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Venticinque anni senza Gaetano Scirea, campione scoperto dall’Atalanta

Il 3 settembre 1989 il grande numero 6 perse la vita in un'incidente stradale a Skierniewice, in Polonia. Oggi, a venticinque anni da quella disgrazia, l'immagine dell'ex atalantino viene ancora ricordata come si fa per i grandi miti che hanno segnato la storia. In campo e fuori.

Gianni Mura, nel giorno della sua morte, scrisse che assieme a lui, quel giorno, se ne andò una delle facce più pulite del calcio italiano. Aveva tremendamente ragione. Quel 3 settembre 1989 era una domenica d’estate declinante e di calcio che rinasceva. Seconda giornata di campionato, spedito in orbita prima causa Mondiale italiano che si sarebbe disputato nove mesi dopo. La Juventus di Dino Zoff conquistò tutte le prime pagine dell’epoca grazie a una fragorosa vittoria a Verona: 4-1, doppietta di Schillaci, Daniele Fortunato e Marocchi.

Nel frattempo lontano, lungo la strada che unisce Varsavia a Cracovia, l’ex capitano Gaetano Scirea, promosso aiutante in campo, tornava da una missione di cosiddetto "spionaggio". Aveva visionato il Gornik Zabrze, modesta squadra polacca che avrebbe affrontato la Juve in Coppa Uefa. Su una vecchia Fiat 125, insieme con gli orgogliosi dirigenti del club dei minatori, Gaetano non vedeva l’ora di tornare a casa dalla sua Mariella e da Riccardo che l’aspettavano al mare, nella casa di Andora. Li aveva chiamati dalla Polonia all’ora di pranzo: "Vado a messa, stasera torno". E proprio nel momento di uno dei tanti trionfi juventini il destino s’impadronì della vita di quell’uomo buono. Un sorpasso probabilmente azzardato, lo schianto contro un furgone. Poi il rogo e le fiamme inesorabilmente alimentate dalle taniche di benzina stipate nel bagagliaio. Così sulla dissestata strada di Skierniewice, imprigionati dentro la prigione di fuoco, morirono Gaetano Scirea, l’autista del mezzo e l’interprete. Si salvò solo il dirigente del Gornik, sbalzato, per sua incredibile fortuna, dall’auto in fiamme.


La storia di Scirea, l’uomo da zero espulsioni in carriera, s’intreccia con quella dell’Atalanta nella seconda metà degli anni Sessanta. Era proprio il 1967 quando Giovanni Crimella, allora dirigente della Serenissima San Pio X, lo portò a Bergamo per un provino. "A Cinisello Balsamo, dove ha mosso i primi passi da calciatore, giocava da centravanti in una squadra di calcio a sette. Ma era sprecatissimo" raccontava chi l’aveva visto prima dell’era atalantina. Così, sotto le Mura venete i dirigenti nerazzurri non si lasciarono scappare quell’enorme talento che, a sorpresa, sapeva ricoprire ogni ruolo con una naturelezza sconvolgente. E le prime stagioni con la casacca atalantina Scirea le giocò da ala destra. Nella Primavera di Ilario Castagner divenne libero, pochi passi dietro il futuro patron Antonio Perassi. Fu la consacrazione di un talento straordinario che rivoluzionò il ruolo che coprì, con continui inserimenti in mezzo al campo e avanzate che lo portarono spesso alle soglie dell’area avversaria.

Poi, il 24 settembre 1972, quel libero pieno di classe ed eleganza esordì in Serie A, con la maglia dell’Atalanta. Fu l’inizio di una grande carriera che lo portò prima a diventare un’autentica bandiera della Juventus e, nel 1982, campione del Mondo con la Nazionale di Bearzot.

Sono passati venticinque anni da quell’infame 3 settembre 1989 ma Scirea resta un esempio di grandezza assoluta, un campione inarrivabile per tutto e per tutti, anche per i più grandi che l’hanno seguito. Da Baresi a Maldini, da Baggio a Del Piero: l’immagine del numero 6 rappresenta ancora oggi un mito vero e proprio da cui prendere esempio. In campo e fuori.

Commenti

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  1. Scritto da Vito

    Il gruppo di tifosi juventini detto Drughi, o Drubi per gli altri, e’ riuscito la scorsa primavera a polemizzare con la vedova Scirea.

    1. Scritto da quindi?

      E chi se ne frega no?

  2. Scritto da alberto

    unico GAETANO SCIREA leggenda

  3. Scritto da mario

    Forse anche in questo caso Lui avrebbe chiesto il raccolto silenzio . Lo ricordo e lo rispetto,per sempre,così.