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Produttiva e sostenibile L’agricoltura innovativa secondo Diachem

Diachem a fianco dell’agricoltura innovativa. Il punto sui nuovi indirizzi in un convegno tecnico organizzato per il personale dei Consorzi Agrari di Bergamo.

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Anche l’agricoltura ha bisogno di più conoscenza e innovazione per essere al tempo stesso produttiva e sostenibile. Un forte impulso in questo senso verrà dalla nuova PAC 2014-2020, la Politica agricola comune europea, che rivoluziona i criteri sin qui seguiti per l’attribuzione degli incentivi economici alle imprese agricole e potrebbe determinare in diversi casi un nuovo orientamento nella scelta delle colture e nelle modalità di coltivazione.

La nuova Politica agricola comune 2014-2020 assegna all’Italia una dotazione di 52 miliardi di euro. Circa 27 miliardi sono a disposizione per gli aiuti del I Pilastro (Pagamenti diretti), completamente finanziati dall’Europa. Il Consiglio dei Ministri ha approvato anche la ripartizione delle risorse per gli aiuti accoppiati, con un budget annuo di oltre 426 milioni di euro.

Queste risorse serviranno al sostegno di alcuni settori strategici come la zootecnia da carne e da latte, con oltre 210 milioni di euro all’anno, seminativi, con circa 146 milioni di euro all’anno di cui circa 95 milioni per il piano proteico e grano duro e olivicoltura, alla quale sono destinati 70 milioni di euro all’anno.

Per le misure del II Pilastro (Sviluppo rurale) sono previsti investimenti per 21 miliardi di euro, stanziati per metà da Fondi europei e per metà da una quota nazionale. A questi va aggiunta una quota relativa ai finanziamenti dell’OCM (Organizzazione comune di mercato) di circa 4 miliardi di euro. Tra le scelte compiute dalla nuova PAC la destinazione di 80 milioni di euro all’anno alle imprese agricole condotte da giovani, con la maggiorazione del 25% degli aiuti diretti per 5 anni.

Non tutto è ancora chiaro, nonostante le misure attuative predisposte con la Conferenza Stato Regioni a giugno e l’approvazione del Consiglio dei Ministri di fine luglio che ha consentito al Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina di comunicare all’Unione Europea, entro i termini stabiliti, le scelte nazionali relative all’applicazione della riforma.  Rispetto al recente passato si va verso una diminuzione graduale generalizzata, che può diventare imponente per settori come la zootecnica, mentre, al contrario, alcuni ambiti dimenticati, come l’orticoltura, godranno di contributi in misura crescente, se sapranno caratterizzarsi per la bassa impronta ambientale.

“E’ una sfida importante per il cambiamento che può e deve essere colta – ha sottolineato Angelo Frascarelli, docente di economia e politica agraria dell’Università di Perugia, chiamato dalla Diachem, azienda specializzata nella produzione di fitofarmaci, al convegno, organizzato nella sede di Caravaggio, destinato al personale dei Consorzi Agrari per approfondire le nuove dinamiche dello sviluppo agricolo e l’impiego di mezzi tecnici. L’obiettivo, secondo l’esperto, è quello di “puntare su un’agricoltura ad alta produttività, ma al tempo stesso sostenibile, dove anche agrofarmaci sempre più efficienti potranno continuare ad avere un ruolo di rilievo”.

Insomma, è all’orizzonte “una nuova rivoluzione verde fatta di alte rese ma anche alta sostenibilità, dove noi esperti e l’agrochimica dovremo essere capaci di essere al fianco degli agricoltori”.

“Stiamo continuando ad investire sulle formulazioni, sugli impianti e sull’automazione – ha spiegato in apertura il presidente della società Gianluigi Dubbini – nonostante gli innumerevoli ostacoli burocratici, basti ricordare la vicenda del nuovo scalo merci ferroviario ancora in attesa di una soluzione definitiva”.

“Confindustria Bergamo vuole essere un facilitatore – ha ricordato Guido Venturini, direttore generale dell’associazione – accompagnando le imprese nel dialogo con le istituzioni e con le banche e promuovendo costantemente l’innovazione”.

La Diachem, come ha spiegato Massimo Barbini, direttore commerciale, nasce come produttrice di preparati per l’industria della concia e successivamente per la concimazione speciale. Chimiberg è il marchio con il quale Diachem commercializza gli agrofarmaci.

“L’obiettivo è l’ampliamento del catalogo di agrofarmaci e fertilizzanti, con forti investimenti per difendere direttamente le nostre molecole, puntando sulla qualità e giocando un ruolo da protagonisti”.

“Il nuovo modello di incentivi – ha spiegato Angelo Frascarelli – anziché distribuire risorse a pioggia o limitarle ad alcuni comparti, converge i sussidi verso una quota standard: gli aiuti che attualmente sono più bassi rispetto alla media nazionale si alzeranno almeno del 60% entro il 2019 e quelli più alti scenderanno. Gli aiuti intendono sostenere il contributo ambientale dell’agricoltura, con meno differenze fra regione e regione. Fra il 2015 e il 2020 si convergerà verso un valore medio, ma nessuno potrà comunque perdere più del 30% del valore iniziale”. I criteri di assegnazione riflettono un nuovo modello di agricoltura: chi punterà su biodiversità, ecologia, sistemi intelligenti per il consumo di energia e riduzione della Co2, sarà premiato con ulteriori incentivi oltre ai pagamenti diretti di base.  Verranno quindi valorizzate le scelte di diversificazione delle colture, mantenimento dei prati permanenti, fasce alberate, salvaguardia di aree a valenza ecologica in ogni azienda. Fra le colture “premiate”, spicca la soia, pianta azoto fissatrice e quindi arricchente del terreno.

“Chi in questi anni si è concentrato solo sulla monocultura dovrà fare interventi se vuole continuare a ricevere una parte sostanziosa di contributi – ha aggiunto Frascarelli – ma per la maggioranza delle aziende si tratta di modifiche attuabili senza enormi stravolgimenti”. Secondo l’esperto, inoltre, le prospettive in agricoltura sono buone, i prezzi vanno verso l’alto, pur con oscillazioni, i consumi stanno aumentando e la dinamica nel medio periodo è positiva. Il Psr regionale 2014-2020 da approvare entro dicembre potrebbe, infine, integrare alcuni interventi. Timori soprattutto per le ricadute sul settore zootecnico e più in generale per le aziende altamente produttive della Valle Padana sono stati manifestati dal presidente di Confagricoltura Bergamo Renato Giavazzi, mentre per Alberto Brivio, presidente di Coldiretti Bergamo, emergono, pur in un quadro ancora non del tutto chiaro, elementi interessanti.

Rossana Pecchi

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