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Chiusura delle biblioteche, Palafrizzoni interviene: “Troveremo le risorse”

La protesta corre sui social network da qualche giorno: il nuovo bando della gestione delle biblioteche cittadine prevede chiusure anticipate e una notevole riduzione del servizio. L'allarme è stato lanciato dai bibliocooperatori di Bergamo, che stanno raccogliendo le firme per lanciare una petizione al sindaco Giorgio Gori.

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La protesta corre sui social network da qualche giorno: il nuovo bando della gestione delle biblioteche cittadine prevede chiusure anticipate e una notevole riduzione del servizio. L’allarme è stato lanciato dai bibliocooperatori di Bergamo, che stanno raccogliendo le firme per lanciare una petizione al sindaco Giorgio Gori. “Dal sito del Comune di Bergamo, nella sezione Appalti, abbiamo appreso la notizia della prossima vistosa riduzione oraria dei servizi bibliotecari, che implicherà tra l’altro la chiusura anticipata della Tiraboschi e quella serale e domenicale della Caversazzi – si legge nel testo della petizione -. Questa restrizione è nettamente in antitesi con la Sua campagna elettorale, in cui Lei prometteva anzi un ampliamento del servizio,estendendo addirittura l’apertura della Tiraboschi fino a mezzanotte. In tempi di crisi, il cittadino dovrebbe esser supportato e garantito nel proprio diritto alla cultura e non mortificato in questo modo! Soprattutto tenendo presente che noi cittadini continuiamo a pagare le tasse al Comune senza alcuna riduzione!! Profondamente indignati, chiediamo un subitaneo intervento, onde evitare che tutto ciò vada a discapito della Sua credibilità”.

Leggi il bando nella sezione Appalti del Comune di Bergamo

L’assessore alla Cultura Nadia Ghisalberti tranquillizza i bibliocooperatori. “L’appalto è scaduto nel 2010 e l’ex sindaco Franco Tentorio ha sempre prorogato senza studiare una soluzione definitiva. Ora gli uffici hanno pubblicato il nuovo bando, con le cifre stanziate nel bilancio 2014 redatto dalla vecchia amministrazione. Per intervenire subito, abbiamo deciso di prorogare il bando fino al 31 dicembre e non ci sarà nesuna riduzione di orari. Mi impegno a trovare le risorse da mettere dentro il capitolato per mantenere tutti i servizi. E non solo: vogliamo ampliare e dare un sostegno maggiore a questo settore come promesso nel programma elettorale. Di questi tempi non è facile, ma cercheremo di fare il possibile”.

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Commenti

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  1. Scritto da usiamo il cervello

    basterebbe accorpare i sistemi informatici delle biblioteche comunali di Bergamo e quelle della Provincia (che oggi sono totalmente diversi e non colloquiano) e garantire il prestito interbibliotecario tra tutte per risparmiare un sacco di soldi nell’acquisto dei libri, nella catalogazione, usare economie di scala nella gestione del personale e così via . Risparmiare anzichè trovare risorse (magari con nuove tasse) non è meglio?

  2. Scritto da Arianna

    Tanto non legge più nessuno….. La gente del nostro tempo vuole bigiotteria e soprammobili, non libri.

    1. Scritto da Marco Oldrati

      Perdoni, io leggo ancora e siccome leggo parecchio le biblioteche sono fondamentali, perché mi permettono di leggere senza spendere soldi (da un lato) e tempo (perché alcuni dei libri che cerco non sono più in commercio, non sono dei best seller…). Mi concede il lusso di pensare che almeno l’esistente sistema bibliotecario possa essere conservato com’è e non buttato al macero (cosa che in passato è successa e viene ancora ricordata con orrore)?

      1. Scritto da Paul

        Dove sta sancito che la lettura e l’acculturarsi attraverso i libri sia un diritto gratuito ed inalienabile da fornire al cittadino, ed invece per le cure salvavita, per il diabete o per il colesterolo o per il cancro, si debba pagare? Vive e predica una realtà con valori scostati…… Ecco anche perché siamo conciati così….

        1. Scritto da Narno Pinotti

          Tutela della salute e promozione della cultura sono sancito entrambe nella costituzione, ma soprattutto sono cose così diverse che non possono entrare nello stesso discorso. Sappia comunque che tutti paghiamo i libri di tutti, e tutti paghiamo le cure di tutti, tanto che un malato di cancro, se mai paga qualcosa, paga un centesimo delle spese per curarlo.

          1. Scritto da Paul

            L’accesso alla gratuità libraria è semplicissimo e ovvio da decenni, quando invece per una cura, un’esenzione o un’invalidità (evidente ed inconfutabile) ci sono trafile e procedure disumane! Ci sono valori scostati rispetto alle reali priorità dell’essere umano. Un diabetico deve (con la consapevolezza scientifica che è inguaribile) ogni anno dimostrare che è malato e che gli spettano certe cure… Non è solo il prezzo (rispetto ai libri): è la demenzialità a colpire!

          2. Scritto da Marco Oldrati

            Mi scuso se ho dato la sensazione di non saper mettere in ordine le priorità, ma – assodato che lei ha non solo ragione di dire quel che dice, ma anche di essere infuriato per questo – io chiedevo semplicemente di pensare che la biblioteca pubblica è una risorsa sociale, non uno spreco o un lusso radical chic. Che poi debba prevalere l’attenzione alla vita umana (e quindi alla salute delle persone) è palese. Ma sono stato malato a lungo e i libri mi hanno fatto buona compagnia…