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La forza della nonviolenza Don Bizzotto alla festa della Tavola della pace

Alla festa per i 10 anni della Tavola della pace Valle Brembana, in programma domenica 21 settembre a San Pellegrino Terme, non poteva mancare un momento di testimonianza e dibattito dedicato a pace e nonviolenza. Tra gli ospiti il fondatore dell'associazione "Beati i Costruttori di Pace" don Albino Bizzotto e il vignettista Vauro.

Alla festa per i 10 anni della Tavola della pace Valle Brembana, in programma domenica 21 settembre a San Pellegrino Terme, non poteva mancare un momento di testimonianza e dibattito dedicato a pace e nonviolenza.

L’incontro, in programma alle 17, è intitolato “Facciamo (la) pace – La forza della nonviolenza. Come far rivivere il movimento per la Pace” e si propone come un’opportunità per volgere lo sguardo anche sui numerosi scontri in corso nel mondo, ieri come oggi.

La conversazione si aprirà con il saluto di “Emergency” e proseguirà con gli interventi del vignettista Vauro; il fondatore dell’associazione "Beati i Costruttori di Pace" don Albino Bizzotto; Egidia Beretta, mamma di Vittorio “Vik” Arrigoni; Amico Dolci, figlio del sociologo e attivista nonviolento Danilo, e Daniele Biella, collaboratore della testata “Vita”. A moderare il dibattito Stefano Citati, giornalista de “Il Fatto quotidiano”.

Ordinato sacerdote nel 1963, don Albino Bizzotto visita alcuni paesi dell’America latina negli ani Ottanta: quell’esperienza segnerà il suo percorso pastorale e le sue idee politico/sociali. Amato dai poveri, insieme a don Tonino Bello, diventa un punto di riferimento del pacifismo italiano. Promuove, così, varie iniziative volte alla pace ed allo sviluppo dei paesi del sud America e nel resto del mondo. Nel 1985 fonda l’associazione "Beati i Costruttori di Pace", un’organizzazione per la pace ed il disarmo nel mondo. Nella piccola struttura vengono aiutati quotidianamente decine e decine di bisognosi. Nel 1992 organizza una marcia nonviolenta nella Sarajevo assediata, coinvolgendo cinquecento giovani folli a cui si unirono don Tonino Bello e Mons. Luigi Bettazzi. Ad Albino Bizzotto si deve la rottura dell’assedio per la cooperazione internazionale, facendo della sua associazione canale per aiuti da tutto il mondo.

Egidia Beretta, invece, è la madre di Vittorio “Vik” Arrigoni, attivista, giornalista e scrittore, particolarmente attento e impegnato nell’ambito della questione israelo-palestinese. Era un appassionato sostenitore della soluzione binazionale, che proponeva uno stato laico e unico per il popolo isreliano e quello palestinese, come strumento di risoluzione dell’annoso conflitto. Da pacifista, poi, si era trasferito nella Striscia di Gaza per agire contro la pulizia etnica dello Stato di Israele nei confronti della popolazione araba palestinese.

Amico Dolci è il figlio del sociologo, poeta, educatore e attivista della nonviolenza Danilo Dolci. Da giovane ha vissuto negli anni del fascismo e dell’Italia in guerra: durante gli anni della tiranide fascista, ha sviluppato presto una decisa avversione alla dittatura. Nel tortonese – dove risiede con la famiglia negli anni dopo la guerra – viene visto strappare manifesti propagandistici del regime. Nel 1943 rifiuta la divisa della Repubblica Sociale Italiana e tenta di attraversare la linea del fronte, ma viene arrestato a Genova dai nazifascisti. Riesce a fuggire e ripara presso una casa di pastori in un piccolo borgo dell’Appennino abruzzese. Terminata la guerra, prosegue gli studi universitari di architettura al Politecnico di Milano, ma nel 1950, poco prima di discutere la tesi, decide di lasciare tutto per aderire all’esperienza di Nomadelfia – comunità animata da don Zeno Saltini – a Fossoli (frazione di Carpi, nel modenese). Dal 1952, poi, si trasferisce nella Sicilia occidentale, in cui promuove lotte nonviolente contro la mafia, per i diritti e il lavoro. Nella sua attività di animazione sociale e di lotta politica, Danilo Dolci ha sempre impiegato con coerenza e coraggio gli strumenti della nonviolenza. Il 14 ottobre 1952, a Trappeto, in provincia di Palermo, Dolci dà inizio alla prima delle sue numerose proteste nonviolente, il digiuno sul letto di Benedetto Barretta, un bambino morto per la denutrizione. Se anche Dolci fosse morto di fame, lo avrebbero sostituito, in accordo con lui, altre persone, fino a quando le istituzioni italiane non si fossero interessate alla povertà della zona. La protesta, dopo aver attirato l’attenzione della stampa, viene interrotta quando le autorità si impegnano pubblicamente ad eseguire alcuni interventi urgenti, come la costruzione di un impianto fognario. Nel corso degli anni, sono state molte le sue azioni nonviolente per promuovere attenzione per i più deboli, cambiamento in materia politica, economica e sociale, ma anche risveglio civile.

L’incontro sarà preceduto, nell’arco della giornata, da momenti di testimonianza e riflessione su resistenza e antifascismo, antimafia e legalità, alla presenza di prestigiosi ospiti, del calibro di Salvatore Borsellino, Giovanni Impastato, Nando Dalla Chiesa, Saverio Masi, Adelmo Cervi e Vauro. A seguire, invece, alle 19, si terrà un confronto incentrato sull’informazione, cui prenderanno parte il direttore de “Il Fatto quotidiano” Antonio Padellaro, il vicedirettore de “Il Fatto quotidiano” Marco Travaglio e il direttore della versione on-line de “Il Fatto quotidiano” Peter Gomez. Gran finale, dalle 20.30, con il concerto degli “Ottocento”, in memoria di Fabrizio de’ Andrè.

Gli incontri, a ingresso libero e gratuito, si terranno nel Palasport e nel parco del Grand Hotel di San Pellegrino in occasione della “Festa di pace”, per il decimo anniversario di fondazione della Tavola della pace della Valle Brembana.

La kermesse, organizzata da Tavola della pace Valle Brembana in collaborazione con “Il Fatto quotidiano”, annovera la partnership di Bergamonews.

Nel corso di tutta la festa, non mancheranno area animazione per bambini, a cura del gruppo scout; punti ristoro con piatti vegetariani; intermezzi musicali degli “Ottocento” e mostre. Per consultare il programma dell’iniziativa è possibile visualizzare il sito internet www.tavolapacevallebrembana.org oppure inviare un’e-mail a: tavolavallebrembana@gmail.com

Commenti

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  1. Scritto da Anna

    Cosa non si fa per un pò di visibilità…
    Sul Fatto di oggi non risultano le presenze di Travaglio e Vauro
    i soliti millantatori o c’è una spiegazione?
    e io che ho già fatto il biglietto per vedere Vauro…