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Studente di 15 anni giù dal 4° piano: ancora grave “Esclusi casi di bullismo” fotogallery

Sta ancora lottando tra vita e la morte il 15enne di Stezzano che lunedì mattina si sarebbe lanciato dal quarto piano del liceo Lussana di via Maj. Il questore: "Niente bullismo"

Sta lottando ancora tra vita e la morte lo studente di 15 anni che lunedì mattina è stato trovato in una pozza di sangue nel cortile del liceo Lussana di Bergamo.

Un episodio che non è ancora stato ricostruito con esattezza. L’ipotesi più accreditata resta quella del tentato suicidio. Il ragazzo, che frequenta la classe terza U dell’istituto di via Maj, si sarebbe lanciato dal quarto piano.

Una tesi avvalorata dalle dichiarazioni del questore di Bergamo Fortunato Finolli, che ha escluso "motivazioni legate a episodi di bullismo".

L’episodio è successo poco dopo le 8. Lo studente, che è figlio unico e abita a Stezzano con i genitori, si è presentato in classe, ha salutato i compagni e ha lasciato lo zaino vicino al suo banco. Poco prima del suono della seconda campanella, quella che sancisce l’inizio delle lezioni, è uscito dall’aula, che si trova al secondo piano, e passando dalla scala di emergenza esterna ha raggiunto terrazzino della palestra che si trova il quarto piano.

Da lì si sarebbe lanciato nel vuoto, compiendo un volo di circa 16 metri. A trovarlo in una pozza di sangue sul piazzale della scuola sono stati alcuni studenti che stavano andando in palestra e hanno visto il corpo a terra, dopo che alcuni suoi compagni di classe hanno provato a rintracciarlo al telefono.

Il ragazzo si trova ancora ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove l’equipe di neurochirurgia sta tentando di salvarlo, anche se i medici parlando di condizioni disperate.

La notizia ha gettato nello sgomento i compagni di classe, i professori e il preside Gualtiero Bolchi, arrivato solo da due settimane nella nuova scuola: "Ci risulta che sia un buonissimo alunno, con una media piuttosto alta. Non vogliamo trarre conclusioni si cosa possa essere successo, chiediamo solo silenzio e rispetto per la famiglia".

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