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Nuova Provincia di Bergamo Stesse funzioni, zero soldi A rischio i servizi principali

Non un euro di rifinanziamento e il rischio di governare una scatola vuota è dietro l'angolo. Le stesse sforbiciate che negli ultimi anni hanno costretto il presidente Ettore Pirovano a parlare di “bilancio da poveri cristi” per il 2013 e di “figura da poveracci” per il 2014.

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Non un euro di rifinanziamento e il rischio di governare una scatola vuota è dietro l’angolo. Le nuove Province dell’era Renzi partono con il piede sbagliato, ancor prima dell’elezione dei nuovi presidenti. Accantonata la parola abolizione, a cui anche i fedelissimi del premier hanno rinunciato, si passano in esame le funzioni che dovranno essere gestite.

Anche per la Provincia di Bergamo, al voto il 28 settembre, cambia poco o nulla. Tutela dell’ambiente, gestione delle strade provinciali, pianificazione del territorio e del trasporto pubblico, controllo di quello privato, gestione dell’edilizia scolastica. Esattamente come ora. Con la postilla, fondamentale, contenuta nel decreto che il governo ha emanato a supporto della riforma all’articolo 3, comma 3: non un euro di rifinanziamento, confermati tutti i tagli. Le stesse sforbiciate che negli ultimi anni hanno costretto il presidente Ettore Pirovano a parlare di “bilancio da poveri cristi” per il 2013 e di “figura da poveracci” per il 2014. Non sarà facile per Matteo Rossi e Beppe Pezzoni, i due candidati alla presidenza, trovare altre formule linguistiche più efficaci. E soprattutto non sarà facile gestire una provincia con la conferma dei tagli degli ultimi due anni. Nel 2013 7 milioni e 800 mila euro per spending review e 6 milioni e 200 mila euro per la mancata applicazione del federalismo fiscale. Nel 2014 ulteriori 4 milioni di euro. Tradotto in servizi mancati si parla difficoltà estrema a sistemare le strade provinciali, scuole superiori, garantire tutela dell’ambiente e un servizio pubblico adeguato che quest’anno ha rischiato lo stop totale per due settimane nel mese di agosto.

E’ già stato tagliato tutto il tagliabile: spese di rappresentanza, contributi a università, associazioni del territorio, manifestazioni sportive e culturali, servizio biblioteche. Finora sono stati garantite l’assistenza ai disabili e a chi perde il posto di lavoro, ma Pirovano ha più volte messo in allarme i colleghi sul rischio di dover ritoccare anche le voci più “sensibili” tra cui il riscaldamento delle scuole e lo spazzamento della neve.

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Commenti

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  1. Scritto da giobatta

    se non erro, i dipendenti ci sono ancora tutti e stipendiati, ma se non ci sono soldi per i servizi, cosa hanno da fare tutto il giorno in ufficio? non è una situazione lunare?

    1. Scritto da La verità fa male

      Non è affatto una situazione lunare, è una situazione classica della nazione denominata “Italia” quella in cui esiste l’Ente pubblico (spesso inutile) che non svolge servizi se non sulla carta, e restano assunti e stipendiati per anni dipendenti a scaldare le poltrone. Sarà la stessa cosa con la “eliminazione” (??) del Senato: sono pronto a scommettere che malgrado la riduzione da 315 a 100 senatori troveranno il sistema di mantenere in piedi tutto il baraccone dei portaborse

  2. Scritto da La verità fa male

    Questa “presunta abolizione delle Province” si sta dimostrando come la “presunta abolizione del Senato”: una pagliacciata italiota degna dei soliti sinistri. Un Ente lo si abolisce totalmente oppure non lo si abolisce, punto. Le “abolizioni all’italiana” sinistroidi infatti lasciano in piedi i carrozzoni (che non sono più eletti dai cittadini ma scelti con trattative sottobanco tra i partiti) e i soliti conflitti di competenze tra l’istituzione “svuotata” e gli Enti che restano in piedi

  3. Scritto da Pdania Celtica

    Colpa di Pirovano anche stavolta? : P

    1. Scritto da Tremo

      Sono terrorizzato , come potrò fare la licenza di pesca quando non ci sarà più lui ? I Direttori, manager, consulenti legali, impiegati saranno capaci ?

    2. Scritto da andrea

      No, le sue responsabilità vanno ben oltre, tipo aver sposato un progetto fallimentare come brebemi, ma ormai è storia.

      l’idea iniziale era di abolire in toto le provincie, ma la lega era il maggior oppositore al progetto. Poi hanno prevalso i soliti compromessi all’italiana

  4. Scritto da luigi salvi

    La provincia cosi è inutile, eletta poi con un sistema assurdo, ma cosa significa? O la si abolisce e si girano i soldi ai comuni o la si tiene eletta dai cittadini. Un’ente cosi è inutile, oltretutto con cariche ricoperte a “titolo gratuito”…come se un sindaco o un assessore non ne avessero gia abbastanza di gestire il proprio comune. Solite leggi all’italiana.

  5. Scritto da MAURIZIO

    I servizi essenziali per le persone sono messi a rischio dalle istituzioni italiane come la Provincia. La loro sparizione, li renderà certamente più sicuri.

    1. Scritto da Mister Bean

      Tutte storie. I servizi essenziali (e quelli meno) sono messi a rischio dalla voracità dello stato. Aboliamo quello, non serve più a niente, se non ad ingrassare i soliti. Dobbiamo smetterla di credere ai megafoni del regime che ci fanno credere di tutto e di più. Impariamo a leggere i numeri, che sono poi quelli che contano.

  6. Scritto da Gitantedomenicale

    http://www.provincia.bergamo.it/ProvBgSettori/provBgSettoriHomePageProcess.jsp?myAction=&page=&folderID=124500
    Tanto per capire la serietà di queste allarmi: ante crisi, nel 2008, entrate 250 milioni. Nel 2014 – previsionale – 293. +17%. Taglio delle spese di amministrazione, gestione, ecc. 2%. Un’azienda privata nello stesso periodo le ha tagliate mediamente del 25%, nonostante l’aumento continuo degli adempimenti. E intanto le strade fanno schifo.

  7. Scritto da G.Mazz.

    Le Province, come dice Renzi, sono state abolite, per cui si inizi una regolare liquidazione vendendo le partecipazioni, la sede e gli altri beni.
    G.Mazz.

  8. Scritto da fatecicaso

    da quando il borsone di pantalone si e’ ristretto (se non chiuso) i partiti principali colpevoli del disastro economico-sociale del nostro paese tendono via via a “lasciar spazio” a liste civiche & compagnia bella le quali oltre a prendersi sul groppone un fardello di debiti ed inefficienze di cui non hanno colpa, devono davvero fare i miracoli per portare a termine l’ordinaria amministrazione con quel poco che hanno .. sara’ un caso che dopo aver spolpato l’osso i partiti si fanno da parte?

    1. Scritto da Apri gli occhi

      Attenzione che il più delle volte le liste civiche ospitano al loro interno i vecchi marpioni dei partiti. Certo, non compare il logo del partito nazionale nelle elezioni comunali, oppure hanno candidato la moglie (dal cognome diverso), ma si capisce benissimo che hanno fatto il gioco delle tre carte o delle porte girevoli. La domanda è questa: se sono disposti a simili mezzucci meschini e cialtroneschi, vuoi vedere che un qualsivoglia interesse economico (anche con la crisi) c’è sempre?

      1. Scritto da luigi

        hai ragione almeno uno dei nuovi che arriva era stato indagato per firme false alcuni anni fà

      2. Scritto da roberta

        Cielo, che dietrologo che sei! Ma perchè non ti fai una vita sociale e vivi più sereno?

        1. Scritto da Troppo avanti!

          Ahahah, questa è la speranza delle liste civiche: “Vivete tranquilli, ci pensiamo noi a voi cittadini, siamo diversi dalla politica tradizionale” e intanto ripresentano i soliti maneggioni comunali col giochino delle porte girevoli e dei cognomi diversi. Non cambierete mai…. Infatti abbiamo qui un Paese progredito e florido!

  9. Scritto da Guido

    A dirla tutta sono anni che le strade provinciali non vengono sistemate . Recentemente mi è capitato di passare dal cremasco alla provincia di bergamo , non c’è bisogno di segnaletica, il passaggio si capisce subito dai sobbalzi e dal rumore che fanno gli pneumatici nella ns provincia.

  10. Scritto da John

    L’abolizione delle Province si sta rivelando ciò che ho sempre pensato: una buffonata demagogica ! Bravo Renzi !

    1. Scritto da Malenonfa

      Ti assicuro che andare a lavorare non è una tragedia : accomodati.

  11. Scritto da Piero

    Tanto anche quando avevano i soldi mica li usavano per i cittadini, basta vedere le strade come sono conciate (che però sono infarcite di 80 cartelli stradali concentrati in 200 mt. a volte, per la gioia del produttore di cartelli). Usavano (e usano) i soldi per i loro privilegi e i loro amici. Magari certi servizi non ci servivano nemmeno, era solo la giustificazione per un loro posto pubblico in più….

  12. Scritto da Luciano Avogadri

    In una qualsiasi azienda per recuperare efficienza (e riuscire a stare sui mercati) si deve ogni anno fare lo stesso dell’anno precedente con meno soldi, o fare di piu’ a parita’ di soldi. Solo nel settore pubblico questo sembra impossibile. E la cosa che piu’ mi meraviglia non e’ che queste lamentele vengano dalla burocrazia, abituata a lavorare fuori da un regime di concorrenza, ma dagli esponenti politici, che come espressione della societa’ queste cose dovrebbero saperle benissimo.

    1. Scritto da Tullio Angioletti

      Sono solo parzialmente d’accordo. Che si parli di una ditta privata o di un ente pubblico, entrambi smettono di stare in piedi quando chi ha il dovere di pagare, smette di farlo. Se per un’azienda costui è il cliente, per l’ente pubblico è lo Stato Centrale che vi trasferisce le tasse riscosse. Se Roma non trasferisce tanti soldi che noi contribuenti abbiam pagato, Bergamo non può pagare i pochi bravissimi operai, la benzina alla protezione civile, ecc…

      1. Scritto da Luciano Avogadri

        Il gioco delle parti sta nel non voler vedere l’insieme, ma far finta di avere solo il proprio giardinetto. Stato centrale, Regioni e Comuni bastano e avanzano. Basta che A LIVELLO LOCALE si spostino le competenze a Regioni e Comuni. Basta mettersi d’accordo così. Se invece si vuol piangere e continuare con questo andazzo i soldi non basteranno mai. A Bergamo si dice che “a ‘nda a spuse coi solcc ie’ bu toecc”. Il proverbio coi fichi secchi è tipico dei postelegrafonici.

        1. Scritto da Tullio Angioletti

          Mi spieghi come fanno centinaia di singoli Sindaci ad andare d’accordo e coordinarsi su questioni Provinciali (gestione acqua, protezione civile, ecc…)

          1. Scritto da Luciano Avogadri

            I Partiti esistono proprio per questo, e cioe’ per dare una base di visione d’assieme comune. E anche per i Sindaci, se ci riescono nel resto del mondo, possono riuscirci anche in Italia.

    2. Scritto da Anna

      Non c’è nessun problema, si candidi lei a gestire la provincia. Come perdere l’occasione di utilizzare uno capace di fare i matrimoni con i fichi secchi? Imperdibile….

      Ps nelle aziende per fare lo stesso dell’anno precedente con meno soldi si fa in un solo modo si diminuiscono i soldi e i diritti dei dipendenti, risultato deflazione e disastri sociali. Bella ricetta veramente!

      1. Scritto da Paolo

        Dopo decenni di sprechi e privilegi dei pubblici uffici, inventando enti su enti inutili, è il minimo tagliare e ridurre. Mica l’ha ordinato il medico che (un esempio tra tanti di obbrobrio pubblico) Bettoni avesse l’autista: chi è, il Padreterno? E come questo, decine di altre oscenità, giustificate soltanto dalla voglia di opulenza e sfarzo della macchina pubblica, non da bisogni reali! Tagli con la motosega!

      2. Scritto da Lauro

        L’altra ricetta invece era quella di continuare pesantemente ad incrementare il debito pubblico , li ha visti i risultati o li vedo solo io ? Secondo lei si crea ricchezza aumentando le spese ed i dipendenti pubblici ? Le faccio notare che lì è dove si spende la riccchezza creata dall’apparato produttivo !! E quando non ce n’è più , proprio a causa della pesantezza della spesa, non ce n’è più.