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Parco dei Colli, il presidente Marotta presenta le dimissioni

Il presidente del Parco dei Colli Lucio Marotta ha rassegnato le dimissioni. La lettera è stata protocollata nella mattinata di lunedì 15 settembre e inviata ai sindaci della comunità del parco. Marotta lascia dopo due consigli infuocati: il primo a metà agosto per concedere la Cà Matta di Ponteranica all'accoglienza di 24 profughi provenienti dall'Africa, il secondo venerdì scorso convocato per chiedere la restituzione di 240 mila euro agli ex amministratori dell'ente.

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Il presidente del Parco dei Colli Lucio Marotta ha rassegnato le dimissioni. La lettera è stata protocollata nella mattinata di lunedì 15 settembre e inviata ai sindaci della comunità del parco. Marotta lascia dopo due consigli infuocati: il primo a metà agosto per concedere la Cà Matta di Ponteranica all’accoglienza di 24 profughi provenienti dall’Africa, il secondo venerdì scorso convocato per chiedere la restituzione di 240 mila euro agli ex amministratori dell’ente. In tutte e due le occasioni Marotta è parso provato e stanco delle polemiche.

Settimana scorsa il presidente è stato costretto ad alzare la voce per replicate agli interventi dell’assessore provinciale Giorgio Bonassoli. “Pur non essendo politicamente schierato, in quanto uomo delle istituzioni, ho ritenuto opportuno assume tale meditata decisione poiché con le recenti elezioni amministrative è significatamente mutato il quadro politico della Comunità del Parco – si legge nella lettera di dimissioni -. Nel congedarmi da questo ente, che ho avuto l’onore di presiedere per oltre due anni e mezzo, con la certezza di aver svolto con impegno il mio compito e l’intimo convincimento di aver sempre avuto come unico obiettivo l’interesse generale, desidero ringraziare il presidente della Provincia, i sindaci della Comunità, i componenti del Consiglio di gestione, il personale, le GEV e i volontari del soccorso anticendio per la disponibilità e la leale collaborazione che mi sono sempre state riservate”.

In seguito alle polemiche legate all’operazione mare nostrum ha deciso di lasciare il Consiglio anche il vicepresidente Santo Giuseppe Minetti, ex vicesindaco di Ponteranica. Basta un altro passo indietro di un componente del consiglio di gestione per aprire le porte al commissariamento dell’ente.

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Commenti

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  1. Scritto da nico

    state certi che ci sarà il commissariamento…

  2. Scritto da caro anacleto

    il problema deve essere scisso in due parti:1^ Il Direttore deve essere un esperto nel ramo e curare e sorvegliare tecnicamente il Parco;2^ Il Presidente deve rappresentare al Direttore i bisogni della popolazione secondo le sue percezioni e/o secondo le richieste pervenutegli. Deve inoltre verificare,in qualità di responsabile politico che le azioni concordate con il Direttore vengano celermente realizzate e a regola d’arte.

  3. Scritto da anacleto

    Riusciremo mai ad avere un presidente ed un direttore che abbiano delle competenze tecniche ambientali, agricole e forestali? E’ chiedere troppo? Basta cariche politiche, la politica è la vera zavorra che compromette il lavoro dei tecnici del Parco.

    1. Scritto da pippo1907

      pienamente in accordo con Anacleto !!!!!

      1. Scritto da speriamo

        Si sarebbe bello vedere finalmente un naturalista o un biologo alla presidenza. Con nel consiglio agronomi e forestali. Così che il Parco possa tornare ad occuparsi di ciò per cui è stato creato: tutela e conservazione di animali e piante in primis, e poi agricoltura, promozione del territorio e fruizione sostenibile. Speriamo!

        1. Scritto da Giuliano Tasca

          Voi prendete il Parco dei Colli di Bergamo per un’azienda silvo-agricola dove neppure in essa a biologi o agronomi o semenzieri viene affidata la complessità decisionale. Espropriamo la sovranità civica e consegniamo la città ai suoi stipendiati? Il Parco dei Colli è realtà solo perché voluta e sostenuta politicamente dalle popolazioni locali tramite i Consigli Comunali, accettandone i carichi in PGT e di spesa e la collegialità amministrativa, che vorrei elettiva.

          1. Scritto da Luigi

            Sapendo quanti interessi premono sul Parco per renderlo di manica larga e come questi siano rappresentati dai poteri civici … mi viene da dire: “Tutto il potere ai giardinieri!”. Scusa la battuta; ma nello Stato etico, che esprime istanze, interessi ed ideologie ci credo sempre meno, e credo sempre più in un astratto Stato di diritto che rispetti la Legge invece di cercare constantemente di adattarla ed interpretarla alla “Cicero pro domo sua”.

          2. Scritto da Giuliano Tasca

            Ognuno può dire la sua, a esperienza o proiezione. Quanti tentativi di dissolvimento del Parco si sono provati! Ora c’è questa quinta colonna dei giardinieri e agrotecnici a stipendio del Parco? Non le suona come un ” Tutto il potere ai soviet!” ?- Il Parco ha salvato totalmente il Canto Alto, quasi tutta la Maresana, i colli cittadini, Valmarina, la conca di Astino, la Guzza, la piana di Sombreno. Obbiettivi ora sono il collegamento con i parchi del Serio e del Brembo.