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Squinzi, Confindustria: “Abolizione articolo 18, Renzi vada avanti”

“Sono favorevole all'abolizione dell'articolo 18, è un mantra che ci addossano come paese in tutto il mondo”. Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi esorta il premier Matteo Renzi ad andare avanti sulla strada della riforma del mercato di lavoro. “Parlando in tutto il mondo ci dicono che in Italia non si può investire perché c'è l'articolo 18, che quando assumi un dipendente è per la vita e che i vincoli posti sono insormontabili".

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“Sono favorevole all’abolizione dell’articolo 18, è un mantra che ci addossano come paese in tutto il mondo”. Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi esorta il premier Matteo Renzi ad andare avanti sulla strada della riforma del mercato di lavoro. “Parlando in tutto il mondo ci dicono che in Italia non si può investire perché c’è l’articolo 18, che quando assumi un dipendente è per la vita e che i vincoli posti sono insormontabili. È un moloch che va abbattuto una volta per tutte: se saremo capaci di fare la riforma, ciò darà più spazio a chi vuole investire nel nostro paese, anche se posso essere d’accordo che in termini percentuali negli ultimi anni l’incidenza dell’articolo 18 sia diventata piuttosto limitata, perché si assume con contratti a tempo determinato e ci sono altre forme di flessibilità».

Per il presidente di Confindustria occorre un contratto a tempo indeterminato che sia conveniente per le imprese e i lavoratori, «eliminando tutta una serie di complicazioni e di flessibilità che non aiutano a comprendere bene quello che succede nel mondo del lavoro». E poi «bisogna fare chiarezza» sul sistema degli ammortizzatori sociali «il nostro sistema con le cig speciali e in deroga è sbagliato, si paga la cassa integrazione per 7-8 anni dopo che le aziende hanno chiuso».  

Mentre per Squinzi «la cassa integrazione deve essere uno strumento per le aziende che hanno una prospettiva e la cig ordinaria non dovrebbe essere più di un anno». Di conseguenza «il sistema del welfare deve essere rivisto. Sono d’accordo con un sussidio di disoccupazione, ma soprattutto bisogna fare molti sforzi perché le persone possano rientrare nel mondo del lavoro, con la formazione. Su questo la Germania è un modello».

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Commenti

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  1. Scritto da Miki

    Abolirlo solo per il settore pubblico nn si potrebbe?

  2. Scritto da BERGHEM

    Caro squinzi dei miei stivali.. il vero probkema delle aziende e’ che i dirigenti che con i vostri stipendi miliardari non investite un soldo in piu nei lavoratori e nell’azienda. Una frase del genere negli anni settanta avrebbe scatenato qualche disordine sociale.. ed e da capire. Volete adolire l’art 18? Allora a noi stipendi come in Germania e ai dirigenti un tetto obbligatorio come accade in Svizzera.

  3. Scritto da napodepiù

    Coniatore- ab . Avete detto tutto voi niente da aggiungere

  4. Scritto da La verità fa male

    L’articolo 18 è un reperto sovietico di sindacalisti rimasti all’età della pietra e di lavoratori dei “grandi carrozzoni” che vogliono continuare a essere intoccabili. Nella realtà concreta di tutti i giorni per i piccoli l’articolo 18 (tra “false partite IVA” di dipendenti costretti ad aprire la partita IVA, lavori a tempo determinato, apprendistati e stages, imprese sotto i 15 dipendenti) non esiste più da anni, è semplicemente ora che i nostri politici comunisti ne prendano atto

    1. Scritto da Sbalordito

      Be viva i politici comunisti, non me ne rendevo conto ma quelli si che avevano le palle e avevano ottenuto garanzie e diritti per i lavoratori. Poi è seguito il nulla o gente come Squinzi che è anche peggio.
      In italia non si investe perché con una classe dirigente come Squinzi e Renzi c’è solo il declino assicurato (per noi, e l’arricchimento indebito per loro). Questi sono la vera casta…..

      1. Scritto da La verità fa male

        Ma quali comunisti con le palle! l’articolo 18 tutela solo i lazzaroni dei carrozzoni pubblici e privati, la piccola impresa (professionisti, artigiani, commercianti e i loro dipendenti) insieme a quella parte di dipendenti pubblici che sgobbano e si danno da fare mantiene il resto della nazione senza bisogno di certe norme sovietiche!

    2. Scritto da mario59

      Si si…l’articolo 18 è un reperto sovietico. aboliamolo e precariziamo tutti i lavoratori dipendenti, che per colpa dei comunisti sono stati per decenni la categoria più privilegiata della società.
      Tutti gli imprenditori e i banchieri ne chiedono a gran voce l’abolizione una volta per tutte…poi però non si capisce perchè questi ultimi, sono i primi a negare un mutuo a un giovane che vuol comprare casa e formare la sua famiglia, se non ha un lavoro a tempo indeterminato.

    3. Scritto da Lele

      Secondo lei, le aziende non assumono perché esiste l’art. 18 e ne sono terrorizzate, oppure semplicemente perché non c’è lavoro ed il lavoro (se ci fosse) in Italia è tassato in maniera improponibile e non conviene assumere e far lavorare?

      1. Scritto da La verità fa male

        Le aziende italiane non assumono perchè ci sono tasse troppo alte, un numero impressionante di burocrati e politici inetti da mantenere, dirigenti pubblici strapagati, carrozzoni come la RAI pieni di debiti, e tutto il resto del baraccone italiota, con politici romani di destra e di sinistra che mungono dalla mammella stato. Iniziamo a togliere questo residuato bellico e a rendere possibili i licenziamenti degli imboscati nei carrozzoni, il resto piano piano arriverà!

  5. Scritto da coniatore

    Ecco di chi fa il gioco Renzi, dei miliardari!! Che strano che siano d’accordo con lui.

  6. Scritto da ab

    Ma si dai precarizziamo ancora di più il mondo del lavoro. …Cosi diventiamo tutti pezzi di ricambio ad ingrassare le casse di banchieri e magnati…