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Gandi: “Io come Cottarelli, via alla spending review Non svenderemo i gioielli”

C'è un tempo per l'opposizione e un tempo per il governo. Sergio Gandi, vicesindaco di Bergamo, ha appena iniziato quello del governo dopo cinque anni di "guerra" politica al centrodestra di Franco Tentorio. Da questa parte della barricata, con il fardello della responsabilità politica e amministrativa sulle spalle, è più difficile far quadrare i conti e proporre progetti a lungo termine.

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C’è un tempo per l’opposizione e un tempo per il governo. Sergio Gandi, vicesindaco di Bergamo, ha appena iniziato quello del governo dopo cinque anni di "guerra" politica al centrodestra di Franco Tentorio. Da questa parte della barricata, con il fardello della responsabilità politica e amministrativa sulle spalle, è più difficile far quadrare i conti e proporre progetti a lungo termine. Il cammino è solo all’inizio e Gandi, così come il sindaco Giorgio Gori e i colleghi di Giunta, stanno lavorando per mantenere le promesse elettorali.

Primi mesi di amministrazione. Finora dove è stato il cambio di passo? “Penso all’attualità: il nuovo modello di partecipazione e decentramento è un evidente cambio di passo perché cambia la prospettiva rispetto al passato. Valorizziamo quanto è stato fatto dai quartieri e non pensiamo che la partecipazione di esaurisca nelle istituzioni. E ancora: liberare alcune piazze di Bergamo dalle auto, il rafforzamento della mobilità dolce, il rapporto e il dialogo con le comunità religiose. Forse dall’esterno sono punti poco percepibili, ma dall’interno sono cambi di passo evidenti. C’è una determinazione che prima non vedevo. La situazione da cui siamo partiti era abbastanza problematica”.

Quali sono le difficoltà ereditate? “Molte, ma non abbiamo trovato sempre disastri. Manterremo una continuità amministrativa. Un punto critico, ad esempio, è che non è stato fatto nulla per la ricerca di finanziamenti in sede europea”.

E’ uno dei vostri cavalli di battaglia, anche se finora non s’è visto nulla. “Siamo al lavoro, nei prossimi giorni saprete. C’è un periodo di gestazione che farà sortire buoni risultati”.

Sarà il progetto che caratterizzerà il primo anno? “Uno dei progetti. Il nostri fondamenti sono efficienza e solidarietà, rispetto delle regole e dialogo con il diverso”.

E’ stata annunciata anche la spending review. Come procede? “Bene, ci sono risparmi già da oggi”.

Quali e quanti? “I risultati saranno visibili già dagli equilibri di bilancio. Sia chiaro: io sono per fare scelte dolorose e radicali adesso per garantirmi molti obiettivi dopo. Però devo anche discutere con gli altri colleghi di Giunta e con il sindaco”.

E’ un po’ il Cottarelli (commissario straordinario alla spending review del governo Renzi, ndr) della situazione? “Sì, anche se noi non abbiamo 20 miliardi”.

Quali sono i settori dove si può tagliare di più? “Nessun settore è intoccabile”.

Anche i Servizi sociali? “Lungi da pensare di penalizzare un minore o un disabile, ci mancherebbe. Ma guarderemo ovunque. Se ci saranno spese inutili, taglieremo”.

Rimarrà la tassa di soggiorno? “Quando è stata istituita ero stato particolarmente critico, però la manterremo perché la situazione complessiva non consente di alleggerire. Non abbiamo promesso l’abolizione in campagna elettorale: sarebbe bello perché tutto quello che possiamo fare per il turismo va fatto”.

Venderete le ultime azioni A2A? “Non ci fa piacere vendere i gioielli di famiglia, cercheremo di farlo il meno possibile. Ci inventeremo strade nuove”.

Come è stato l’approccio al settore sicurezza? “Difficile perché c’è molta attenzione da parte dell’opinione pubblica. Bergamo è una città sicura. La polizia locale sta lavorando molto bene anche in situazioni delicate come la stazione. C’è anche un problema con il caos causato da alcuni locali, in particolare in Borgo Santa Caterina, dove per anni non è stato fatto nulla. Interverremo”.

Conflitto di interessi. E’ socio di uno studio legale quotato: se ci saranno votazioni che riguardano i suoi assistiti uscirà dalla Giunta? Lo stesso vale per i suoi colleghi assessori? “Siamo attentissimi, io in particolare. Non ho accettato alcune deleghe proprio per questo motivo”.

Come sono i rapporti con il sindaco? Qualche anno fa non sono iniziati benissimo. “All’inizio erano molto duri, nel 2011, perché non lo conoscevo e rappresentava un approccio che non era il mio. Le cose sono cambiare perché l’ho conosciuto e ha dimostrato di mettersi al lavoro con umiltà. E’ esigente, prima di tutto di se stesso. Non è un accentratore, valorizza i collaboratori ed è leale. Su alcuni profili di carattere squisitamente politico rimaniamo diversi, ma sono differenze evidenti quando trattiamo di questioni generali non legate all’amministrazione. Mi sento libero di dire come la penso, anche quando non sono d’accordo. Però il mio tratto è di non creare polemiche quando non servono”.

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Commenti

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  1. Scritto da Piero

    Perchè virgolettate “io come Cottarelli” , leggendo l’intervista il paragone è del giornalista, non di Gandi.

  2. Scritto da Marco

    nessun problema…sono passati i primi 100 giorni ma adesso ne partono altri mille….ricordate il”…lasciatemi/ci lavorare” ah ah ah

  3. Scritto da Alberto

    Speriamo non prendano esempio da D’Alema, nel “non svendere” i gioielli di famiglia: lui li ha direttamente regalati agli amichetti…

    1. Scritto da Telkì

      L’hai imparata nei campi di addestramento psicologico di Forza Italia ? Aggiornati, i tuoi han fatto andare alla malora l’italia , disintossicati.

  4. Scritto da mr.pecis

    Nessuna risposta concreta, intervista sterile: solo chiacchere e mezze promesse !!! All’opposizione agguerriti, al governo intimoriti… Per adesso solo passi indietro e tanta demagogia …

  5. Scritto da Massimo Conti

    Caro Carlo. I comuni la spending review la fanno per davvero, da anni, sono i Ministeri che debbono ancora cominciare a farloma Sergio Gandi è uomo anche di squisita sensibilità sociale. So che sarà esigente (sopratutto con se stesso) rigoroso e molto molto equilibrato.
    Aspetto con molta speranza i risultati. ho molte aspettative da questa amministrazione.

    1. Scritto da carlo

      I comuni sono obbligati a eliminare i servizi sociali minimi perché i soldi devono renumerare i finanzieri che hanno scommesso sull’incremento del debito pubblico.
      Gandi è quello che ha fatto girare un noto giuslavorista del PD che ha sputato sull’art 18 e sullo statuto dei lavoratori per tutta la provincia e poi si è candidato con Monti, Un genio insomma, poteva iniziare da li a essere esigente con se stesso o perlomeno ad azionare il cervello.

      1. Scritto da Giorgio

        I comuni pagano un’iradiddio di soldi ai segretari comunali ed ai funzionari attraverso premi obiettivo che vengono sempre raggiunti per definizione ed indipendenti dal fatto che il loro datore di lavoro, lo stato, sia sull’orlo della bancarotta. Per non parlare delle municipalizzate italiane ed assimilabili.

  6. Scritto da alessandro

    il rafforzamento delle tariffe della mobilità dolce

  7. Scritto da Carlo

    Il nuovo modello di partecipazione e decentramento è un evidente cambio di passo, si tre passi in dietro rispetto alle circoscrizioni (che facevano già schifo). E poi se cambiavano passo lo avrebbero già fatto nei primi cento giorni, invece sono andati in ferie.
    Farsi poi fautore delle logiche della spending review a livello comunale, cioè del massacro sociale in atto, bravo ma che bella idea!

    1. Scritto da Enzo

      Oltre 2000 miliardi di debito dello stato che paralizzano tutto , compreso l’apparato produttivo e l’occupazione mettendo a rischio il sociale : ha presente ?