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Gruppo Albini cresce il fatturato +10% In attesa dello sbarco Usa fotogallery

L’azienda bergamasca - dal 9 all'11 settembre presente a Milano Unica - apre un nuovo ufficio commerciale a New York, a pochi mesi dall’inaugurazione di quello di Hong Kong. E intanto fa i conti mostrando soddisfazione per un fatturato che continua a crescere.

Il Gruppo Albini, maggior produttore europeo di tessuti per camiceria, chiude il primo semestre dell’anno con una crescita di fatturato del 10% rispetto al primo semestre del 2013. Il buon andamento del 2014 conferma quindi il trend positivo registrato nella seconda parte dello scorso anno.

L’andamento degli ordini e i migliori risultati economici inducono a previsioni moderatamente favorevoli anche per la chiusura dell’anno – ferma restando la necessaria prudenza data dall’imprevedibilità e complessità dell’economia mondiale e degli scenari politici internazionali, che contribuiscono ad alimentare una situazione difficile in un clima di grande incertezza. In questa complessa fase economica e geopolitica diventa ancora più importante proseguire la strategia del Gruppo: essere direttamente e indirettamente presenti in tutto il mondo con un approccio globale e, al contempo, con un’attenzione locale alle specificità di ogni singolo mercato. In questo quadro si inserisce la nuova apertura dell’ufficio commerciale di New York, che segue di pochi mesi quella di Hong Kong, e quella di Shanghai, dove il Gruppo Albini è presente dal 2011.

L’impegno e gli investimenti destinati ad alimentare la presenza internazionale per una sempre maggior vicinanza ai Clienti confermano ancora una volta la vocazione internazionale del Gruppo Albini, che esporta oltre il 70% del prodotto in più di 80 Paesi al mondo.

“Registriamo un andamento positivo in tutta Europa, che deve essere considerato il nostro mercato domestico – spiega Silvio Albini, Presidente di Cotonificio Albini, che con Andrea, Fabio e Stefano rappresenta la quinta generazione alla guida dell’azienda –, con una buona tenuta del mercato italiano dove il nostro prodotto si rivolge ai camiciai specializzati e ai grandi brand che esportano il Made in Italy in tutto il mondo. L’andamento positivo viene registrato anche per i mercati degli Stati Uniti, dell’Australia e di alcuni Paesi dell’America Latina come Messico e Colombia, mentre in leggero calo è la Cina, pur confermandosi ovviamente un’area fondamentale in uno scenario di lungo periodo. Gli sforzi e gli investimenti destinati a sostenere la presenza diretta del Gruppo all’estero nei paesi chiave – continua Albini – sono fondamentali perché ci permettono di essere vicini ai Clienti in una fase storica come quella attuale, caratterizzata da incertezza economica, tensioni internazionali e intensi cambiamenti”.

Entro la seconda metà del 2014 verrà completato il ciclo triennale di investimenti, che ammonta a 22 milioni ed è destinato principalmente agli stabilimenti in Italia, a dimostrazione che l’azienda continua a credere nel futuro e ad aver fiducia nel nostro Paese e nel Made in Italy.

A conferma del DNA manifatturiero e industriale che da sempre caratterizza il Gruppo, i recenti investimenti hanno consentito in particolare di rinnovare i macchinari della tintoria filati di Albino, fase cruciale del processo produttivo, e di completare la filiera produttiva in modo da avere sotto controllo l’intero ciclo produttivo, dalle materie prime al tessuto finito. Ciò si traduce in un miglior controllo della qualità, dei servizi e dei processi.

Agli investimenti dedicati al rinnovamento della struttura industriale, al risparmio energetico e alla sostenibilità di tutti i processi produttivi il Gruppo Albini affianca da sempre significativi investimenti rivolti all’innovazione di prodotto, a marketing e comunicazione, ai servizi al Cliente e al miglioramento dei processi aziendali. In questa logica, anche sotto il profilo delle risorse umane, il Gruppo non solo non ha ridotto il proprio organico nell’ultimo triennio, ma, al contrario, ha investito – assumendo nuovi collaboratori e portando il numero complessivo dei dipendenti a 1369, contro i 1322 del 2012.

L’offerta stagionale di tessuti del Gruppo, frutto dell’attività di ricerca creativa e innovazione, è composta oggi da migliaia di varianti diverse e si sviluppa in cinque distinti marchi, capaci di rispondere alle specifiche esigenze di ogni mercato:

– Cotonificio Albini esalta il gusto italiano sofisticato e raffinato;

– Albini, donna, interamente dedicato a una femminilità contemporanea;

– Thomas Mason, sinonimo di British Heritage, è un esempio unico di qualità, stile ed eleganza; – Albiate 1830, una collezione di ricerca tra denim, stampe, jacquard e tessuti sportivi per una camicia giovane;

– David & John Anderson, sinonimo di eccellenza, con i tessuti nei titoli più fini al mondo nel pregiato cotone Egiziano Giza 45.

“Continui investimenti anche in periodi di crisi, intensa attività di ricerca, controllo diretto di tutta la filiera produttiva sono solo alcuni dei fattori chiave della strategia aziendale per garantire la totale affidabilità nei confronti dei Clienti – spiega Albini -. Gli ingenti investimenti in fattori intangibili come le esclusive ai Clienti e gli sviluppi dell’area su misura, che è in costante crescita, si inquadrano nella nostra strategia di puntare sempre con maggior decisione sull’eccellenza del Made in Italy, differenziandoci dal mercato in termini di creatività, ricerca e innovazione”. L’andamento positivo generale del Gruppo è confermato anche dai risultati delle due start-up Albini Energia e I Cotoni di Albino, che nel 2013 hanno realizzato un percorso importante e che, nei rispettivi ambiti, hanno continuato a crescere anche nel primo semestre del 2014, fornendo il loro contributo al bilancio del Gruppo.

Commenti

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  1. Scritto da Luciano

    Finalmente un BEL segnale di ripartenza a settembre! Aveva proprio ragione Renzie!