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Papa Francesco: “La guerra è una follia dei pianificatori del terrore”

La commozione è stata palpabile al Sacrario militare di Redipuglia, a Gorizia, dove sabato 13 settembre 2014 Papa Francesco ha ricordato i 10 milioni di soldati morti su 65 milioni di mobilitati, e 37 milioni tra dispersi, feriti e prigionieri dell’«inutile strage» che dilaniò l'Europa.

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«La guerra è una follia dei pianificatori del terrore, degli organizzatori dello scontro e degli imprenditori delle armi. Anche oggi, dopo il secondo fallimento di un’altra guerra mondiale, forse si può parlare di una terza guerra combattuta “a pezzi”, con crimini, massacri, distruzioni». La commozione è palpabile al Sacrario militare di Redipuglia (Gorizia) sabato 13 settembre mattina. Papa Francesco ricorda i 10 milioni di soldati morti su 65 milioni di mobilitati, e 37 milioni tra dispersi, feriti e prigionieri dell’«inutile strage» che dilaniò l’Europa, della quale «ho sentito tante storie dolorose dalle labbra del mio nonno paterno che l’ha fatta sul Piave».

Giovanni Angelo Bergoglio, nato ad Asti nel 1884, si trasferì a Torino e sposò Rosa Margherita Vassallo – che nel 1908 partorì Mario Giuseppe Francesco, il papà del Pontefice -, combatté sul Piave e poi emigrarono in Argentina. «Dopo aver contemplato la bellezza del paesaggio di tutta questa zona, dove uomini e donne lavorano portando avanti la loro famiglia, dove i bambini giocano e gli anziani sognano… trovandomi in questo luogo, trovo da dire soltanto: la guerra è una follia. Mentre Dio porta avanti la sua creazione, e noi uomini siamo chiamati a collaborare alla sua opera, la guerra distrugge. Distrugge anche ciò che Dio ha creato di più bello: l’essere umano.

La guerra stravolge tutto, anche il legame tra i fratelli. La guerra è folle, il suo piano di sviluppo è la distruzione: volersi sviluppare mediante la distruzione. La cupidigia, l’intolleranza, l’ambizione al potere sono motivi che spingono avanti la decisione bellica, e questi motivi sono spesso giustificati da un’ideologia; ma prima c’è la passione, c’è l’impulso distorto. L’ideologia è una giustificazione, e quando non c’è un’ideologia, c’è la risposta di Caino: "A me che importa? Sono forse io il custode di mio fratello?”.

La guerra non guarda in faccia a nessuno: vecchi, bambini, mamme, papà: "A me che importa?"». Prega nel Cimitero austro-ungarico di Fogliano. Poi a Redipuglia celebra la Messa. Ai vescovi di tutta Europa, ai capi di Stato Maggiore e ai comandanti generali consegna «la lampada di San Francesco» offerta dal Sacro Convento di Assisi e l’olio dall’Associazione Libera di don Luigi Ciotti. Il Sacrario porta il marchio della retorica fascista con le centinaia di scritte «Presente» sui gradoni di pietra: «Sopra l’ingresso di questo cimitero, aleggia il motto beffardo della guerra: "A me che importa?". Tutte queste persone, che riposano qui, avevano i loro progetti, avevano i loro sogni, ma le loro vite sono state spezzate. Perché? Perché l’umanità ha detto: "A me che importa?". Anche oggi, dopo il secondo fallimento di un’altra guerra mondiale, forse si può parlare di una terza guerra combattuta "a pezzi", con crimini, massacri, distruzioni. A essere onesti, la prima pagina dei giornali dovrebbe avere come titolo: "A me che importa?". Caino direbbe: “Sono forse io il custode di mio fratello?”.

Questo atteggiamento è esattamente l’opposto di quello che ci chiede Gesù nel Vangelo. Abbiamo ascoltato: lui è nel più piccolo dei fratelli; lui, il re, il giudice del mondo, è l’affamato, l’assetato, il forestiero, l’ammalato, il carcerato. Chi si prende cura del fratello, entra nella gioia del Signore; chi invece non lo fa, chi con le sue omissioni dice: "A me che importa?", rimane fuori. Qui e nell’altro cimitero ci sono tante vittime. Oggi noi le ricordiamo. C’è il pianto, c’è il lutto, c’è il dolore. E da qui ricordiamo le vittime di tutte le guerre. Anche oggi le vittime sono tante… Come è possibile questo? È possibile perché anche oggi dietro le quinte ci sono interessi, piani geopolitici, avidità di denaro e di potere, c’è l’industria delle armi, che sembra essere tanto importante. E questi pianificatori del terrore, questi organizzatori dello scontro, come pure gli imprenditori delle armi, hanno scritto nel cuore: "A me che importa?". È proprio dei saggi riconoscere gli errori, provarne dolore, pentirsi, chiedere perdono e piangere.

Con quel "A me che importa?" che hanno nel cuore gli affaristi della guerra, forse guadagnano tanto, ma il loro cuore corrotto ha perso la capacità di piangere. Caino non ha pianto. Non ha potuto piangere. L’ombra di Caino ci ricopre oggi qui, in questo cimitero. Si vede qui. Si vede nella storia che va dal 1914 fino ai nostri giorni. E si vede anche nei nostri giorni. Con cuore di figlio, di fratello, di padre, chiedo a tutti voi e per tutti noi la conversione del cuore: passare da "A me che importa?" al pianto. Per tutti i caduti della "inutile strage", per tutte le vittime della follia della guerra, in ogni tempo. Il pianto. Fratelli, l’umanità ha bisogno di piangere, e questa è l’ora del pianto». Complessivamente i caduti italiani dal 24 maggio 1915 al 4 novembre 1918 furono da 652 mila a 682 mila; 450 mila invalidi; 600 mila prigionieri di guerra. Un milione i colpiti da dissenteria, tubercolosi, malattie venere, colera, tifo petecchiale e addominale, morbillo, difterite, scabbia, tigna, meningite, malaria e vaiolo.

Subito Pio X esorta alla pace: «Mentre quasi tutta l’Europa è trascinata nei vortici di una funestissima guerra, alle cui stragi nessuno può pensare senza sentirsi opprimere dal dolore e dallo spavento». Dopo la sua morte il 20 agosto 1914 il Conclave il 3 settembre 1914 elegge Papa il cardinale Giacomo Della Chiesa, genovese sessantenne, arcivescovo di Bologna. Benedetto XV parla di «immane spettacolo per cui vediamo tan­ta parte d’Europa devastata dal ferro e dal fuoco, rosseggiare di sangue cristiano».

Il testo più famoso è la «Nota ai capi dei popoli belligeranti» (1° agosto 1917) «Dès le début. La lutte terrible, qui apparaît de plus en plus comme un massacre inutile. La lotta terribile appare sempre più un’inutile strage. Il mondo civile dovrà ridursi a un campo di morte? E l’Europa correrà, quasi travolta da una follia universale, incontro a un vero e proprio suicidio?».

Purtroppo, Benedetto XV non fu ascoltato.

Pier Giuseppe Accornero

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Commenti

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  1. Scritto da mario59

    Accetto e condivido le parole del papa come uomo carismatico, mentre non le ritengo assolutamente utili al perseguimento della pace, se pronunciate come capo di un organizzazione religiosa, poichè non fa altro che infiammare ulteriormente la mente di coloro che a torto o a ragione, sono convinti che il cattolico occidente, sia il nemico da sconfiggere o peggio ancora da convertire all’islam.
    Già mi disturba l’intrusione della chiesa cattolica nella vita sociale, figuriamoci con l’islam.

  2. Scritto da planets

    mai sentito un papa prendere seri provvedimenti nei confronti dei preti pedofili prima che il problema fosse di dominio pubblico. Inneggiare alla pace nel mondo senza condannare facendo i nomi dei produttori di armi che fomentano le guerre è un atteggiamento qualunquista, ipocrita e degno di un qualsiasi politucolo

  3. Scritto da arpaleni

    a proposito di pianificatori del terrore, chissà che ne dice Bergoglio del massacro (ad opera dei cattolici) di svariate migliaia di Ugonotti nella notte del 23/24 agosto 1572 !!??

    1. Scritto da abc

      Mamma mia questo…mi tira fuori aneddoti piuttosto recenti.
      La Chiesa ha condannato già diverse volte le atrocità della sua storia. Cosa vuoi ancora?
      Quindi bene, giustifichiamo chi nel 2014 ancora sgozza in nome di un Dio, tanto 600 anni fa l’abbiamo fatto anche noi.
      Sei un poverino.

    2. Scritto da Quo

      Certo, la sua osservazione volendo ci potrebbe stare. Però! Però noi occidentali abbiamo superato certi periodi storici. Oggi in oriente e nei paesi arabi e medio oriente il fondamentalismo e gli esaltati estremisti della religione perpetrano massacri che il Papa ha fatto bene a definire senza senso. Perchè oggi più di allora non ha senso uccidere e fare la guerra in nome di una religione!

      1. Scritto da mario59

        Si noi occidentali li abbiamo superati certi periodi storici, però ci sono molti occidentali che non tollerano gli islamici, nemmeno quelli moderati.
        Detto ciò, non voglio schierarmi a difesa di nessuno, cerco solo di essere obbiettivo…purtroppo se ai giorni nostri il mondo è in questa situazione di odio e follia, una grossa parte di responsabilità è anche degli occidentali, che con dei pretesti poi risultati infondati, sono andati nei loro paesi a fare la guerra..ecco ora i risultati

        1. Scritto da Quo

          condivisibili le sue parole.. Però detta in maniera molto spiccia : noi occidentali non andiamo in giro a fare attentati in nome della religione, e rispetto agli estremisti fondamentalisti esaltati (criminali sarebbe la parola giusta) di quelle parti ci vedo una bella differenza!…

  4. Scritto da lotty

    Non c’è bisogno che lo dica il papa, io lo so da sempre e come me tanti altri.

    1. Scritto da Luca Lazzaretti

      Il problema è che la risonanza mondiale di Lotty per quanto bella e genuina forse è un pò scarsa, quella del papa un poco più abbondante.