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L’arresto di Bosnic svela la spirale balcanica pericolosa per l’Europa

Giovanni Giacalone, islamologo, analista di radicalismo balcanico, traccia un'analisi dell'operazione "Damasco" che ha portato all'arresto di Bilal Bosnic, 41 anni, l’imam salafita che l’inverno scorso era in alcune città del Nord Italia, tra queste Bergamo, Cremona e Pordenone.

Giovanni Giacalone, islamologo, analista di radicalismo balcanico, traccia un’analisi dell’operazione "Damasco" che ha portato all’arresto di Bilal Bosnic, 41 anni, l’imam salafita che l’inverno scorso era in alcune città del Nord Italia, tra queste Bergamo, Cremona e Pordenone.

 

di Giovanni Giacalone

Credo che l’operazione messa in atto dalla SIPA non potesse più essere rimandata in quanto la situazione, non soltanto interna alla Bosnia Erzegovina, ma anche a livello internazionale, aveva raggiunto un livello decisamente allarmante.

Tra gli arrestati ci sono nomi interessanti, oltre a quello di Bilal Bosnic, come ad esempio quello di Hamdo Fojnica, il cui figlio, Emrah, è recentemente morto in Siria mentre combatteva nelle file dell’Isis. Altro elemento interessante è Elvir “Hamza” Muratovic, più volte fotografato assieme a Bosnic e in due occasioni immortalato davanti a una bandiera dell’Isis. Un Isis che ha ormai oltrepassato ogni limite con decapitazioni, stupri, esecuzioni sommarie, tratta delle schiave e persecuzione di sciiti, cristiani, yazidi.

Provvedimenti nei confronti di gruppi che sposano tale ideologia erano inevitabili. Bisogna inoltre sottolineare che le autorità bosniache hanno rinvenuto una notevole quantità di armi da guerra nelle abitazioni di alcuni dei fermati, elemento che va tenuto in considerazione. Io credo che ci sia stato un errore di fondo da parte di alcuni analisti che per diverso tempo hanno sostenuto come la minaccia jihadista nei Balcani non fosse di grandi dimensioni, enfatizzando come gli estremisti salafiti avessero fallito nel tentativo di radicalizzare la popolazione bosniaca.

E’ vero che in Bosnia abbiamo a che fare con un Islam che potremmo definire “etnico-anagrafico”, fortemente condizionato da decenni sotto un dominio comunista che ha puntato molto sulla laicità e l’urbanizzazione della società.

L’Islam bosniaco oggigiorno rappresenta più una “cultura collettiva” legata all’appartenenza etnica, mentre la parte più spirituale si identifica spesso nel Sufismo. Questo però non significa che in Bosnia non vi fossero le condizioni per ciò che io definisco una ”spirale balcanica”, ovvero un insediamento di roccaforti di stampo salafita-jihadista che ha avuto inizio a metà degli anni ’90; dalla Bosnia si sono poi progressivamente sviluppate delle vere e proprie reti divenute un pericolo non soltanto per l’area balcanica, ma anche per il resto d’Europa.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti, dalle visite di Bosnic in nord Italia dove, secondo quanto dichiarato da egli stesso, avrebbe centinaia di seguaci, al reclutamento di jihadisti bosniaci in partenza per andare a combattere con l’Isis in Siria e Iraq. La stampa bosniaca ha recentemente accennato ad almeno 150 cittadini che starebbero combattendo nelle file dei gruppi jihadisti, ma è difficile fornire stime precise al riguardo, così come non è semplice prevenirne il ritorno in patria e se ciò dovesse verificarsi potrebbero esserci rischi enormi, non soltanto per la sicurezza interna dei paesi balcanici ma anche per la stessa Europa.

Commenti

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  1. Scritto da il polemico

    fortuna che non è stato arrestato in italia,cera il rischio che il giudice di turno lo scarcerasse per insussitenza di prove,come successo al suo predecessore e che poi si era rivelato effettivmente un terrorista….decisione che comunque trovò l’approvazione da diversi commentatori che probabilmente volevano degli attentati per giustificarne l’arresto

    1. Scritto da Federico

      Quindi sei proprio convinto che si può condannare in assenza di prove, solo con l’intuito o a simpatia. Proprio non ci arrivi eh?

    2. Scritto da saraceno

      Il centro destra doveva candidare Belotti…ma vai te a capire!?

  2. Scritto da Daniele

    Durante la guerra degli anni ’90 l’immobilismo dell’Europa di fronte alle vessazioni che i musulmani subivano in Bosnia spianò la strada ad interventi più o meno plateali (e molto poco legittimi) da parte di Iran, Arabia Saudita, Libia, questi paesi inviarono armi, guerriglieri e predicatori al seguito delle milizie in Bosnia Erzegovina.
    Il risultato è che fin dalle guerre degli anni 2000 troviamo tracce di fondamentalisti bosniaci sui campi di battaglia, non c’è nulla di cui stupirsi.

    1. Scritto da massimo

      Concordo, analisi perfetta.

  3. Scritto da sepp

    non è che i preti di casa nostra siano poi molto meglio. semplicemente sono stati bastonati a dovere (dalla rivoluzione francese in poi).

    1. Scritto da greatguy

      ma tires insema

  4. Scritto da ranges

    Cosa c’è da commentare? Li avete volute,li avete difesi,gli date modo di predicare e li finanziate pure. Se qualcuno si oppone viene accusato di razzismo,i nostril,anzi vostri politici li difendono. TENETEVELI .

    1. Scritto da Daniele

      Non sai nemmeno di cosa parli, che figuraccia.