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Praticanti non pagati, l’Ordine: “E’ sbagliato, sensibilizziamo i colleghi”

Lo sfogo del giovane praticante avvocato non pagato dal suo dominus ha catalizzato l'attenzione di molti colleghi legali che svolgono il periodo di “iniziazione” alla professione. In redazione sono arrivate le mail e i commenti di molti altri avvocati che non recepiscono o non hanno recepito nessun compenso durante il praticantato. Ermanno Baldassarre, presidente dell'Ordine di Bergamo, a cui era rivolto lo sfogo del praticante, risponde.

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Lo sfogo del giovane praticante avvocato non pagato dal suo dominus (leggi qui) ha catalizzato l’attenzione di molti colleghi legali che svolgono il periodo di “iniziazione” alla professione. In redazione sono arrivate le mail e i commenti di molti altri avvocati che non recepiscono o non hanno recepito nessun compenso durante il praticantato. Ermanno Baldassarre, presidente dell’Ordine di Bergamo, a cui era rivolto lo sfogo del praticante, risponde così:

“E’ un argomento molto rilevante di cui l’Ordine ha sempre tenuto conto anche in un periodo di crisi come quello attuale. Il rapporto è biunivoco: all’inizio è il dominus che dà al praticante la conoscenza della professione, poi la ricaduta positiva dell’esperienza va allo studio legale. E’ ovvio che l’attività deve essere compensata, coì come prevede il codice deontologico e la legge che prevede un’indennità e il rimborso spese. Il principio è da rispettare e per questo motivo l’Ordine lo ricorda spesso nelle comunicazioni ufficiali inviate agli iscritti. Capisco che per un praticante è difficile denunciare, ma da parte nostra abbiamo sempre avuto sensibilità. Io stesso chiedo di riferirmi le condizioni e la qualità del loro lavoro. Parliamoci chiaro: il praticante non può fare il segretario, anche se è una parte dell’esperienza professionale da acquisire insieme alla partecipazione alle udienze, la stesura degli atti, l’attenzione alla pratica dal punto di vista formale. Da parte nostra, con tutti i limiti del momento storico ed economico, facciamo il possibile per far sì che la norma sia rispettata”.

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Commenti

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  1. Scritto da giobatta

    a nessuno e’ mai venuto il dubbio che ci siano troppi laureati in legge?

    1. Scritto da La verità fa male

      Non è questa un valido motivo per non dare ai praticanti almeno un rimborso spese decente, perchè estendendo il ragionamento allora qualcuno potrebbe dire “sfruttiamo gli operai o gli impiegati o i praticanti di commercialisti ecc … perchè ce ne sono troppi”

      1. Scritto da giobatta

        la legge della domanda e dell’offerta purtroppo non tiene conto delle tue pur valide ragioni

        1. Scritto da Flavio

          Le spese sostenute dal praticante per lo studio vanno rimborsate.
          Le spese sostenute dal praticante per raggiungere lo studio vanno rimborsate.
          Inoltre, va dato un compenso.Alto o basso che sia va dato. Questo dice la legge.
          Poi, sfido chiunque a lavorare gratis senza alcun tipo di rimborso per giunta
          Ricordo che l’iscrizione all’albo noi la paghiamo, il cibo in pausa pranzo pure e anche i vestiti e il resto.

        2. Scritto da La verità fa male

          Lo so, il problema è che con i carrozzoni pubblici e privati (quelli in passivoda anni e con attività ormai inutili, improduttive, obsolete e superate) non si tiene conto della sacrosanta “legge della domanda e dell’offerta” ma si continua, in nome della demagogia politico-sindacale e spillando soldi al contribuente, a mantenere posti di lavoro più inutili e dannosi di quelli dei poveri praticanti degli studi legali

  2. Scritto da PEPERONEROSSO

    La ragione non è mai (o quasi mai) da una sola parte.SE il diritto al rimborso/compenso del praticante (a prescindere dalla norma attuale) non è certo discutibile (e non lo era neanche prima) no si può negare però la realtà dei fatti portata dalla crisi: tanti studi chiudono o sono costretti a ridurre il personale; solo pochi studi possono ancora vantare clienti facoltosi e parcelle sontuose e pagate.A fronte di ciò, che fare? Non accogliere alcun praticante (a loro stesso danno)?

    1. Scritto da Il Giusto

      Ma cosa dici peperonerosso?
      Ricordo che un rimborso di anche 100 euro al mese ad un praticante significa già qualcosa per lui.
      Al contrario per l’avvocato non è niente, nemmeno quel che spende in dentifricio!

  3. Scritto da andrew

    Purtroppo è la triste verità, molti praticanti sono ridotti a fare lavori di segreteria e cancelleria, non imparando niente e lavorando gratis in pratica. Molti studi con la crisi licenziano segretarie e prendono praticanti, super affare!

  4. Scritto da Provocazione

    Ma quando vai a scuola, ti pagano?

    1. Scritto da lume della ragione

      Caro provocatore, io gestisco da solo pratiche molto redditizie e l’avvocato ci mette solo la firma e basta.
      E’ questa la definizione di scuola?
      Lavoro dieci ore al giorno e non ho i soldi per pagarmi la ricarica al cellulare, ti pare corretto?

      1. Scritto da Mak

        non trovo giusto questo comportamento, sono professionisti che guadagnano molti soldini, quindi giusto dare la paghetta a ste Giovani Praticanti

    2. Scritto da pericle

      no, a scuola non ti pagano. ma a scuola non fai un lavoro che contribuisce all’arricchimento del tuo insegnante. il paragone non regge.

    3. Scritto da Piero

      A differenza della scuola, l’attività di praticantato produce reddito, e spesso in misura non indifferente. Ora, delle due l’una: o il lavoro essendo fatto da un praticante non è di gran valore, quindi pago poco il praticante, ma devo far pagare poco anche il cliente, oppure il lavoro è di valore e quindi tutti e due si pigliano i soldi.

      1. Scritto da Sandro

        Ineccepibile! Certo che è davvero soltanto un’opinione, la legge e la legalità in Italia. Ecco perché prosperano gli avvocati: una legge può dire tutto o niente, a seconda della capacità dell’avvocato di rigirarla a piacimento. Il praticantato non retribuito è eufemisticamente “sbagliato”…. come mai non è un reato????

      2. Scritto da -.-

        Quando rispondi al telefono, fai le code in posta ed agli sportelli stai andando a scuola?

        Allora sono tonti quegli avvocati che pagano il praticante, ottemperando quindi all’obbligo previsto dall’art. 40 del codice deontologico forense?

  5. Scritto da leone

    Non so quanti praticanti di vari ordini ci siano in ITALIA. Di certo se avessero tutti una retribuzione contribuirebbero certamente all’incremento dei consumi quindi del PIL. Senza gravare sui bilanci familiari.

  6. Scritto da Arjol

    Una semplice risposta di stile quella del sig. Presidente. Se davvero ci fosse la volontà di dare una soluzione al problema, basterebbe chiedere agli avvocati che “ospitano” praticanti ogni fine anno di depositare la documentazione comprovante l’avvenuto pagamento, e non mandare semplici circolari inutili.

    1. Scritto da Sére

      BRAVO! Proposta semplice e subito realizzabile. Magari anche con una segnalazione all’Agenzia delle Entrate, sul tipo di quella utilizzata per i versamenti delle ritenute d’acconto.

  7. Scritto da tex

    gli ordini solo le vere zavorre allo sviluppo, sono solo associazione impegnate a proteggere i loro privilegi ………… provate a fare i notai, se non avete il papà notaio scordatevelo, idem per altri ordini

  8. Scritto da wiw

    Dovrebbe essere PUNITO PER LEGGE. A maggior ragione se perpetrato da chi dovrebbe difendere, leggi alla mano….

    1. Scritto da il Giusto

      La nuova legge prevede già sanzioni disciplinari per chi non retribuisce il praticante decorsi 6 mesi dall’inizio della pratica.

  9. Scritto da Vaga impressione

    Ho la vaga impressione che per noi non cambierà mai nulla: noi praticanti non prenderemo mai un euro dagli avvocati e i clienti pagheranno sempre cifre da capogiro agli studi legali

  10. Scritto da Ale

    Speriamo che basti il ricordo…

    Secondo me sarebbe più efficace sanzionare i comportamenti contrario alla legge, opinione mia eh …

  11. Scritto da Mauro

    In teoria non dovrebbe essere soltanto “sbagliato” non pagare i praticanti, come scritto nel titolo. In teoria dovrebbe essere un atto disonesto, il non pagare il lavoro altrui… Ma si sa, siamo in Italia, e le corporazioni comandano e pilotano le leggi.

    1. Scritto da paderno

      speriamo che i Carabinieri, tutela del lavoro, oppure la Guardia di Finanza,facciano le dovute verifiche e ispezioni.

  12. Scritto da Praticante deluso

    Spero che tutti gli avvocati recepiscano il messaggio senza fare orecchie da mercante!