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Chiesa, l’esodo dei vescovi Beschi torna a Brescia e Gervasoni a Bergamo?

Tutto è iniziato con la nomina del bergamasco monsignor Maurizio Malvestiti alla guida della diocesi di Lodi, che ha bruciato le quattro candidature dei quattro vescovi ausiliari di Milano. Secondo lo stile di Papa Francesco è auspicabile che a guidare le diocesi sia un vescovo del territorio, magari scelto dal clero locale. Un metodo che vedrebbe un esodo in Lombardia nel 2017 con monsignor Francesco Beschi, oggi vescovo di Bergamo, alla guida della diocesi di Brescia, che lascerebbe la nostra diocesi a monsignor Maurizio Gervasoni, ora vescovo di Vigevano.

Le vie del Signore sono infinite, ma non la strada indicata da Bergoglio riserva sorprese alle Chiese di Lombardia. Tutto è iniziato con la nomina del bergamasco monsignor Maurizio Malvestiti a vescovo di Lodi. Malvestiti ha bruciato i nomi degli altri candidati, in particolare i quattro vescovi ausiliari di Milano: il Vicario generale Mario Delpini, monsignor Franco Maria Giuseppe Agnesi, il cappuccino Paolo Martinelli e monsignor Pierantonio Tremolada.

Perchè Milano si aspettava la promozione di uno dei quattro ausiliari?

La risposta sta nella tradizione: il vescovo emerito di Lodi, monsignor Giuseppe Merisi, era un ex collaboratore del cardinale Carlo Maria Martini.

Papa Francesco invece avrebbe ascoltato la voce di altri vescovi lombardi che in sintesi gli avrebbero confidato: ci sono troppi ausiliari targati Milano e troppe Diocesi che gradirebbero un vescovo scelto nel clero locale. I quattro milanesi hanno dovuto cedere il passo a un bergamasco con un ottimo curriculum di Curia. Monsignor Malvestiti, infatti, è stato il segretario della Congregazione per le Chiese orientali.

Lodi però insegna che Papa Bergoglio ha in mente un nuovo stile anche per le diocesi lombarde. E qui si apre uno scenario che vedrebbe un vero esodo in Lombardia di mitre e pastorali. Perché da qui al 2016 sono in scadenza ben cinque vescovi: monsignor Luciano Monari, classe 1942, che guida Brescia; monsignor Diego Coletti, classe 1942, vescovo di Como, monsignor Dante Lafranconi, classe 1940, di Cremona; monsignor Roberto Busti, classe 1940, per la diocesi di Mantova e monsignor Giovanni Giudici, classe 1940, vescovo di Pavia. Dietro questi nomi ci sono dei dettagli: Busti è un ex ausiliare del cardinal Martini; Colletti è di Milano; Giudici era vicario episcopale di Milano negli Anni Novanta.

Sembra quindi naturale che Papa Bergoglio pensi a un rinnovo che tenga conto delle osservazioni che sono giunte a Roma dalle diocesi lombarde e così, nell’ottica di ridare un vescovo preso dal clero locale nel 2016 monsignor Francesco Beschi, attuale vescovo di Bergamo, potrebbe tornare nella sua Brescia per prendere la guida della diocesi lasciata da Monari, così come il bergamasco monsignor Maurizio Gervasoni, ora vescovo di Vigevano, tornerebbe nella terra natale di San Papa Giovanni XXIII, per prendere il pastorale di una diocesi che conosce benissimo avendo rivestito ruoli di primo piano in Curia.

L’ipotesi di questo esodo dei vescovi lombardi non è così remota, papa Francesco ha aperto un nuovo metodo nella nomina e nella scelta dei vescovi e si sa che il pontefice argentino non manca di stupire.

Commenti

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  1. Scritto da F. Rampinelli

    Mi infastidiscono sempre queste insistite sottolineature sulle presunte “novità” introdotte dall’attuale pontefice. La storia della Chiesa, per quel poco che conosco, è una storia di continuità più che di novità ed anche col semplice buonsenso si capisce che non potrebbe essere altrimenti. Il resto è fuffa.

  2. Scritto da Andrea

    Non è detto che un vescovo debba per forza venire dalla propria provincia natale.
    Monsignor Beschi ormai si è ambientato e ha attratto famigli (conservatorio docet).
    In passato molti vescovi hanno fatto bene fuori provincia, nazione e addirittura fuori continente.
    Mi sovviene, per esempio, che Marcel Lefebvre, in seguito figura di una certa notorietà, era vescovo a Dakar, in Senegal. ma si potrebbe continuare.

    A me sta bene che resti Beschi. L’ho conosciuto e mi piace.

  3. Scritto da gigi

    parliamo un po’ dell’ esodo dei fedeli…

    1. Scritto da Luca

      Mi scusi, ma non capisco di cosa sta parlando … Sta accusando Beschi di allontanare i fedeli? Mi sembra che non c’entri Beschi, è un trend dei paesi secolarizzati. A meno che non parli di CL … ma quelli sono più una setta per gli affari che dei fedeli

      1. Scritto da Vito

        Secondo me intende l’ esodo domenicale dei fedeli dalle chiese ai centri commerciali, con buona pace de l’ Eco di Bergamo ( che però’ raccoglie spe$$o inserzioni commerciali aperte la domenica…)

  4. Scritto da PEPERONEROSSO

    Come in tutte (o quasi) le cose, c’è il pro e il contro: può essere positivo che il vescovo venga scelto all’interno della diocesi di appartenenza (maggiore conoscenza dello stato delle cose sia in capo al candidato che in capo ai proponenti la candidatura), ma il lato “negativo” può rinvenirsi in una sua minore terzietà rispetto rispetto ai rapporti curiali esistenti (e che, da sempre, hanno la loro “santa” importanza)