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Edilizia in metamorfosi: il piano di Ance Bergamo per il rinascimento urbano

Dopo sei anni di crisi, l'edilizia è arrivata al punto cruciale: è in corso una riconfigurazione che ha portato Ance Bergamo a lanciare un piano di rigenerazione urbana denominato “Rinascimento urbano a Bergamo” che sarà oggetto di un convegno venerdì 12 settembre all'ex Borsa Merci.

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Dopo sei anni di crisi, l’edilizia è arrivata al punto cruciale: è in corso una riconfigurazione, con gli interventi di riqualificazione del patrimonio esistente che pesano per 58,7% del mercato e che hanno generato nel 2013 un fatturato di 1,8 miliardi di euro nella nostra provincia, che ha portato Ance Bergamo a lanciare un piano di rigenerazione urbana denominato “Rinascimento urbano a Bergamo” che sarà oggetto di un convegno venerdì 12 settembre all’ex Borsa Merci.

Il contesto di partenza è quello ormai noto: dal 2006 ad oggi il peso economico dell’edilizia è sceso dal 12,7% del valore aggiunto al 9,8%, e per tutta la filiera si è quasi dimezzato, passando dal 24,8 al 13,1%.

Se a questo si aggiunge uno Stato che dà sempre meno risorse, ecco che l’edilizia è costretta a riorganizzarsi attorno ad un partenariato tra pubblico e privato e alla ricerca di fondi europei: “La nostra provincia è un modello a livello nazionale nel mondo delle costruzioni – ha sottolineato il presidente di Ance Bergamo Ottorino Bettineschi – e non può esimersi dal diventare a sua volta un modello anche per quello che riguarda il rilancio di questo settore, poiché disponiamo di tutte le competenze e di tutta la filiera produttiva per proporre un’edilizia nuova, in grado di generare un vero e proprio motore di innovazione, che non deve essere solo tecnologica e imprenditoriale ma anche di sistema che coinvolga tutta la macchina dell’amministrazione pubblica”.

Il progetto, che dovrebbe avere come capofila il Comune di Bergamo, è quello di sviluppare un piano di riqualificazione urbana di un’area sufficientemente ampia che, rispondendo agli obiettivi tematici europei, sia il frutto del coordinamento e dell’integrazione di tre livelli di intervento: la domanda minuta di riqualificazione e di efficientamento energetico espressa da privati (che nel 2013 nel solo comune di Bergamo hanno speso circa 60 milioni di euro), gli interventi di riqualificazione espressa sui servizi e sul patrimonio edilizio del settore pubblico (scuole, strade, uffici) e l’individuazione di interventi strutturanti per i quali si possa ricorrere ai fondi europei con quota di cofinanziamento.

Un piano pratico e operativo che, sottolineano da Ance Bergamo, sarebbe fattibilissimo e anche in tempi brevi ma che richiede condivisione di intenti: i vantaggi sarebbero anche finanziari con l’articolazione delle risorse dei fondi strutturali europei potrebbe articolarsi in 60% Europa, 25% Stato con le agevolazioni fiscali, 10% privati diffusi e spesa pubblica esistente e 5% Regione.

La riqualificazione urbana, comunque, prenderebbe forma tenendo sempre sotto stretta osservazione anche quella del territorio: l’attrattività e la competitività non possono infatti prescindere dalla sicurezza e dalla vivibilità.

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Commenti

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  1. Scritto da Ein Audi

    “….con l’articolazione delle risorse dei fondi strutturali europei potrebbe articolarsi in 60% Europa, 25% Stato con le agevolazioni fiscali, 10% privati diffusi e spesa pubblica esistente e 5% Regione.” Nostalgia di Cassa per il Mezzogiorno, Partecipazioni Statali, Democrazia Cristiana, Psi di Craxi, Fondi Perduti, URSS, DDR ? Ma Ospedale nuovo, Brebemi, quarta corsia dell’A4, Aeroporto, Asse interurbano, Tangenziale sud… non è roba di edilizia a milioni in Bergamo?

  2. Scritto da Luigi

    In pratica, dato che i privati non cementificano piu perche’ son senza soldi, si chiedono finanziamenti al pubblico per riattivare il settore. Non e’ che magari il settore edilizio a bergamo e’ semplicemente sovradimensionata?

    1. Scritto da mt_thecap

      Guarda che in quel cemento ci vivono le persone, compreso te… Non sino scatole vuote.