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Spazi estivi nel dramma “Pareggio impossibile Riaffidateceli nel 2015”

La pazza estate 2014 è costata cara a chi aveva deciso di investire per la gestione di uno degli spazi estivi cittadini: le perdite economiche consistenti porteranno qualcuno ad una richiesta forte al Comune, quella che il bando gli venga riassegnato nel 2015, mentre altri rinunceranno a mettersi in gioco il prossimo anno se le condizioni di lavoro saranno le stesse.

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Con 60 giorni di pioggia su 90 di attività, le condizioni atmosferiche autunnali sono state la croce degli imprenditori che, quest’anno, hanno deciso di investire sugli spazi estivi cittadini: lo sforzo economico fatto in sede di bando non è stato ripagato da un clima mai clemente che ha costretto gli organizzatori a stravolgere programmi, annullare serate e vedere i propri progetti andare sostanzialmente in fumo.

Il bilancio è negativo per tutti, perchè per rientrare dai costi sarebbe servita tutt’altra stagione rispetto all’estate tormentata alla quale abbiamo dovuto fare presto l’abitudine in questo 2014, ma a lamentare le perdite maggiori sono i gestori degli spazi di San Michele e San Giacomo.

“Difficile coinvolgere le persone quando la stagione che dovrebbe essere estiva è praticamente autunnale – dice il referente delle attività e degli eventi di Ababordo sulle Mura Diego Capoferri E’ stato come sciare in salita, molto faticoso e poco divertente a livello organizzativo. Siamo stati costretti spesso a rinviare, rivoluzionare, spostare”.

L’investimento fatto è andato perso – aggiunge uno degli imprenditori Roberto Danelli – e in più dovremo mettere altri soldi di tasca nostra. Sfido qualsiasi imprenditore ad arrivare al pareggio in queste condizioni. Chiederemo al Comune una possibilità per rientrare: potrebbero bloccare il bando per un anno e far ripetere tutto l’anno prossimo. Anche alla luce del progetto S.Agostino, che il Comune ha sfilato dal bando per piazzare le eccellenze di città alta con le quali era impossibile competere”.

A puntare il dito è anche Simone Errante, gestore di Love Banqueting allo spalto di San Giacomo: “Gli spazi sono stati gestiti male – ammette facendo riferimento a Sant’Agostino – Non abbiamo lavorato tutti nelle stesse condizioni e questo ci dispiace: alla luce di quanto successo è difficile che l’anno prossimo ci ripresenteremo. Siamo delusi dal trattamento dell’amministrazione comunale precedente ma anche da quella attuale che ha risposto picche, quando ha risposto, alle nostre richieste. Il clima ha condizionato almeno l’80% della stagione, almeno il 60% delle attività sono state sospese e la Siae è una tassa insostenibile. Quando il tempo è stato clemente siamo stati lo spazio più apprezzato”.

È riuscito a contenere le perdite con la redistribuzione dei costi il contestato spazio E.state, in Sant’Agostino:Rispetto ad un operatore singolo abbiamo ammortizzato i costi – commenta il presidente dell’Associazione Bergamo Tua Patrizio Locatelli – Il nostro è un percorso positivo, sul quale ha pesato anche l’aiuto degli sponsor istituzionali. Ci siamo rivolti non solo al pubblico giovane ma a tutta la città. La componente meteorologica ci ha tolto tanti giorni di lavoro e la voglia di uscire alla gente: i 16 operatori che hanno partecipato al progetto, però, si sono messi in gioco dimostrando qualità anche in uno spazio meno formale e più fruibile sul piano economico”.

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Commenti

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  1. Scritto da marco bg

    Sono d’accordissimo con Paolo. Questa è stata un’estate eccezionalmente negativa dal punto di vista meteo, ma gli scorsi anni quando ha fatto caldo e siccità non mi sembra che qualche imprenditore abbia detto: “Ho guadagnato più del previsto, Devolvo il guadagno extra al Comune o ai poveri”. Tirare poi in ballo la SIAE! Cosa c’entra con il Comune.

  2. Scritto da MAURIZIO

    E’ ipocrita pensare che l’impresa in Italia incontri il normale e dovuto rischio d’impresa perché lavorare in proprio qui è esattamente come attraversare a piedi 100 km di deserto con un litro d’acqua. Nessuna persana sana di mente è contenta di investire da noi. Lo fa o perché non ha alternativa o perché ha un monopolio assicurato e i soldi per i tecnici della parcella. Il mercato libero, comodo e fertile di cui parlano gli spietati commenti, in Italia è vicino allo zero.

  3. Scritto da Paolo

    PIOGGIA = RISCHIO D’IMPRESA ! Quello su cui i ragazzi hanno ragione a lamentarsi è l’aver assegnato alcuni spazi tramite bando pubblico (con rilancio sul canone di locazione) e altri invece concessi senza alcun bando. Le regole devono essere uguali e NON si possono usare due pesi e due misure. L’anno prossimo però è giusto rifare un nuovo bando che però sia uguale per tutti. Compliemnti ai ragazzi di Ababordo e S.Giacomo per l’ottimo lavoro e per non aver mai mollato.

  4. Scritto da incompreso

    purtroppo – e non per caso – si chiama rischio d’impresa, come altri hanno sottolineato. esistono strumenti per cautelarsi: ci si poteva assicurare, per esempio (ah, ma le assicurazioni… eh, ma come si faceva a saperlo prima…). per carità: lecito per gli imprenditori chiedere una via di accesso preferenziale al prossimo bando. si potrebbe concedere una forma di prelazione? pareggiando o superando una migliore offerta altrui, per esempio? (se possibile per legge)

  5. Scritto da Monello

    RISCHIO IMPRENDITORIALE. Nessuno vi deve un soldo. Non si può essere imprenditori solo nel guadagno.
    Non vi sta bene? non ripresentatevi. La cosa è semplice.

  6. Scritto da MAURIZIO

    Troppi commenti spietati. Il segno dei tempi. Mala tempora currunt. I costi di sistema per una impresa debbono essere sostenibili. Se non lo sono, bisogna che in uno spazio estivo continui a crescervi l’erba. Per creare lavoro, occorre un sistema abbastanza corretto. L’Italia degli italiani è uno dei paesi migliori del mondo , a patto di non lavorarci.

    1. Scritto da Narno Pinotti

      Senti chi parla di commenti spietati. Evidentemente imprenditori che ottengono uno spazio pubblico meraviglioso per un tozzo di pane e ci guadagnano enormemente, e al primo imprevisto piangono per riavere gratis gli spazi a danno della concorrenza, non sono parassiti da sterminare come i dipendenti pubblici, vero? Due pesi e due misure.

      1. Scritto da MAURIZIO

        L’amministrazione pubblica è spietata! Ci sta annientando per far sopravvivere il suo sistema. Forse dovremmo reagire allo sterminio con gli amabili toni di una cena in città alta tra gli onesti imprenditori locali, il sindaco indipendente e gli angelici prelati. Inoltre, ho solo detto che oggi in Italia non c’è un mercato sano. Esistono solo gli statali e gli imprenditori a cui i politici assicurano un monopolio a norma di legge. Il suo commento quindi è solo odio.

        1. Scritto da incompreso

          “Il suo commento quindi è solo odio”. Quindi? L’odio è una categoria pesante da scomodare. Ci potrebbe spiegare meglio la connessione?

          1. Scritto da MAURIZIO

            Forse è un significante un pò pesante in questo caso. Se fosse cosi, lo ritirerei scusandomi. Tuttavia, l’esperienza mi ha purtroppo insegnato che quando si denuncia la Violenza dello stato, è l’odio che si riceve, non il disaccordo. E soprattutto da sinistra. Soprattutto qui ci sono interessi a mantenere sacro e intoccabile ciò che è solo frutto dell’imperfezione umana. Forti e maliziosi interessi, mi creda.

  7. Scritto da Lalla

    credo che il Comune debba andare incontro alle esigenze e alle richieste, le “lamentele” sono assolutamente LECITE, è innegabile che questi operatori hanno avuto difficoltà per questa stagione pazza, e credo che molti commenti siano assolutamente invidiosi e fuori luogo!Se questa gente riesce a guadagnare, oltre a dare un buon servizio alla città dà lavoro a qualche persona (dipend, fornitori ecc)Non condivido le critiche rivolte a S.Agostino da parte degli altri operatori.

    1. Scritto da Daniele

      Lalla, anche a lei ripeto quanto ho scritto più sotto: gli utili per i soci, le perdite per tutti. Se non si fa un bando per l’assegnazione degli spazi, ci perdono tutti, ci perde la comunità e ci perdono gli altri commercianti che hanno tutto il diritto di aspirare agli spazi sulle mura. E’ giusto questo?

    2. Scritto da incompreso

      sono d’accordo con lei, è lecito chiedere. è poi ragionevole e sta nelle cose che alla lecita richiesta si risponda negativamente. non capisco l’uso della categoria dell’invidia: perché la scomoda? dire che il rischio d’impresa è fatto anche di estati pazze non mi sembra una affermazione dettata da una presunta invidia. che sia stata un’estate fuori delle attese, va da sé. c’è sempre una prima volta, ahinoi, e qualcuno più sfortunato degli altri. bastava un’assicurazione.

  8. Scritto da Vikingo62

    Quando si avvia un’attività si assumono dei rischi d’impresa. troppo comodo andare a piangere se i profitti non sono arrivati … Vuoi aiuto ? te lo concedo, però se i prossimi anni fai utili me ne giri una parte.

  9. Scritto da il qualunquista

    Mai come in questo caso dobbiam gridare “Piove, governo ladro!”.

  10. Scritto da Giusy

    Con quei prezzi lì nemmeno ai Caraibi avrebbe guadagnato San Giacomo

  11. Scritto da assurdo

    Ma gli scorsi anni quando hanno fatto “parecchio” profitto hanno forse chiamato il comune per pagare di piu’ i permessi o hanno fatto qualche beneficenza extra? Che dire allora delle discoteche, bar, ristoranti all’aperto? e delle sagre di paese? Se non sapete cos’e’ il rischio di impresa meglio che cambiate mestiere. Io faccio l’ambulante ed un giorno di pioggia mi “costa” tra il 60 e l’80% di incasso.. ma mica posso dire al comune di lasciarmi giu’ il banco il giorno dopo se piove!!

  12. Scritto da danilo

    Hanno ragione a lamentarsi……. S. Agostino + Comune = Bella Furbata……!

  13. Scritto da silvano

    tipico esempio di italianita se guadagno mi arrabbio perchè devo pagare un sacco di tasse,e non aiuto nessuno e se vado in perdita dovrebbero darmi una mano ,tutti capaci di fare gli imprenditori con i soldi della comunita.

  14. Scritto da monica

    Sant’Agostino ha avuto perdite perche’ era carissimo! prezzi da ristorante per mangiare un panino in un piatto di plastica!

  15. Scritto da leo74

    Il rischio che si corre mettendosi in gioco, se la stagione fosse andata bene come si comportavano….champagne gratis tutte le sere? Nn credo proprio.

  16. Scritto da Daniele

    Tipicamente italiano: gli utili si dividono fra i soci, le perdite fra tutta la comunità. Spero che questa richiesta non abbia seguito e che l’anno prossimo venga indetto regolare bando per l’assegnazione degli spazi.

  17. Scritto da gianni

    Sant’Agostino ha avuto più successo perchè il rapporto qualità prezzo era molto superiore. Inutile cercare altre scuse

    1. Scritto da elli

      gianni hai perfettamente ragione. i 16 esercizi presenti avendo ridimensionato i loro costi ufficiali, erano alla portata davvero di tutti e ogni sera si poteva mangiare e bere in posti diversi, secondo me è stato un ottimo esperimento e spero lo ripetano l’anno prossimo.

      1. Scritto da Daniele

        In tutta onestà S. Agostino lo preferivo com’era l’anno scorso, offriva un’alternativa al tipo di proposta degli altri spazi, più intima e con uno sguardo alle culture alternative. Però sono opinioni personali…

  18. Scritto da fgh

    se perdono chiedono aiuto, se guadagnano non aiutano nessuno.

  19. Scritto da Luca

    chiamasi RISCHIO d’impresa……
    Inoltre, tralasciando gusti persanali, l’offerta di S.Agostino era ben diversa da quella del Curvone o di S. Michele

  20. Scritto da Dica

    Possibile che abbiano sempre di cui lamentarsi?

  21. Scritto da Mike

    Mai sentito parlare di rischio d’impresa?

    1. Scritto da Luci

      ok rischio di impresa ma 60 giorni di pioggia su 90 in estate direi che è una cosa straordinaria ed eccezionale e non di certo preventivabile…
      senza contare che anche quando non pioveva non è che facesse tutto questo gran caldo…
      sigh…

    2. Scritto da Tullio

      Sì, solo che nei vigneti o nei campi coltivati se grandina arrivano i fondi regionali a coprire i danni… C’è rischio e rischio, c’è impresa e impresa…..

      1. Scritto da cua de paja

        Appunto, si coprono i danni non i mancati guadagni ! Forse ti sfugge che per portare una vigna in “produzione” servono più di due o tre anni di duro lavoro e il danno di una stagione preclude la produzione dei successivi.

        1. Scritto da Paolo

          Conosco un viticoltore che quando grandina si sfrega le mani: “Bòna, i solcc anche ‘stàn i è sigüracc”.

    3. Scritto da Alby

      Le perdite sono pubbliche mentre i guadagni sono privati. E’ il capitalismo all’italiana. Ma vadano …

  22. Scritto da piovesulbagnato

    Poi l’anno prossimo pioverà di nuovo e chiederanno che gli venga riassegnato per il 2016…