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“Nomine dei commissari, parola solo agli Ordini: dove è l’imparzialità?”

Luisa Pecce, consigliere comunale della Lega Nord, attacca la maggioranza Gori dopo la pubblicazione dei criteri di scelta dei componenti delle commissioni urbanistica, edilizia e paesaggistica. La selezione sarà fatta dagli Ordini professionali, criterio che non convince per nulla l'esponente del Carroccio.

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Luisa Pecce, consigliere comunale della Lega Nord, attacca la maggioranza Gori dopo la pubblicazione dei criteri di scelta dei componenti delle commissioni urbanistica, edilizia e paesaggistica. La selezione sarà fatta dagli Ordini professionali, criterio che non convince per nulla l’esponente del Carroccio.

"Ho letto con estremo stupore il bando emesso con imperturbabile tranquillità dal Comune di Bergamo per la nomina delle nuove Commissioni Urbanistica, Edilizia e Paesaggistica. Prevede, fra l’altro, condizioni che definire assurde, immotivate e molto probabilmente illegittime è poco. Si stabilisce infatti che ogni componente deve essere obbligatoriamente iscritto ad un Ordine professionale, che le domande devono essere inviate agli Ordini di appartenenza e non al Comune ( !!!!!!!!! ), che gli Ordini stessi vagliano le richieste e le propongono alla Giunta. Queste disposizioni ( fra l’altro discriminanti per i motivi che si spiegano di seguito ) mettono chiaramente in secondo piano l’effettiva esperienza e competenza, privilegiando l’appartenenza ad un Ordine e delegando al medesimo compiti di selezione ( con quali garanzia di oggettività e imparzialità non è dato saperlo o verificarlo). A questo punto giova ricordare alcuni elementi essenziali che determinano l’assoluta contestabilità di detta scelta : Della antistoricità degli Ordini professionali in Italia si parla e discute a livello tecnico e politico da anni e anni: vi sono decine di proposte di legge per la loro abolizione e per la riforma integrale delle professioni; molte di esse sono già state licenziate dalle commissioni Giustizia e Lavori Pubblici di Camera e Senato ma mai passate al voto delle Camere per la forte pressione della lobby degli Ordini. Lo stesso Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha più volte dichiarato che, anche in base alla sua esperienza prima di presidente di provincia e poi di sindaco, una delle riforme più urgenti in Italia riguarda proprio l’abolizione degli Ordini e la riforma delle professioni in senso moderno ed europeo.

I renziani della Giunta di Bergamo fanno finta di non saperlo, o non lo sanno proprio ? Suscita scandalo che abdichino alla loro funzione delegando ad organismi esterni e per statuto estranei alla politica ( intesa come governo della Polis ) scelte così importanti. A tale proposito giova ricordare anche che a parte Italia, Turchia e Grecia, gli Ordini professionali non esistono in nessuna altra parte del mondo. Si chieda ad una delle tante cosiddette “ archistar “ straniere che operano anche in Italia ( inglesi, francesi, tedesche, americane, iraniane, etc….). se sono iscritte ad un qualche ordine professionale. Si chieda anche ai nostri Piano, Sotsass, etc… se all’estero viene a loro chiesto il timbro dell’Ordine ……. Da ultimo: i grandissimi Carlo Scarpa e Le Corbusier non solo non avevano alcuna iscrizione ad un ordine professionale, ma nemmeno erano architetti o ingegneri laureati. Tanto per informazione, nei paesi occidentali ( Italia a parte ) gli Ordini sono sostituiti da una o più Associazioni certificanti esperienza e competenza dei propri iscritti, ma senza obbligo di iscrizione per i professionisti e con modalità ben diverse da quelle dei nostri Ordini, per i quali basta versare la quota annuale e chiedere il timbro per diventare esperti e competenti.

A quanto sopra occorre aggiungere alcune considerazioni di grande rilevanza: L’attuale assessore all’urbanistica era ( fino alla nomina ad assessore) presidente dell’Ordine degli architetti. Dovette dimettersi obbligatoriamente a causa della nomina politica, ma quale garanzia di imparzialità può offrire ? Non rischia forse di trovarsi in grave conflitto di interessi, essendo ancora rilevante la sua influenza sull’Ordine di cui era presidente fino a pochi mesi fa ? Esistono professionisti, soprattutto nella materia urbanistica e ambientale per la quale non vi è obbligo di iscrizione ad alcun albo od ordine, che, pur potendo dimostrare competenza ed esperienza, sono automaticamente esclusi dalla partecipazione al Bando per le nuove commissioni . Gli esponenti della attuale maggioranza di governo a Bergamo potrebbero obiettare che delegando agli Ordini la selezione si garantirebbe imparzialità e competenza dei prescelti. Bugie evidenti: alla fine la Giunta sceglierà i nomi più graditi, escludendo esponenti della minoranza con la scusa ipocrita che gli Ordini stessi hanno fatto la scelta, in modo indipendente dalla politica.

Infine una argomentazione importante: La Commissione Urbanistica è chiamata a svolgere compiti ed effettuare scelte che sono essenzialmente politiche, più che tecniche: l’Urbanistica è una scienza sociale, economica, statistica, basata anche su scelte discrezionali. Insomma è una scienza politica. Decidere quale sarà il nuovo volto della città, come sarà costruito il nuovo PGT, che caratteri dovranno assumere gli Ambiti di Trasformazione e tutti gli altri strumenti programmatici altro non è che fare Politica. Allora perché chiamare in causa gli Ordini per la nomina di un organismo essenzialmente politico, occupandosi di urbanistica ? Semplice: far scegliere ad altri, al di fuori del Palazzo, solo nomi graditi al manovratore ( o meglio ai manovratori …… ) senza assumersi la responsabilità politica di aver escluso esponenti delle minoranze.

Segretario cittadino Lega Nord e Consigliere Comunale

Luisa Pecce

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Commenti

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  1. Scritto da Francesco Rampinelli

    Completamente d’accordo con la Pecce. Lo dico da iscritto a un ordine: questo criterio è abominevole. Del resto, c’è una convergenza di intenti ed interessi a sottrarre alla politica (cioè alla democrazia) il controllo della cosa pubblica; l’enfasi costante posta sul malcostume di certi politici serve ad anestetizzare lo spirito critico dei cittadini, che dementi applaudono.

  2. Scritto da Pier

    Sono d’accordo con Pecce è meglio che agli “ignoranti” tecnici e/o laureati dell’Ordine si anteponga e usi come unico criterio la partitocrazia che ha portato l’illustrissimo autista della Lega Belsito ad entrare nel Consiglio di Amministrazione di Finmeccanica.
    Così si potranno sicuramente dormire sonni tranquilli anche sull’Urbanistica delle nostre città

  3. Scritto da tex

    Gli ordini sono il vero problema dell’italia, hanno un potere illimitato e impediscono la concorrenza. ED’ tutto il contrario della democrazia e meritocrazia servono solo per salvaguardare gli interessi di pochi. Infatti nessuno governo riesce a far nulla per arginarli. Le liberalizzazioni, per loro, vale solo per gli altri

    1. Scritto da Enrico Espinosa

      Il signor “Tex” dimostra di non conoscere gli ordini professionali e dunque della materia in questione è ignorante. Gli ordini dipendono direttamente dal Ministero di Giustizia e tutelano il cittadino dagli abusi o deficienze della professione. Dire che gli ordini “sono il vero problema dell’Italia” è insensato. Per natura del proprio esercizio sono super partes e non si capisce come possano esercitare un potere illimitato non avendone alcuno. Il signor “Tex” dovrebbe chiarirci questi passaggi

      1. Scritto da Professionista

        D’accordo con tex, non servono e costano … Non sono il problema dell’Italia ma uno dei tanti.. Dire che sono super partes e’ prenderci in giro… Lo sappiamo tutti.

  4. Scritto da nico

    Pur essendo in buona parte condivisibili le osservazioni stride parecchio il fatto vengano fatte da un partito campione dell’incoerenza. V. Regolamento edilizio appena approvato, v. Incapacita’ cronica nel risolvere problemi e anzi nel crearli (ospedale nuovo, stadio, stazione, aeroporto, trasporto pubblico…)