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Al via “Molte fedi 2014”: “Non c’è alternativa al dialogo tra le culture”

Da venerdì 19 settembre prende il via la nuova edizione di “Molte fedi sotto lo stesso cielo”, il ciclo di incontri ed eventi promosso dalle Acli di Bergamo per favorire la convivialità delle differenze. In programma numerosi appuntamenti in città e provincia con prestigiosi ospiti. Il vicepresidente di Acli Bergamo Daniele Rocchetti: “Per vivere il nostro tempo non c’è alternativa al dialogo tra le diverse culture”.

È tutto pronto per l’inizio della nuova edizione di “Molte fedi sotto lo stesso cielo”, il ciclo di incontri ed eventi promosso dalle Acli di Bergamo per favorire la convivialità delle differenze. Rassegna che, anche quest’anno, sarà dedicata a padre Paolo Dall’Oglio, gesuita italiano rapito lo scorso anno in Siria, del quale non si sono più avute notizie.

A dare il via alla nuova stagione che, come di consueto proseguirà sino alla fine dell’anno, sarà una Lectio Magistralis del giornalista e docente, esperto di geopolitica e direttore della rivista "Limes", Lucio Caracciolo, in programma venerdì 19 settembre alle 20.45 al teatro Donizetti di Bergamo. Il vicepresidente di Acli Bergamo Daniele Rocchetti spiega: "Caracciolo sarà il primo di una serie di importanti ospiti, testimoni del nostro tempo, che ci invitano a riflettere collocandosi nelle "aree di frontiera". Ci accompagneranno in questo percorso, che nasce dalla consapevolezza che non c’è alternativa al dilogo tra le diverse culture. Un messaggio ancor più significativo in una società che spesso vive la fede in maniera identitaria e muscolare. Riteniamo, infatti, che sia necessario costruire "terre di mezzo" tra le diversità in nome del comune denominatore umano".

Una sensibilità e degli interrogativi prioritari anche per l’amministrazione comunale cittadina. L’assessore alla cultura Nadia Ghisalberti afferma: "Molte fedi interroga tutti quanti sui temi del vivere contemporaneo e a riflettere sui problemi che la nostra società ci pone. In modo particolare, ci invita a trovare insieme le soluzioni, affrontando ogni argomento con un approccio ampio, aperto e plurale, dando spazio a tutte le voci. Infine, va sottolineata una particolare attenzione su legalità, giovani e partecipazione".

Il tema filo conduttore di tutta la rassegna è: “Non abbiate paura! Tracce di speranza per l’uomo di oggi”, titolo del libro (edizioni Aeper, 10 euro), scritto a quattro mani dal filosofo Silvano Petrosino e da don Giovanni Nicolini, al centro del confronto dei circoli di "R-esistenza" di quest’anno. Il testo, redatto appositamente per “Molte fedi”, vuole provare a costruire un piccolo vocabolario di parole fondanti per ricominciare a sperare, per coltivare l’audacia di sognare, prendendo l’incarico di testimoniare una svolta possibile e sentire come priorità personale il compito di aver cura del bene comune. Un tema che invita a riflettere sul nostro stile di vita e a ricominciare nel nostro tempo. Tempo di fatiche, di precarietà, di perdita del lavoro, di rinuncia, di perdita di diritti che si davano per acquisiti, di individualismi e di mancanza di reti sociali. Tempo in cui ci si interroga su come ricostruire un Paese sfiduciato e impaurito.

In calendario ci sono numerosi appuntamenti in città e provincia con prestigiosi ospiti. In totale, sono oltre 80 le date proposte, suddivise per 20 percorsi differenti, organizzati con il patrocinio del Comune di Bergamo e la collaborazione di decine di gruppi, associazioni e circoli di tutta la Bergamasca. Tra i nomi di spicco, più noti al grande pubblico, da segnalare l’autore teatrale e scrittore Alessandro Bergonzoni (30 settembre), la presidente di “Emergency” Cecilia Strada (14 ottobre), l’economista Luigino Bruni (11 novembre), i giornalisti Michele Serra (18 novembre) e Gad Lerner (24 novembre), il dialogo tra Enzo Bianchi, priore di Bose, e il filosofo Massimo Cacciari (25 novembre).

Non mancherà spazio alla musica d’autore con Gianmaria Testa (26 settembre) e al teatro con Laura Curino, Mariella Fabbris e Lucilla Giagnoni (9 ottobre). L’attrice Lella Costa aprirà la sezione dedicata al pellegrinaggio con la lettura de “L’uomo che cammina” di Christin Bobin a Fontanella di Sotto il Monte (27 settembre), mentre per il ciclo d’incontri dedicati a Chiara e Francesco d’Assisi ci sono personaggi del calibro di Giovanni Merlo, Philippe Daverio e Dacia Maraini.

Massimo Recalcati, Silvia Giacomoni terranno, poi, delle Meditatio alla splendida abbazia romanica di Fontanella. Molte anche le personalità bergamasche: il Vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi condurrà la prima meditatio (6 novembre), mentre il sindaco di Bergamo Giorgio Gori incontrerà le diverse comunità religiose della città (2 ottobre).

Tra i temi affrontati, poi, ci sarà il lavoro, particolarmente significativo in periodo di crisi economica come quello attuale. A tal proposito, il formatore delle Acli Corrado Maffioletti evidenzia: "Proporremo diverse visite, indirizzate specialmente ai giovani, a diverse imprese che rappresentano eccellenze del territorio".

Da annotare, infine, che venerdì 28 e sabato 29 novembre sul Sentierone verrà allestita la tenda di Abramo e ci sarà una lettura continua del Libro dei Salmi.

La maggior parte delle iniziative sono gratuite. Tuttavia, sia le date a pagamento che quelle libere, necessitano della prenotazione del biglietto. La segreteria organizzativa è nella sede provinciale delle Acli, in via San Bernardino 59. Per tutte le informazioni: www.moltefedisottolostessocielo.it.

Paolo Ghisleni

Commenti

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  1. Scritto da nino cortesi

    In Italia siamo tornati allo Stato Pontificio.
    Gà ‘nterèsa andoma ciapà i solcc e pagà mia i tase.

    1. Scritto da dark

      Mi spiace caro Nino, ma questa (mediocre) uscita, nel piccolo, spiega perché in fondo gli italiani esitano a dar fiducia a M5S. A scapito degli stessi grilli certo massimalismo da bar è più destabilizzante dei discutibilissimi PD e FI. Cordialità

  2. Scritto da mario59

    Se non esistessero le religioni sarebbero di meno anche le divisioni fra i popoli del mondo, troppe volte le religioni sono state causa di guerre sanguinarie e senza senso, purtroppo da quanto si percepisce, si sta sempre di più concretizzando la probabilità di una futura guerra tra islamici e cristiani…roba da matti a dire poco.

    1. Scritto da Antonio

      Sono d’accordo!

      1. Scritto da io non molto

        Eh già. Invece le guerre che ad oggi sulla terra si fanno sono per cause religiose….non magari per gli interessi economici (che magari usano le religioni…) una teoria davvero geniale.

  3. Scritto da Pensante

    Il dialogo è necessario e doveroso. Questo non significa rinunciare alla propria identità ma imparare a conoscere quella degli altri. Per costruire quello che dice il sottotitolo di “Molte fedi”: una convivialità delle differenze. Dove ciascuno è fiero della propria identità e, insieme, è aperto e curioso a quella degli altri. Non c’è altra strada.

  4. Scritto da Francesco Rampinelli

    Interessante. Sempre avanti, sguardo profondo (verso il centro della terra), siete già pronti per l’Onu delle religioni, la religione unica mondiale (atei compresi) a glorificazione e divinizzazione dell’uomo! In buona compagnia, del resto. Avete mai letto “Il padrone del mondo” di Benson?

    1. Scritto da Vincenzo Olighieri

      Ha davvero centrato il punto, signor Rampinelli. Ottimo riferimento.

    2. Scritto da Roger

      Anche no

  5. Scritto da Culture

    I soliti dogmi, i soliti postulati: ‘non c’è alternativa al dialogo delle culture’.
    Come no? Si dialoghi pure ma ognuno rimanda a casa propria con la propria cultura. Se va in casa d’altri si adegui a quella di cultura, non se ne inventi una nuova.
    Mi sembra di sentire: non c’è alternativa all’euro. Vedrete … Vedrete …

  6. Scritto da Buonisti

    Che utopia mettersi con chi professa la fede di Maometto.
    Ognuno a casa sua. Loro non vengano qui ad indottrinarci con la loro fede e la loro tribale cultura, ma pure noi non andiamo a casa loro ad indottrinarli con la nostra fede e la nostra pseudo civiltà.
    Alternativa? un bel massacro al di lá delle chiacchiere buoniste di questi inutili convegni.

    1. Scritto da Federico

      Poteva mancare quello del “buonista”? Certo che no. Ancora qualche riga e gli sarebbe partito un “salotti radical-chic”.

      1. Scritto da Federica

        Hai ragione, è proprio un salotto radical chic. Parlano del nulla, ovvero la globalizzazione dei cervelli. Atei, cristiani ed islamisti a far girotondo nell’asilo. Ma andate a farvi benedire.
        Ognuno a casa propria, questo è il tema. E ci saranno meno problemi di convivenza. Rispetto per tutti, ma a casa loro. E smettiamola con il ricoglionimento delle culture globalizzate

        1. Scritto da dark

          La casa dell’uomo è il mondo. O preferisce negli oceani? Oppure ci sono razze umane diverse per ambienti e terre definite?…. Lascerei i testicoli alle loro funzioni e il cervello umano alle sue.