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La svolta: Cai e motociclisti dopo gli scontri, l’annuncio: ‘Ora insieme per l’ambiente’

I presidenti del Cai (Club alpino italiano) e della Fmi (Federazione motociclistica italiana) - da sempre su fronti opposti - si sono incontrati per individuare e creare un tavolo di lavoro su progetti condivisi.

Da sempre in battaglia fra di loro, ora è tregua. Anzi, si sono promessi di creare un tavolo di lavoro per ciò che ad entrambi si battono: la tutela dell’ambiente. Nel corso dell’estate un importante, storico, incontro si è svolto fra i vertici del CAI e della FMI. Umberto Martini (Presidente generale del Club alpino italiano) e Paolo Sesti (Presidente della Federazione Motociclistica Italiana) hanno iniziato un dialogo costruttivo che porterà a nuovi incontri e ad un tavolo di lavoro su progetti condivisi. Il tema territorio, pratica del fuoristrada e tutela ambientale è molto sentito da entrambe le realtà che fino ad oggi si sono trovate spesso su fronti opposti. Nel rispetto dei rispettivi ruoli, l’incontro fra i due Presidenti è la premessa perché si possa dare inizio ad una nuovo corso di reciproca e produttiva convivenza. Riportiamo le dichiarazioni dei due Presidenti al termine dell’incontro.

Il Presidente generale del CAI, Umberto Martini

"Ho incontrato il Presidente della Federazione Motociclistica Italiana Paolo Sesti in un’occasione, alla quale ne seguiranno altre. Il CAI ha sempre condotto e continuerà a condurre le proprie battaglie contro la frequentazione indiscriminata dei sentieri di montagna da parte dei mezzi motorizzati. L’ambiente è un bene comune e come tale va rispettato e tutelato, ma l’uso dei mezzi motorizzati sui sentieri per scopi ricreativi è una pratica diffusa e non si può non tenerne conto. Solo attraverso il confronto con i praticanti responsabili si può giungere a regole condivise per una fruizione sostenibile delle montagne.

Dall’incontro con il Presidente Sesti sono venuto a conoscenza di loro attività e iniziative indubbiamente apprezzabili, come il Protocollo d’Intesa che la FMI ha stipulato con il Corpo Forestale dello Stato e le attività formative ed educative che svolgono sul territorio, che mi auguro trovino la massima attenzione da parte di tutti i motociclisti e degli endursti. Sia chi frequenta la montagna a piedi, sia che ne percorre i sentieri su un mezzo motorizzato, deve tenere a mente come prima cosa che l’ambiente va lasciato vivibile, per gli essere umani così come per la fauna, e non gli si devono arrecare danni. Con la FMI intendiamo continuare a confrontarci, anche per sviluppare attività sul territorio, come una scelta e una condivisione sia di percorsi riservati alle moto sia di aree assolutamente da rispettare, e per permettere a motociclisti ed enduristi di conoscere le criticità ambientali dei sentieri montani".

Il Presidente FMI, Paolo Sesti

“Prima di tutto sono molto soddisfatto di aver incontrato il Presidente del CAI, Martini e di aver iniziato un dialogo che, sono convinto ci porterà a progetti condivisi attraverso un tavolo di lavoro. Come Presidente della Federazione Motociclistica Italiana ribadisco che le colonne portanti della nostra attività sono: il rispetto delle regole ed il dialogo con le Autorità e gli altri Enti che interagiscono sul territorio. Possono sembrare principi astratti, ma invece si sono già concretizzati con realtà operative. Il protocollo d’intesa con il Corpo Forestale dello Stato e la creazione in Emilia Romagna del Comitato Escursionisti su Ruote sono i due esempi più recenti, ma a questi vanno aggiunte tutte quelle attività di promozione ed educazione che svolgiamo capillarmente sul territorio attraverso i nostri Moto Club.

Noi amiamo e rispettiamo la natura e proprio per questo abbiamo voluto il Corpo Forestale dello Stato al nostro fianco nel decidere come e dove organizzare una manifestazione. Il nostro è uno sport istituzionale (la nostra Federazione fa parte del C.O:N.I) che va praticato nel rispetto della propria e dell’altrui sicurezza quindi rispettando le zone di accesso e con un corretto codice comportamentale. In questo modo la pratica del fuoristrada motociclistico può diventare una risorsa per i territori diventando vettore di sport, cultura, turismo e ritorno sul territorio stesso. Ed anche questa, in molti casi, è già una realtà sperimentata con successo in tante parti d’Italia. Sono convinto che con il Presidente Martini e con il CAI, troveremo il modo di approfondire la reciproca conoscenza, trovando soluzioni nel rispetto civile di una produttiva convivenza”.

Commenti

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  1. Scritto da Piermario

    Sorpresa e stupore, non può essere il CAI a “creare” un tavolo di lavoro con la FMI. L’ambiente non è un bene di cui due associazioni possono decidere come spartirsene l’uso per una reciproca e condivisa convivenza. Chi dedica 1300 ore di lavoro gratuito per i sentieri grida al nostro PG che non è possibile “percorrere sentieri su un mezzo motorizzato senza arrecare danni”! Il CAI BG chiede di non smettere di segnalare la presenza di moto sui sentieri.

    1. Scritto da branks

      Sig. Morosini, e allora ditelo che i sentieri li volete solo per voi…… se siete in lite anche con chi in montagna ci vuole correre a piedi (FISKYrunning).
      Vi danno fastidio anche loro??? e si che gli skyrunners non hanno né motore (zero rumore e zero inquinamento), né gomme tassellate (zero danneggiamenti ai sentieri).
      Mi spiegate qual è il vostro VERO secondo fine in tutta questa crociata a tutto quello che non è CAI????

      1. Scritto da branks

        Edit destinatario: Sig. MARCOLIN

  2. Scritto da GL76

    La montagna è di tutti, vero. Ma è innanzitutto dei suoi abitanti di diritto, vale a dire piante e animali. Secondo me è corretto chiedersi se il transito di mezzi a motore porti sconquasso alla fauna e alla flora, prima ancora che agli escursionisti. Il rumore portato in luoghi dove vige il silenzio, e la devastazione di pascoli e sottobosco dovrebbero contare qualcosa, poi i sentieri rovinati sono solo un particolare. Poi è vero che tanto ognuno ha sempre fatto come gli pareva.

    1. Scritto da Edo

      mhm..ti do una notizia: anche pianure e colline una volta erano abitate da piante e animali poi ognuno ha fatto come gli pareva!

      1. Scritto da GL76

        Ah, grazie per la precisazione. Una volta degli uomini hanno costellato queste pianure e colline di strade, case, parcheggi… Ma a causa di questo oggi (e non una volta) di natura intatta per la fauna selvatica restano solo alcune aree montane, soprattutto in regioni urbanizzate come la Lombardia. Una volta antropizzate anche queste non ci sarà più altro spazio disponibile per piante e animali nel loro spazio naturale, e non si tornerà indietro.

  3. Scritto da scot

    L escursioni in montagna sopratutto ad alta quota sono anche quelle un bel problema per tutti.le disgrazie sono diventate troppo frequenti .troppo pericoloso come “sport”,
    per non parlare dei costi da sostenere per recuperare gli escursionisti in difficolta.per nn parlare di quello che si trova in vetta..corde chiodi rifiuti.e non sono le moto da cross a portarci su quella roba.

    1. Scritto da Klaus

      Cosa centra la leggerezza con cui molti affrontano la montagna e la loro maleducazione con l’argomento?
      Nulla contro moto nel bosco se non rischio di essere travolto al suo arrivo e sottoposto ad una sassaiola al suo allontanarsi. Il “più pericoloso” deve avere rispetto per “più debole”: non che sia obbligato, potendo sentire il suo arrivo, a mettermi in salvo o altrimenti rischiare di essere travolto, peggio se da competizione senza silenziatore.
      Questo crea l’astio tra le parti.

  4. Scritto da Alberto

    Percui se c’è un vero nemico da combattere quello è l’asfalto e tutto ciò che ne consegue, ho visto territori “protetti” con fervore dagli ambientalisti venir stuprati da kilometri di asfalto e perdere per sempre la loro integrità e bellezza…
    Peace!

  5. Scritto da Alberto

    Perchè è contro di questo che dovremmo condurre tutti uniti la battaglia: CAI, FMI, FIF ed associazioni ambientaliste, è l’asfalto e l’ubanizzazione la vera ed UNICA minaccia all’ambiente… un gruppo di “ruotati” in un bosco non potrà MAI creare i danni e le oscenità che fà l’asfaltatura di un tratturo o di una carrereccia di montagna, la costruzione di un albergo, un parcheggio od un centro commerciale…

  6. Scritto da Alberto

    Io credo che sia auspicabile per tutti la realizzazione di un regolamento condiviso che permetta ai “motorizzati” (ricordiamoci che chi si batte attivamente per la regolamentazione dell’uso delle strade sterrate è anche la FIF, Federazione Italiana Fuoristrada) di fruire quanto di meglio ha ancora da offrire il territorio Italiano rimasto ancora privo di asfalto…

  7. Scritto da TT

    No probblem motociclisti fuoristradisti,nulla cambiera qui in prov di BG,scorrazzerete INDISTURBATI come sempre avete fatto,non abbiate paura del cai bla bla bla e niente altro,poi ci si siede ad un tavolo e tutto si sistema… Io per quanto mi compete d’ora in poi in Montagna solo in Trentino,la di voi manco l’ombra. Dormite sonni tranquilli.

    1. Scritto da Edo

      Bene anzi bravo, dai il buon esempio :-)

  8. Scritto da Luca

    Il CAI, gli animalisti, gli escursionisti ecc. ecc..dovrebbero semplicemente alzare lo sguardo e chiedersi perchè nessuno dice niente quando vengono tagliate migliaia di piante per una pista da sci, per alberghi e rifugi in quota, passi asfaltati, dighe e quant’altro? E la caccia..ne vogliamo parlare? Vengono cancellati ecosistemi, deviati fiumi, sterminati animali terrestri e acquatici, vegono inquinate irrimediabilmente falde acquifere, e voi?
    Voi vi lamentate per uno che passeggia in moto!

  9. Scritto da Ale

    Da escursionista dico ben vengano tutti gli utenti della montagna educati, vengano pure in deltaplano.
    La presenza stessa di una specie sul pianeta implica cambiamenti dell’ambiente, e credetemi, con tutte le porcherie che ha fatto e farà l’uomo due moto la domenica pomeriggio mi preoccupano molto poco. Usate educazione e buon senso, allora si che qualcosa migliorerà.

    1. Scritto da Edo

      Non posso che essere d’accordo.Basterebbe applicare questa semplice “regola non scritta” per evitare qualsiasi tavolo di discussione,permesso, regolamento, legge ecc..C’è spazio per tutti e per tutte le passioni, l’unica cosa che manca è proprio come hai scritto l’educazione e il buonsenso.

  10. Scritto da Ale

    Altro aspetto, che mi permetto di analizzare, è la mulattiera rovinata: la moto lascia un segno in terra profondo forse 3-5 mm, il trattore di chi fa legna pesa delle tonnellate e nel fango lascia un solco di 40 cm, Ma li c’è la concessione… Poi anche le bici in discesa frenando lasciano dei segni, cosa volete fare, vietare le bici? Di questo passo tra 20 anni qualcuno mi fermerà perchè la suola dei miei Dolomite ha il carroarmato troppo aggressivo, e mi indurrà a camminare scalzo.

  11. Scritto da Ale

    Sono un appassionato di montagna, e faccio spesso escursioni a piedi. Beh devo dire che le moto non mi hanno mai dato fastidio, primo perchè non cammino sulla tangenziale, quindi ne vedo magari due o tre in una giornata, secondo perchè nella maggior parte dei casi hanno rallentato, salutato, e sono andati. Senza polvere, gas nervini dagli scarichi, o dissesti idrogeologici evidenti.

  12. Scritto da ugo

    Mai visto una moto abbattere una montagna. vedo ancora rifiuti di piccnicc invece.

  13. Scritto da Stefano

    Credo che il dialogo che si è instaurato tra CAI e FMI possa portare finalmente a qualcosa di costruttivo. Il fatto che gli accordi che verranno presi saranno discussi proprio da due club agli antipodi (anche se accomunati dalla passione per la natura,vissuta in modo diverso) mi lascia pensare che non ci saranno forzature o sbilanciamenti da una o dall’altra parte nel regolamento. Forse dovremmo provare a deporre l’ascia di guerra e combattere un nemico comune: l’imbecille, in entrambi i club!

  14. Scritto da Fabio

    La cosa triste è che spesso gli integralisti dell’ambiente mettono gli scarponcini giusto qualche fine settimana di Agosto e sono quelli che vogliono parcheggiare il più vicino possibile al rifugio meta della loro camminata. Sono quelli con la tessera Cai ma che vanno a sciare ogni anno… io mi sento più ambientalista di loro anche se faccio enduro.

  15. Scritto da Paolo

    I boschi e le montagne sono di tutti. Non credo che il Padreterno li abbia dati a pochi eletti. Con testa ed educazione tutti dovrebbero poterne usufruire. I danni veri e pesanti non sono certo gli enduristi a farli…

    1. Scritto da mario59

      Bravo Paolo… i boschi e le montagne sono di tutti… e ci si va a piedi, per le moto ci sono i campetti da cross o le piste.

      1. Scritto da branks

        Come ormai detto più volte, per le moto da cross ci sono le piste (e solo quelle in quanto non possono circolare poiché mancanti di immatricolazione), per le moto da enduro invece non c’è niente tranne le mulattiere o i sentieri.

        Tutti gli sport hanno la propria dignità, ci vogliono aree/percorsi autorizzati destinati alle moto!

      2. Scritto da Edo

        Bravo Mario, i boschi e le montagne sono di tutti… e ci si va a piedi,in bici, in moto, con gli sci, con i ramponi,con le racchette,in elicottero, o con qualsiasi altro mezzo perchè io non sono il padrone e non ho l’arroganza di decidere per gli altri, ma chiedo solo il reciproco rispetto.

  16. Scritto da matteo

    senza parlare del fattore economico. senza la presenza del fattore enduro molti paesini di montagna e attività economiche resterebbero senza clienti.

  17. Scritto da matteo

    (continua)… sarebbe giusto vietare il traffico ai mezzi motorizzati, totalmente oppure solo in certi orari/giorni. ma di “montagne” ne esistono davvero tante e alcune (posso parlare della mia esperienza nell appennino tosco emiliano) di camminatori non me vedono nemmeno l’ombra. in 3 anni di enduro (ovvero da quando ho preso la patente) ho incontrato camminatori 1 sola volta. 1 volta, ci rendiamo conto? e non facendo giretti domenicali, parlo di centinaia di chilometri senza vedere nessuno.

  18. Scritto da Elia Moglia

    A tutti quelli che sostengono che l’enduro distrugge l’ambiente: perchè, voi con cosa andate alla base dei vostri preziosi sentieri? con una macchina all’idrogeno? che forse le decine o i centinaia di km di macchina che vi fate per fare una passeggiata di un paio di ore non contano come danno all’ambiente? o forse tutto l’asfalto steso sui passi per rifornire i “rifugi” in cui andate a dormire e mangiare non conta come deturpamento dell’ambiente?
    qui mi sembra ci sia solo della gran ipocrisia

  19. Scritto da matteo

    è un peccato vedere tutta questa ignoranza sull ambito moto e carenza di buonsenso. il numero di moto che circolano in montagna è cosi esiguo da non creare un reale inquinamento, o quanto meno paragonabile ai veri problemi di inquinamento. inoltre senza la presenza di quei pochi che con il loro passaggio puliscono i sentieri molti di essi non esisterebbero piú. ancora, esiste montagna e montagna, in certi posti particolarmente popolati da camminatori o in particolari condizooni.. (continua)

  20. Scritto da Iceman

    Un numero di “MONTAGNE 360” titolava a caratteri cubitali in copertina “LA MONTAGNA E’ DI TUTTI!”. Giustissimo. Parlare e confrontarsi con persone che la pensano in maniera diversa dalla nostra può solo migliorare noi stessi e ridurre i conflitti. Rispettiamo per essere rispettati.
    (endurista)

  21. Scritto da Ezio

    Da endurista e appassionato di escursionismo:
    1- non ho ancora mai incrociato NESSUNO se non gli enduristi a ripulir sentieri con seghe e attrezzi: NESSUNO …
    2- per lo meno chi scrive cerchi di informarsi sulla differenza tra cross ed enduro (enduro che è Sport, Nazionale, Mondiale…e non ha praticamente circuiti dedicati in ITA)
    3- non ho MAI trovato pattume lasciato nella natura da Enduristi… ma ne ho visto molto lasciato da escursionisti
    Meditate!

  22. Scritto da Arturo

    Ci vorrebbe poco ad individuare aree destinate all’ sport dell’enduro,che non è motocross ne trial,riservando loro dei percorsi che i moto club gestirebbero e manuterebbero.Purtroppo queste proposte sono sempre state boicottate proprio dalla finta ecologia,ma vera demagogia, dei cai e degli altri finti ambientalisti da salotto.

  23. Scritto da Remo

    Le moto tra le montagne ci stanno come ci stanno i ristoranti fatti passare per rifugi e serviti quotidianamente da camion di derrate, come ci stanno le funicolari con relativi piloni ecc. io penso che ci possa essere una convivenza come in tante zone c’è sempre stata prima dell’intervento di alcuni assolutisti, nel rispetto delle passioni altrui. Faccio notare che come ci sono i circuiti chiusi di motocross, sport diverso dall’enduro, ci sono anche i tapis roulant per farsi le camminate.

    1. Scritto da mario59

      Faccio notare che quando sto camminando nel silenzio della montagna, mi da noia sentire un motore che mi ronza dietro e mi da ancora più noia quando devo spostarmi in tutta fretta per lasciar passare una o più moto, che spesso e volentieri invadono anche sentieri dove all’inizio vi è posto un bel segnale di divieto di transito alle motociclette.

      1. Scritto da Arturito

        Giusto, Mario59, perché non vietiamo anche il sorvolo degli elicotteri e degli aerei di linea? Rumori davvero noiosi, come il battito dei tuoi scarponi in terra o quello del motore della tua auto. Rispetto è comprendere il piacere degli altri. Saluta e fai una chiacchierata con un motociclista la prossima volta, troverai qualcuno ancora più appassionato naturalista di te.

  24. Scritto da G.Comi

    Il problema, per rispondere ai soloni , è la pratica selvaggia e anarcoide dei fuoristradisti soprattutto con le trial che arrivano dappertutto anche nei luoghi di elevato pregio ambientale con i danni immaginabili! Come al solito si fanno sterili disquisizioni anziché andare alla radice del problema anche perché risolvere il medesimo è arduo e faticoso.i suddetti soloni sappiano che conosciamo bene la differenza tra enduro, trial, motocross solo le prime possono circolare essendo targate!

    1. Scritto da Enrico

      vorrei solo precisare che anche i trial sono omologati e targati (oltre ad essere le moto col minore impatto ambientale).
      spesso li si trova in giro non targati in quanto i costruttori prevedono plastiche talmente esigue che il portatarga si romperebbe ogni tre per due.
      Sono convinto che se fosse legale utilizzarli le case costruttrici troverebbero un sistema efficace per tenere la targa montata (lo stesso problema si ha con le moto da enduro).

    2. Scritto da Daniele

      Riguardo all’ultima frase, dimostri di non conoscere granché della differenza fra trial e motocross.
      Se la conoscessi come sostieni sapresti molto bene che le moto da trial, leggerissime e con gomme differenti dai feroci tasselli del cross, sono talmente delicate con i sentieri che molto probabilmente non ne sapresti riconoscere il passaggio.

    3. Scritto da Edo

      posso essere d’accordo sul fatto che i trial arrivino dappertutto ma affermare che provochino danni all’ambiente lo trovo ridicolo (a proposito di soloni)

  25. Scritto da Maurizio

    Ho trovato una regione, che diversamente dalla mia non vieta il passaggio sulle strade di montagna ai mezzi a motore. 600 km di fuoristrada in tre giorni, incontrando gente in bici, a piedi, marmotte, motociclisti e 4×4.
    Riscontrato solidarietà e cortesia da parte di tutti, che hanno sempre favorito il passaggio degli altri con simpatia, e risposto ai saluti (marmotte escluse).
    Le cose si possono fare insieme senza divieti e faide tra diverse utenze. Basterebbe essere più intelligenti.

    1. Scritto da mario59

      Ecco bravo…scriva pure anche il nome di quella regione, che mi farò carico di verificare quanto da lei dichiarato.

  26. Scritto da mario59

    La motocross sui sentieri delle nostre bellissime montagne, è come il vino nel latte.

    1. Scritto da chicco

      Ecco bravo inizia a togliere il vino dal latte che fai già un passo avanti

    2. Scritto da angelo (serle)

      latt e i fa bell puti,i e lat el ta fa egner matt.

    3. Scritto da A.Z. Bg

      Il cemento del cai del Curò, del Calvi e di tanti altri posti di montagna(ricodatate il rifugio Livrio sopra il passo dello Stelvio,oggi venduto a privati?) sta alla montagna come il vino nel latte.I soci del cai devono smetterla di credersi i padroni del mondo con fare arrogante e prepotente!Lo sport è anche il motociclismo e l’enduro,praticato in tutto il mondo e il cai è un’associazione di privati cittadini che non ha più diritti degli altri.

      1. Scritto da mario59

        Si purtroppo confermo, c’è stata deturpazione edilizia dell’ambiente delle nostre montagne, è mio auspicio che il problema venga evidenziato per impedire ne vengano fatti altre.
        Dopo di che, ritengo la sua risposta è alquanto sterile..come dire: si la montagna è bella e va rispettata, però se qualcuno la rovina costruendo un rifugio con il cemento, allora posso fare altrettanto ravanando i sentieri con le tacche dei pneumatici della mia moto, oltre la rumore…non le pare?

    4. Scritto da Andrea

      Come scrivevo nel mio precedente post, l’ignoranza non ha limiti, è questo il problema dell’italia…

  27. Scritto da CIAMBE

    Non sapete dov’è il lago Fiorenza? 15 minuti a piedi dalla sorgente delPo, a Pian del Re, sul Monviso. Li le moto sono assolutamente bandite(non potrebbero nemmeno arrivarci) ma il degrado sotto forma di plastica, scatolette e bottiglie vuote c’è ugualmente.E c’è anche una bella serie di bandierine del cai, all’inizio del sentiero…..

    1. Scritto da CIAMBE

      Scusate, il mio post cominciava così: Spiace vedere tanta ignoranza nei commenti su questo blog.(ignoranza sull’argomento, ovvio) La centennale attività motoristica fuoristrada, purtroppo, è come fumo negli occhi dei benpensanti salutisti “pedestri” ed è perfettamente inutile cercare argomenti condivisi per una facile e profiqua collaborazione. Un solo consiglio: fatevi un giro sulle sponde del lago Fiorenza.

  28. Scritto da Andrea

    Leggendo questi post,mi rendo conto che nessuno conosce la differenza tra motocross,enduro,natura e rispetto.In tanti anni di enduro non ho mai incontrato camminatori,cavalieri,cacciatori,ciclisti,agricoltori o residenti con cui litigare. Io ho sempre rispettato tutti e tutti hanno sempre rispettato me,spesso fermandomi per scambiare due parole sulla bellezza delle nostre montagne.Tutti questi problemi credo siano creati da chi non ha mai praticato sport,quindi non si rapporta mai con nessuno !

  29. Scritto da CIAMBE

    Mi spiace osservare la più completa ignoranza che si evince nella maggior parte dei commenti letti.(ignoranza sull’argomento, ovvio). Purtroppo la centennale attività motoristica fuuoristrada è come fumo negli occhi per i benpensanti salutisti “pedestri” ed è perfettamente inutile cercare argomenti condivisi per una profiqua e facile collaborazione. Un solo consiglio: fatevi un giro sulle sponde del lago Fiorenza.

  30. Scritto da Alessandro

    Vivi e lascia vivere…siamo tutti di passaggio su questa terra…gli effetti delle moto spariscono con le prime piogge torrenziali. ..la natura si autoregola…non sono ne le moto ne le auto il problema. ..il vero problema è il non saper accettare le diversità. ..la caccia alle streghe…l ignoranza. ..vivete il poco che vi è conc3sso senza arrovellarvi troppo il cervello.

  31. Scritto da carlo legnani

    Cambiamo la costituzione e scriviamo che uno ha piu diritti di un altro, quelli con i capelli rossi nn possono andare in macchina e i mancini devono usare le matite nn le penne. Ma basta con sta storia del cai salvatore dell ambiente. In 35 anni di moto in ogni dove ho incontrato 3 e dico 3 persone del cai che con i loro pennellini imbrattavano alberi e sassi. Ecco, a me questo inquinamento con vernici mi da fastidio. Come facciamo? i sentieri son di tutti

  32. Scritto da TT

    Una legge regionale ha favore dei motociclisti da fuori strada,ormai esiste,e come al solito in Italy poi si finisce sempre seduti ad un tavolo…
    La forestale fa protocolli d’intesa,invece di Vigilare e sanzionare. Il cai prende il posto delle istituzioni pubb,che con una leggina ad hoc sene lavano le mani.
    Ansè in itaglia e po basta.

  33. Scritto da Vikingo62

    Mi spiace ma l’ambiente e la natura ci sono stati donati dal padreterno ed è nostro dovere conservarli al meglio. I motociclisti in montagna sono da vietare e basta. Il CAI dovrebbe essere un ente che tutela la montagna e ad ogni modo non può arrogarsi il diritto di decidere per tutti i cittadini perché l’ambiente è patrimonio comune. Semmai, si faccia un referendum e valutiamone gli esiti.

    1. Scritto da Curzio

      vikingo Lei ha ragione, allora vietiamo lo sci e la costruzione degli impianti, le motoslitte, i trattori, gli elicotteri i rifugi in alta montagna che deturpano, le autostrade eccetera eccetera… Mi sembra troppo generalista il punto non é vietare ma regolamentare e far applicare queste regole … Ma a tutti

    2. Scritto da Littlejohn

      Non sono credente, quindi posso continuare a girare in moto nei boschi? Che discorso insensato..
      Il CAI probabilmente (non ne conosco la struttura) avrà un gruppo di eletti da qualcuno che ha potere decisionale. oppure dobbiamo fare un referendum per ogni cosa che deve essere decisa?

    3. Scritto da Edo

      sono d’accordo ma per esempio usando la stessa logica anche le piste da sci sono da eliminare .Oppure gatti delle nevi, impianti di risalita (a volte persino a gruppo elettrogeno diesel dalle nostre parti)cannoni sparaneve, rifugi-bar e colonne di auto la mattina e la sera contribuiscono a conservare bene l’ambiente? (patrimonio di tutti)

  34. Scritto da roberta

    Tutelare l’ambiente montano andando in moto è come bombardare per esportare la pace.

    1. Scritto da OneShot

      Vietare indiscriminatamente significa rendere fuorilegge chi la moto la usa per divertimento. Il CAI è un associazione privata è non può costituzionalmente vietare l’utilizzo del territorio ad altre associazioni/sport

    2. Scritto da Luis

      Classica “sentenza” sputata da chi in montagna non ci vive ma la frequenta il fine settimana guardandosi bene dal lasciare un euro alla popolazione residente [vera sentinella dell’ambiente montano]. Provi a parlare con chi abita quelle zone [le mie zone] e vedremo se la pensano come lei. Il turismo motorizzato è una risorsa; se ne faccia una ragione. Le regole condivise e di buon senso saranno l’unica soluzione possibile. Ben venga il dialogo fra CAI ed FMI.

  35. Scritto da Edo

    Parlando di tutela ambientale invece al Cai sono sfuggiti gli ultimi rifugi(?) o meglio alberghi-ristoranti con strada cementata annessa inaugurati nelle nostre zone?quelli vanno bene?sono anti-inquinanti nel pieno rispetto della natura?

    1. Scritto da OneShot

      Per non parlare degli impianti da sci… e disboscamenti relativi. In Trentino i rifugi che sono diventati alberghi abbondano e le strade forestali sono state asfaltate….

    2. Scritto da Manzus

      Quoto. Fanno sicuramente peggio tutti gli escursionisti e gli sciatori che affollano i rifugi (leggi alberghi) in quota. Come pensate che vengano lavate stoviglie e posate? e dove pensate che vadano a finire tutti i prodotti chimici? non ci sono depuratori e finiscono tutti in faglia…

  36. Scritto da Edo

    Il Cai deve finirla di porsi come padrone indiscriminato delle montagne e soprattutto deve finirla di considerare i motociclisti come dei “barbari devastatori della natura” da educare al rispetto dell’ambiente.Le criticità dei sentieri montani i motociclisti le conoscono molto bene dato che ad ogni evento di fuoristrada i volontari(motociclisti) provvedono (per tutti) alla pulizia sistemazione e ripristino sia prima che dopo l’evento.

    1. Scritto da paride

      ma ha letto l’articolo sig. edo? oppure copincolla il commento ogni volta che si parla di CAI? ed inoltre, visto che questa tiritera dei motociclisti che puliscono e sistemano l’ho sentita migliaia di volte, la invito a fare un giro sulle colline in valcalepio e vedere la situazione dei sentieri (utilizzati malgrado i divieti da motociclisti, che niente hanno a che fare con eventi organizzati).

      1. Scritto da Edo

        Certo che l’ho letto e come al solito il Cai si pone come “padrone” di un bene comune come le montagne.Sig.Paride la situazione dei sentieri della valcalepio è così da decenni e non per colpa dei motociclisti ma della totale assenza di manutenzione.Organizzi un evento fuoristrada in valcalepio e i volontari che verranno a sistemare i sentieri non macheranno.

  37. Scritto da valter agliati

    Posso fare una proposta concreta? In ogni provincia montana si dedica uno spazio ben definito ai motocrossisti, al di fuori del quale non potranno andare. In cambio, gli escursionisti potranno fotografare gli inadempienti che, nonostante questa concessione, insisteranno a percorrere gli altri sentieri e le autorità saranno obbligate a sanzionarli sulla base delle foto inviate loro dagli escursionisti.

    1. Scritto da Manzus

      Qui NON SI PARLA DI MOTOCROSS, si parla di enduro, mototurismo fuoristrada e di motoalpinismo. Il problema è che vige la più totale ignoranza sulla differenza che corre queste attività e il motocross (sport che avviene unicamente in circuiti chiusi, costruiti appositamente). Sarebbe come associare chi gira in moto alla domenica per strada a un pilota di MotoGp.

    2. Scritto da luc

      Proporrei anche un’altra condizione: che agli escursionisti, professionisti o dilettanti, fossero addebitati i corsi dei soccorsi in caso di incidente. Cominciate ad essere un pelo troppo onerosi per la comunità.

    3. Scritto da luc

      Posso fare una proposta concreta? In ogni provincia montana si dedica uno spazio ben definito agli escursionisti, al di fuori del quale non potranno andare. In cambio, gli enduristii potranno fotografare gli inadempienti che, nonostante questa concessione, insisteranno a percorrere gli altri sentieri e le autorità saranno obbligate a sanzionarli sulla base delle foto inviate loro dagli enduristi.
      Ma chi vi credete d’essere, chi è il CAI per decidere quello che io posso fare o meno?

      1. Scritto da valter agliati

        Gli escursioni non rovinano i sentieri, non riempiono i polmoni altrui con i gas di scarico, non rompono i timpani con il rumore del motore ….

    4. Scritto da paolot

      Sì ma a condizione che quello spazio se lo acquistino e se lo gestiscano loro. Troppo comoda scaricare sulla comunità i costi di un’attività per pochi, e per giunta escludente verso altri utilizzi pubblici.

      1. Scritto da Daniele

        Lei gioca a tennis? A pallacanestro? Nuota in piscina, gioca a calcetto, lancia il giavellotto, pratica il ciclismo su pista, il canottaggio, il nuoto in acque libere, l’arrampicata sportiva, il badmington, il pattinaggio su ghiaccio, il pattinaggio su pista etc. etc. etc.?
        Crede che i costi delle strutture per la pratica di tutti questi sport vengano sostenuti esclusivamente dagli atleti? Se così fosse non avremmo un solo campione alle olimpiadi. Lo sport è di tutti.

      2. Scritto da Luis

        Un strada è pubblica per definizione. Se così non fosse, non ci si potrebbe andare ne in moto ne a piedi. Sport per pochi? Ma sa di cosa parla? Riguardo i soldi pubblici, incominciamo a far pagare gli elicotteri che vanno a soccorrere gli escursionisti a piedi. Magari poi ritrovati grazie a volontari di protezione civile in moto……”Mi faccia il piacere”!!!!!

        1. Scritto da mario59

          Signor Luis… a parte che è più probabile rompersi l’osso del collo scorrazzando per sentieri e prati con una moto piuttosto che a piedi…dopo di che, come sostiene lei, normalmente le strade sono pubbliche, ma i sentieri di montagna sono demaniali, e persino quelli che attraversano le proprietà private rimangono tali..dunque il diritto di passo è un obbligo anche per i proprietari di quei terreni…tranne che per i mezzi a motore.

          1. Scritto da Luis

            I sentieri non sono affatto demaniali, per lo meno non per definizione.
            Spesso sono strade comunali, vicinali o interpoderali. Se così non fosse vorrebbe dire che lei, a piedi, percorre una proprietà privata. E’ proprio il fatto che siano strade pubbliche che fornisce a tutti la possibilità di fruirne. Si legga il Coce della strada art. 3 comma 48.

          2. Scritto da Daniele

            mario, guarda che benché la logica suggerisca che affrontare un sentiero in moto sia più pericoloso che a piedi, le statistiche ci dicono che gli incidenti in montagna sono infinitamente più frequenti fra gli escursionisti che non fra i motociclisti…

    5. Scritto da Luca

      Sig.Agliati mi permetto di farle osservare che gli appassionati di motocross dispongono di circuiti appositi per la loro pratica.Elabori proposte concrete solo dopo aver capito completamente l’argomento in questione, altrimenti vi è il rischio di fare confusione e non contribuire alla auspicata soluzione di far convivere tutti gli appassionati degli spazi aperti.

      1. Scritto da Curzio

        Sig Luca il motocross é una cosa l’enduro o regolarità é un’altra quindi circuiti non ve ne sono, e Le ricordo che proprio nelle valli bergamasche risiedono tradizioni profonde e coppelle mondo oltre ad essere un mercato dove l’Italia eccelle. Sono Endurista amo la natura e convengo siano necessarie regole ferree che permettano la convivenza di tutti i modi di interpretare la montagna in armonia, se incontro un cavallo al galoppo, mi fermo io e spengo anche il motore…

      2. Scritto da Fabio

        Buongiorno, qui si continua a parlare di Motocross ….
        Vi ricordo che il motocross e l’enduro sono due discipline sportive completamente diverse.
        Il motocross si svolge in un circuito privato e chiuso perché i motoveicoli non sono coperti da assicurazione, invece l’enduro si pratica con motoveicoli conformi al codice della strada e perciò con possibilità di circolare su TUTTE le strade.
        Saluti Fabio

        1. Scritto da valter agliati

          Mi scuso per l’ignoranza in materia motoristica. Nella mia proposta intendevo ovviamente parlare delle moto da enduro. Quelle, per intenderci, che scorazzano liberamente sui sentieri dove vige il divieto per tutti i tipi di moto come sull’Altipiano di Bossico, nella zona dello Sparavera, ect.

      3. Scritto da Enrico

        L’incontro tra i presidenti delle due associazioni verte sulle attività sportive (ed escursionistiche) praticate su strade a fondo naturale (mulattiere, sentieri etc…), quindi riguarda la pratica di enduro, motorally e trial, non il motocross (è come parlare di ciclismo su pista riferendosi ad una mtb su un sentiero, o di un centometrista riferendosi ad un escursionista).
        Ci vuole una regolamentazione in tal senso ed un’apertura di vedute da parte di entrambe le associazioni.

      4. Scritto da Enrico

        Le faccio notare che nello specifico caso non si parla di motocross, attività sportiva che si pratica in pista, quindi in appositi circuiti chiusi (quelli a cui si riferisce lei); anche se è vero che la maggioranza delle persone è ignorante in tal senso e tende ad unificare tutto ciò cheabbia un motore e due ruote su fondo naturale come motocross.

      5. Scritto da Marco

        Sig.Luca mi permetto di farle osservare che motocross e enduro nn sono la stessa cosa, e i circuiti appositi che lei cita nn sono per enduristi