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Vanessa e Greta: “La nostra politica è portare a casa gli ostaggi”

Mentre il mondo osserva con orrore in video la fine di David Cowthorne Haines, 44 anni, operatore umanitario scozzese, decapitato dallo stesso boia che aveva eseguito la sentenza di morte nei confronti dei giornalisti statunitensi James Foley e Steven Sotloff, si riaccende la preoccupazione per le sorti della bergamasca Vanessa Marzullo e della varesina Greta Ramelli.

Mentre il mondo osserva con orrore in video la fine di David Cowthorne Haines, 44 anni, operatore umanitario scozzese, decapitato dallo stesso boia che aveva eseguito la sentenza di morte nei confronti dei giornalisti statunitensi James Foley e Steven Sotloff, si riaccende la preoccupazione per le sorti della bergamasca Vanessa Marzullo e della varesina Greta Ramelli, le due giovani cooperanti italiane di “Progetto Horryaty”, rapite nella zona di Aleppo in Siria ai primi di agosto.

E arrivano le rassicurazioni: "La politica dell’Italia è di riportare a casa tutti gli ostaggi" ribadisce il sottosegretario agli Esteri Mario Giro.

"Ogni Paese – spiega – è sovrano per quanto riguarda la scelta se trattare o meno. La politica dell’Italia è di non abbandonare nessuno e prova a fare di tutto, ma utilizzando mezzi leciti e possibili nell’ambito del massimo riserbo". Insomma, una conferma indiretta che c’è la disponibilità a trattare con i rapitori, mentre invece il Regno Unito, così come gli Stati Uniti, segue quella linea della fermezza – non si tratta con i terroristi e non si pagano riscatti – che peraltro è prevista dagli accordi presi in sede G8.

Va ricordato tra l’altro che proprio Haines fu rapito lo scorso anno in Siria insieme ad un altro cooperante italo-svizzero, Federico Motka, liberato lo scorso maggio, a quanto pare dietro il pagamento di un riscatto di sei milioni di euro, stando a quanto rivela il settimanale “Panorama”.

Le parole del sottosegretario Giro rompono un silenzio sulla vicenda che dura ormai da più di un mese: nemmeno le voci riportate dal quotidiano romano “Il Tempo” di un riscatto chiesto per liberare le due ragazze sono mai state confermate o smentite dalla Farnesina. 

Commenti

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  1. Scritto da Luciano Avogadri

    Io resto convinto che il fenomeno dei rapimenti puo’ essere stoppato solo se non si pagano i riscatti. Cosi’ avvenne in Italia negli anni settanta-ottanta, e cosi’ avvennne con i rapimenti dei diplomatici statunitensi degli anni sessanta-settanta. Pagare e’ uno stimolo a proseguire, oltre che una firma indiretta di finanziamento per le future attivita’ delittuose.

    1. Scritto da ITALIETTA

      LEI HA PIENAMENTE RAGIONE ! Abbiamo dato il buon esempio in passato, adesso siamo invece il ventre molle dell’occidente !