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Caso Yara, il criminologo: “Bossetti non può uscire è sicuramente colpevole”

"Massimo Giuseppe Bossetti è colpevole, ne sono convinto. Per questo l'istanza di scarcerazione presentata dai suoi avvocati non sarà accolta". E' il commento di Carmelo Lavorino, il criminologo investigatore che tracciò l'identikit del presunto assassino di Yara Gambirasio.

 "Massimo Giuseppe Bossetti è colpevole, ne sono convinto. Per questo l’istanza di scarcerazione presentata dai suoi avvocati non sarà accolta". 

E’ il commento di Carmelo Lavorino, direttore del CESCRIN (Centro Studi Investigazione Criminale), il criminologo investigatore che dopo il ritrovamento del cadavere di Yara Gambirasio nel campo di Chignolo d’Isola il 26 febbraio 2011, tracciò l’identikit del suo presunto assassino. 

Professore, quindi come valuta la mossa degli avvocati Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni di presentare l’istanza di scarcerazione? 

"Dal loro punto di vista hanno fatto bene. In questo modo potranno conoscere le carte in mano all’accusa. Ma sono certo che la richiesta non sarà accolta. Gli indizi di colpevolezza nei confronti di Bossetti sono diversi e gravi. A partire dalla prova principale, quella del Dna ritrovato sugli indumenti della ragazzina, che appartiene senza dubbio a lui. Poi c’è la territorialità, in quanto è stato visto più volte nei luoghi frequentati da Yara. Infine tante piccole contraddizioni che ha avuto durante gli interrogatori in questi tre mesi". 

Quindi lei è convinto della colpevolezza di Bossetti? 

"Assolutamente, e non ha alibi. Ho tracciato personalmente il profilo di "Ignoto 1" e corrisponde a lui. E’ stato sempre detto che "Ignoto 1" era l’assassino di Yara Gambirasio, quindi non vedo altre strade se non quella della colpevolezza. Tutte gli aspetti di questa vicenda sono contro di lui". 

In ogni caso il carpentiere di Mapello, dopo quasi tre mesi in carcere e in isolamento, continua a professarsi innocente. Non potrebbe esserlo davvero? 

 "Assassini del genere, anche se catturati, non possono confessare e ammettere il crimine commesso, perché dovrebbero ammettere alle persone di cui vogliono la stima e il rispetto (moglie, figli, famiglia, conoscenti e colleghi), e che tengono legate a loro tramite il potere, l’autorità e l’autorevolezza del capofamiglia e la falsa immagine del padre-marito perfetto, di "avere predicato bene e razzolato male". Cedere significherebbe ammettere la propria sconfitta, la propria inferiorità e di avere barato: sono soggetti narcisisti che non potranno mai ammettere di avere sbagliato. Quindi, obbediscono alla regola "Negare sempre e comunque, anche l’evidenza"". 

E quale potrebbe essere stato il movente di quell’efferato delitto?

"Il movente dell’assassino di Yara è complesso: perdita del controllo ed esplosione della rabbia distruttiva in seguito a una situazione criminogena iniziata col tentativo di stupro; terrore di perdere la faccia, la stima sociale e la libertà, quindi, omicidio per tacitazione del testimone pericoloso; erotomania, egoismo, crudeltà e voglia di chiudere una situazione drammatica con la fuga, dopo avere eliminato il pericolo. Senza nemmeno pensare che Yara fosse ancora viva quando fu abbandonata" 

In queste settimane si è parlato molto, e forse a volte anche a sproposito, del nucleo familiare di Bossetti, e di possibili relazioni extraconiugali della madre e della moglie. Lei cosa ne pensa? 

"Il quadro che emerge è quello di una famiglia molto frammentata e problematica. A partire dalla mamma, Ester Arzuffi, che è un pessimo esempio di credibilità in quanto è ormai certo che Bossetti sia nato da una relazione avuta fuori dal matrimonio. Ma lei questo non lo confesserà mai, per non perdere la faccia. Mente anche lei per questo motivo, un po’ come la moglie con i suoi presunti rapporti con altri uomini. Ci troviamo di fronte a una famiglia instabile a livello relazione e sessuale, l’ambiente ideale per far scaturire delitti simili a quello di Yara".

Commenti

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  1. Scritto da Tommaso

    “….sono soggetti narcisisti che non potranno mai ammettere di avere sbagliato. Quindi, obbediscono alla regola “Negare sempre e comunque, anche l’evidenza”. A chi non si possono applicare queste righe, se non a un mare di persone tra cui criminali e criminologi, procuratori e avvocati, inquirenti e conduttori di cani molecolari, tecnici e scienziati, affabulatori e indovini, giornalisti e commentatori? Come diceva Gianni ” I punti si contano a bocce ferme”. Aspettiamo!

  2. Scritto da Chiara

    E dirito di tutti di esprimere giudizi. Il criminologo ha pienamente raggione.

    1. Scritto da Alberto

      Io metterei ancora una g…

  3. Scritto da Remo

    E questo sarebbe un professionista della criminologia? un uomo che si lascia andare a giudizi sprezzanti, sulla scorta di congetture affrettat ee con una profondità d’analisi degna d’un avventore da bar dello sport… certo che siamo veramente messi bene.

    1. Scritto da Filippo

      Giudizi affrettati? C’è la prova del DNA… Sarà sicuramente condannato, non c’è dubbio.

  4. Scritto da bob

    Ecco. Bel rapporto del criminologo. Occorre schiaffare all’ergastolo, oltre a quell’essere, anche la madre e la moglie, se non altro perché, con le loro menzogne (di famiglia in casa bossetti), stanno cercando di coprire un assassino.

  5. Scritto da gianba

    GIUSTISSIMO LIBERARLO solo dopo aver effettuato un nuovo test sul DNA (se possibile) con esito NEGATIVO effettuato a spese della difesa

  6. Scritto da gianba

    GIUSTISSIMO LIBERARLO solo dopo aver effettuato un nuovo test sul DNA (se possibile) con esito NEGATIVO effettuato a spese della difesa

    1. Scritto da Remo

      Guarda che uno risulta innocente le spese gliele devi comunque rifondere, in più anche un bel risarcimento per ingiusta detenzione.

  7. Scritto da tino

    assurde le dichiarazioni finale dell’ espertone, da santa inquisizione

  8. Scritto da aldo

    Fuori luogo le considerazioni dal tono moralizzatore dell’ ultima risposta del criminologo. Ma sta scherzando ? Faccia il suo lavoro e queste commenti li tenga per se, chi e’ senza peccato scagli la prima pietra Sig. Lavorino

  9. Scritto da gigi

    veramente inopportune le dichiarazioni di Lavorino, anche se avesse ragione. Ma chi si crede di essere, Alfano ?

  10. Scritto da Marco

    La lapidazione mediatica continua, con l’ausilio anche di esperti che, non contenti di lapidare in pubblico l’accusato, scagliano parole e pesanti giudizi gratuiti pure sulle sue congiunte… Ci stiamo “integrando” con i Paesi Islamici perfettamente!

  11. Scritto da Marco B.

    Complimenti al criminologo, disamina perfetta! E’ ovvio che Bossetti neghi e negherà sempre, come la madre, anche di fronte all’evidenza.La storia dell’epistassi poi come giustificazione della presenza del suo DNA su Yara è una barzelletta. Caso risolto.

    1. Scritto da Paolo

      Esatto, anche soltanto la negazione della madre davanti al DNA inconfutabile, è sintomatica di che personaggi abbiamo di fronte…..

  12. Scritto da La verità fa male

    Non ho mai commentato su questo caso, ma adesso non ne posso più: ha ragione Luciano Avogadri, si celebri il processo e basta con le chiacchiere. In una nazione seria un uomo può essere condannato per omicidio solo se esistono prove certe a suo carico (prove scientifiche e documentali, testimonianze su fatti reali e concreti) e tutto il resto, dai giudizi del criminologo ai “si dice” del bar, devono contare meno di zero, e non dovrebbero nemmeno essere pubblicati

  13. Scritto da Luciano Avogadri

    Ma perche’ non si fa il Processo? Se i PM sono cosi’ sicuri delle prove raccolte, perche’ si continua a perdere tempo? E poi si puo’ dire che tutto questo rimestare nelle faccende private di persone che con l’omicidio e’ sicuro che non c’entrano nulla e’ insopportabile? Ma chi e’ questo ayatollah criminologo che si permette di esprimere giudizi da Inquisitore medioevale su due Signore?

    1. Scritto da PEPERONEROSSO

      Due «Signore»??? Non stai forse esprimendo surrettiziamente un giudizio?? oppure la «S» è solo casuale!!