soprattutto in grado di creare superiorità numerica. D’Alessandro e lo stesso Papu Gomez che gli è subentrato ne sono la concreta dimostrazione. E dietro Zappacosta e Dramè spingono di più dei Raimondi e Benalouane della stagione passata.

Rimane un dilemma. Non da poco. Non ne trae beneficio Denis, apparso ancora estraneo alla manovra. E se non segna il Tanque gli altri davanti alla porta quasi svengono. Gli manca Maxi oppure gli esterni non lo servono come vorrebbe? Colantuono ci starà già pensando. Perché dominare non serve, se poi non chiudi la partita.

I MIGLIORI – Dramè, perché è merito suo se Cuadrado non si è visto, Zappacosta, D’Alessandro e Benalouane. Tutti da otto. Dimentico volutamente Boakye perché davanti alla porta prendere il palo è sempre un gol sbagliato. Estigarribia sarebbe da ottimo ma Denis è ancora in attesa di ricevere palla. La corsa non basta. Non è una critica.

I PEGGIORI – Denis, ma nemmeno Bianchi nel quarto d’ora giocato ha destato entusiasmi e da Cigarini ci aspettiamo tutti sempre qualcosa di più.

COSA NON HA FUNZIONATO – Ilicic troppo libero tra le linee. Ma la vittoria della Fiorentina non rispecchia quanto si è visto in campo.

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