BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Tragedia di Cusio, un’amica di Gessica: So cos’è la paura di non farcela fotogallery

Una conoscente di Gessica Mambretti, trovata morta giovedì insieme a suo figlio di 9 anni: "Ero in una situazione simile, senza l'aiuto delle mie amiche non so come sarebbe finita". Oggi l'autopsia sui cadaveri

Sono ancora diversi gli aspetti da chiarire intorno al dramma familiare scoperto giovedì sera sui piani dell’Avaro di Cusio, nell’alta Val Brembana. I cadaveri di un bambino di nove anni, Patrick Lorenzi, e della madre, Gessica Mambretti di 41 anni sono stati ritrovati nei pressi di una tenda da campeggio.

Per far chiarezza sulla vicenda, il sostituto procuratore di Bergamo Raffaella Latorraca, che ha aperto sul caso un fascicolo per omicidio, ha disposto per oggi, martedì 2 settembre, l’autopsia sui due corpi.

L’ipotesi, sempre più certa, è quella di un omicidio-suicidio: Gessica Mambretti, che soffriva di depressione ed era seguita dai servizi sociali, temeva che le venisse portato via il figlio. Lo avrebbe così ucciso, con un sasso appuntito, per poi togliersi la vita gettandosi in un burrone.

Una conoscente della donna, ci ha inviato alcune righe sulla tragedia:

"Io non giudico, non so cosa possa avere pensato in quel momento, anche se i bambini non dovrebbero mai subire le conseguenze delle nostre azioni.

Ma sapete cosa ho pensato? Anche io ho sofferto di depressione quando mi sono separata, anche io ho preso psicofarmaci. Ho avuto un periodo in cui ero terrorizzata dall’idea di non farcela.

Il mio ex mi ha lasciato con una bambina di 2 anni senza prendersene cura, mi ha lasciato da sola in negozio: penso sia normale in quei momenti essere deboli.

Magari anche io se mi fossi ritrovata da sola avrei fatto qualcosa di terribile. Ma io ho avuto la fortuna di avere delle amiche eccezionali. Però chi lo sa se non avessi avuto nessuno.

Magari tutti abbiamo dentro di noi questa seconda personalità che può uscire.
E poi, tornando al mio caso, quello che non mi e’ piaciuto è che il mio medico di base dopo aver parlato con me 10 minuti mi ha prescritto degli antidepressivi e mi ha detto di non leggere le controindicazioni. Ha poi aggiunto di rivolgermi a uno psicologo, se volevo.
Io penso che gli antidepressivi non ti aiutino a guarire, ti danno un attimo di ossigeno quando non sei in grado di affrontare una situazione. Ma poi devi risolverla tu, e io ho avuto la fortuna di avere delle amiche fanatstiche vicino , forse mia figlia, forse sono più forte di ciò che pensavo non so… non so cosa sia successo a lei e non so cosa abbia pensato ma conosco la sensazione di non riuscire a farcela e avere paura di affrontare un altro giorno. Però, come ho detto, mai toccare i bambini". 

Lettera firmata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da ab

    Purtroppo viviamo in una società cinicamente ipocrita che ignora la vulnerabilità in generale. E come scritto nella lettera sopra penso che sia proprio una fortuna in momenti difficili avere al tuo fianco persone che ti stanno vicino, ma soprattutto ti sostengano.

  2. Scritto da Paola

    Visto che le tragedie causate dalla depressione sono sempre più numerose, bisognerebbe prendere atto che si tratta di una malattia grave e seria e cercare un modo per impedire alle persone che si sottopongono a certe cure di nuocere a se stessi o terzi. Purtroppo non si tratta solo di controindicazioni del farmaco ma dell’influenza che certe sostanze possono avere sulla mente. Il ragionamento da fare non è solo farmacologico ma anche sociale.

    1. Scritto da Carlo

      La società che premia le veline, che dà un pacco di soldi ad una donna baciata da madre natura per i suoi tratti somatici. E chi non è baciato dalla natura, accorre prontamente in soccorso l’industria del silicone, del mascara, degli smalti, dei fondotinta…. tutto finto…. E chi è genuino e deve sputare sangue per campare…. Ma lei tornerebbe indietro, dove per una appendicite o un taglio infetto si moriva?

  3. Scritto da anna

    la depressione è una brutta bestia che ti uccide dentro pian piano. Bisogna essere fortunati ed avere al proprio fianco delle persone in grado di capire e aiutarti