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L’ex atalantino Magrin “Da Bergamo a Torino, vi racconto il mio Scirea”

Marino Magrin, ex atalantino e bianconero dal 1987 al 1989, rispolvera i ricordi del campionissimo a venticinque anni dalla sua scomparsa: "Un grande giocatore e un grande campione, dentro e fuori dal campo. Ci somigliavamo molto, eravamo diventati inseparabili".

Bergamo e Torino, Atalanta e Juventus, Marino Magrin e Gaetano Scirea. Due calciatori dal passato nerazzurro che sono diventati compagni di squadra sotto la Mole, nell’estate del 1987. Il primo, Magrin, arrivava a Torino da grande promessa dopo le splendide cose fatte con l’Atalanta, tornata grande anche grazie alle sue "bombe"; il secondo, Scirea, già campione affermato dopo i titoli conquistati con i bianconeri e il Mondiale vinto da protagonista in Spagna nel 1982: "Per il sottoscritto rappresentava un di idolo vero e proprio – racconta Magrin a BgNews -, e trovarmelo a fianco nella panchina degli spogliatoi juventini fu per me una grandissima emozione. Lui, però, mi fece sentire sin da subito a mio agio: la sua umiltà e la sua semplicità mi aiutarono moltissimo in un ambiente che non conoscevo affatto, pieno di grandi giocatori e di campioni affermati".

Quella di Magrin e di Scirea è la storia di due calciatori molto simili fisicamente, cosa notata anche da molti giornalisti bergamaschi dell’epoca: "Ricordo che nell’anno della serie C anche un noto cronista di un quotidiano scrisse che, soprattutto di profilo, io e Gaetano eravamo quasi identici. Aveva ragione. La cosa – spiega ancora l’ex atalantino – ovviamente mi gasò moltissimo. E non immaginavo minimamente che qualche anno dopo avrei condiviso con lui lo spogliatoio della Juventus. Giocare assieme a Scirea è stato un grande onore. Mi ha insegnato tantissimo, sia in campo che fuori. Avevamo due caratteri che si somigliavano molto, forse è per questo che tra noi nacque una gran bella amicizia. Quando scendeva in campo aveva un’eleganza innata: la palla arrivava sempre e comunque a lui, sembrava un’operazione magica. La notizia della sua morte? Giocavo nel Verona, quel giorno avevamo perso in casa 4-1 proprio contro la Juve. Appresi della sua morte dalla tv, stavo guardando la Domenica Sportiva con mia moglie. Non parlai più per il resto della sera".

Tra i ricordi di Magrin ci sono anche quelli legati a un viaggio a Parigi: "Io e Gaetano eravamo stati scelti per andare a inaugurare uno Juventus Club nella capitale francese – racconta -. Venne con noi anche sua moglie e insieme passammo due giorni bellissimi. Lui, che amava fare le fotografie, fece un centinaio di scatti e in albergo, poche ore prima di tornare in Italia, si accorse che non aveva inserito il rullino. Tutte le foto erano state perse. Ci ammazzammo di risate ma, fortunatamente, tornammo con uno scatto che ci fece un tizio francese sotto la Tour Eiffel. E’ l’unica foto che mi è rimasta di quella splendida avventura".

Commenti

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  1. Scritto da Matteo

    Effettivamente che metro di paragone ci può essere tra Scirea e Tavecchio… Non hanno niente in comune!!!

  2. Scritto da Riccardo

    Cosa cavolo c’entra Tavecchio con Scirea e Magrin non riesco a capirlo. Tavecchio, per cui non ho nessuna simpatia, non è un ex giocatore, ha avuto processi e condanne, e accostarlo a questi campioni di correttezza e sportività mi sembra perlomeno una forzatura inutile.

  3. Scritto da Max

    Un commento veramente idiota

  4. Scritto da nino cortesi

    Gaetano tutto il contrario di Tavecchio e di questo calcio.
    Semplice.
    Quando rivedremo la luce?