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“Parmiggiani a San Lupo” L’artista si presenta e illustra il suo catalogo

Il 15 settembre Claudio Parmiggiani sarà presente al Museo Bernareggi per presentare il catalogo dell'installazione "Parmiggiani a San Lupo".

"Parmiggiani a San Lupo" è il catalogo dell’istallazione di Claudio Parmiggiani a San Lupo. Il 15 settembre l’artista sarà presente nella cornice del Museo Bernareggi, interverrà per presentare il catalogo dell’installazione attualmente esposta nell’ex oratorio di San Lupo. L’artista dialogherà con Franco Fanelli, modererà l’incontro don Giuliano Zanchi, segretario della Fondazione Bernareggi.

LA MOSTRA

Nel suggestivo scenario dell’ex Oratorio di San Lupo arriva con una sua attesa installazione Claudio Parmiggiani (Luzzara, 1943), uno dei più noti artisti italiani. La mostra prosegue l’intensa attività espositiva che la Fondazione Bernareggi dedica da anni all’arte contemporanea, promuovendo il talento di giovani artisti bergamaschi, come portando in città la solida esperienza di grandi artisti ormai affermati.

E’ il caso di Claudio Parmiggiani, della cui opera si sono occupati i maggiori critici e pensatori contemporanei: Jean Clair, Jean-Luc Nancy, Georges Didi-Huberman. Nella mostra bergamasca di San Lupo, Parmiggiani fa risuonare le corde della sua poetica mediante uno dei più consolidati elementi del suo mondo espressivo. Un carico di antiche campane riempirà lo spazio architettonico dell’ex oratorio, rievocando in questo modo una memoria del sacro costretta a rimanere muta, riportata in vita da oggetti capaci soltanto di generare nostalgia.

Come in tutta quanta la sua opera l’artista emiliano lavora sui temi dell’assenza, della memoria, di tutto quello che sembra perduto, ma che continua a sollecitare le attese della nostra anima.

SAN LUPO

L’ex oratorio di San Lupo, gestito dalla Fondazione Adriano Bernareggi, si trova in via San Tomaso 7, a poche decine di metri dal Museo Bernareggi. L’edificio, costruito nel 1734 e recentemente restaurato è composto da un’aula unica che si sviluppa in altezza attraverso dei matronei collegati tra loro. Nel XVIII secolo, si riunivano qui i membri della Giovanile Confraternita della Morte; fino all’inizio del XIX secolo esso fu poi utilizzato come cimitero e ossario della vicina chiesa parrocchiale di Sant?alessandro della Croce.

San Lupo fu realizzato da Ferdinando Caccia, ricordato nelle fonti settecentesche come un uomo capace di convertire luoghi abbandonati e oscuri in edifici confortevoli e di bell’aspetto, e di renderli maestosi con poco sforzo. L’edificio si presenta davvero maestoso, grazie al suo frontone classicheggiante, intervallato da tre colonne. Dietro questo aspetto scenografico, si cela un edificio a pianta centrale, due piante rampe di scale conducono ai piani superiori; dalle balconate del primo e del secondo livello è possibile abbracciare con lo sguardo l’intera aula, che ha più l’aspetto di un teatro che di un luogo sacro.

Dalla sua ristrutturazione e riapertura nel 2007 viene utilizzato dalla Fondazione Bernareggi come sede espositiva per le installazioni di arte contemporanea, negli anni hanno esposto in San Lupo: Vincenzo Castella, Jannis Kounellis, Gianriccardo Piccoli, Ferrario Frères, Andrea Mastrovito, Giovanni Frangi, Barbara Bartolone.

Orari mostra: dal martedì alla domenica dalle ore 11.00 alle ore 18.00 ingresso a pagamento: 5 euro, ridotto 3 euro.

Catalogo a cura di: Silvana editoriale

Fotografie di: Carlo Vannini

Per informazioni sulla mostra e sulla presentazione del catalogo:

Fondazione Adriano Bernareggi

035 248772 mail: info@fondazionebernareggi.it www.fondazionebernareggi.it

Commenti

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  1. Scritto da giovanni

    Sarò pure ignorante perché ignoro cosa ci sia di bello e di artistico in una campana appesa al contrario.
    Nella mia ignoranza la invito ad un tour per farle conoscere le bellezze artistiche delle nostre chiese.
    Poi tanto per no sentirmi solo nella mia ignoranza lanciamo un sondaggio fra i normaldotati di Bergamo per scoprire se sono solo io a non capire il messaggio artistico della campana rotta appesa al contrario…magari ho preso un battacchio.

  2. Scritto da giovanni

    Siamo all’assurdo!
    Con tutte le preziose opere d’arte che possiamo esporre e che sono custodite nelle chiese del nostro territorio, dobbiamo entusiasmarci per una campana appesa dal battacchio?
    Sarà pure arte contemporanea che tanto piace al nostro direttore del museo diocesano ,ma che c’azzecca con la nostra storia dell’arte ?

    giovanni

    1. Scritto da franco

      lei è ignorante ,si informi

      1. Scritto da Ermes

        …..E come disse Fantozzi: è una ca… pazzesca