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“Restituite 238 mila euro” Tensione all’assemblea del Parco Colli – Video

Il Parco dei Colli chiederà la restituzione di 238 mila euro agli ex componenti del consiglio di amministrazione. Finale scontato, trama molto più intricata del previsto. I sindaci che hanno partecipato all'assemblea della comunità del parco di venerdì pomeriggio hanno dibattuto per oltre due ore e mezza tra proposte, cavilli, pause, pareri legali chiesti al telefono. E soprattutto tensione, con l'assessore provinciale Giorgio Bonassoli e il sindaco di Sorisole Stefano Gamba protagonisti di un vivace botta e risposta.

Il Parco dei Colli chiederà la restituzione di 238 mila euro agli ex componenti del consiglio di amministrazione. Finale scontato, trama molto più intricata del previsto. I sindaci che hanno partecipato all’assemblea della comunità del parco di venerdì pomeriggio hanno dibattuto per oltre due ore e mezza tra proposte, cavilli, pause, pareri legali chiesti al telefono. E soprattutto tensione, con l’assessore provinciale Giorgio Bonassoli e il sindaco di Sorisole Stefano Gamba protagonisti di un vivace botta e risposta. Anche il serafico presidente Lucio Marotta è stato costretto ad alzate la voce per riportare la calma.

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La sostanza è che l’assemblea ha votato all’unanimità il ritiro della delibera approvata un anno fa e darà mandato agli uffici di recuperare le somme concesse sulla base di un parere della Corte dei conti regionale ribaltato da un pronunciamento di quella nazionale arrivato solo nel febbraio 2014. Ecco quanto dovranno restituire gli ex amministratori: Gianluigi Cortinovis (37 mila euro), Roberto Lanza (55 mila euro), Gianfranco Panza (48 mila euro), Angelo Falgari (48 mila euro), Roberto Bertoli (48 mila euro).

IL DIBATTITO – La discussione si è concentrata sulla proposta di Claudio Sessa, sindaco di Torre Boldone, di annullare la delibera approvata a novembre 2013 e riconoscere di aver votato un provvedimento, con il senno di poi, illegittimo. “Non voglio fare polemiche su quello che è stato deciso, solo votare e recuperare i soldi – spiega -. Però non sono nemmeno Gesù Cristo che pone l’altra guancia: qualcuno ha dichiarato che la vicenda era chiusa e incontestabile. Forse è ora di ammettere che non sono stato così stupido”.

L’assessore provinciale Giorgio Bonassoli dà manforte al primo cittadino di Torre Boldone: “Qualcuno si è sentito padrone della certezza assoluta, ma non era così. Siamo politici, finiamo sui giornali, dobbiamo ammettere che quella delibera era sbagliata. Serviva maggiore responsabilità. Vale la pena riconoscere l’errore e dirlo anche ai cittadini”.

E’ proprio su questo punto che gli altri amministratori non concedono critiche: “Io ho partecipato al voto del 29 novembre del 2013 – spiega Stefano Gamba, sindaco di Sorisole -. Non ci fu alcuno sbaglio, né tanto meno una scelta avventata. Tutti i pareri dal punto di vista legale sono stati acquisiti. Adesso dire – “ve l’avevamo detto” – è troppo facile. L’unico ente che ha fatto caos è la corte dei conti, che si è espressa prima in un modo e poi nell’altro”. Dopo la lunga discussione la proposta di ritiro della delibera e conseguente recupero dei 238 mila euro viene accettata da tutti e votata all’unanimità.

Commenti

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  1. Scritto da paolot

    Ma è legale filmare all’insaputa dei soggetti ripresi? Il regolamento dell’ente pubblico in questione lo consente?

    1. Scritto da Pio

      Essendo “ente pubblico”, non dovrebbe eccepire sul fatto di veder messi in pubblico i propri incontri… Mica sono stati filmati nei bagni…

  2. Scritto da pippo

    Il consigliere comunale dei verdi durante l’amministrazione Bruni votò a favore dell’intervento edilizio SACE e Enel contrariamente a quanto ci si sarebbe aspettato dai verdi. Casualmente poco dopo ottenne questo posticino ben retribuito al parco dei colli. Coincidenze.

    1. Scritto da Renzo

      Eh già, coincidenze sfacciate: ad esempio la realizzazione del museo delle pietre coti a Nembro (anziché nella sede naturale di Pradalunga) e automaticamente la sistemazione in Uniacque dell’allora sindaco di Pradalunga che “regalò” la possibilità e i fondi regionali a Nembro. Sarebbe ora di punire certe marachelle attuate con soldi e posti pubblici. Corte dei Conti, avanti!