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Malvestiti e Gervasoni: i due vescovi bergamaschi scelti da Papa Francesco

Con monsignor Maurizio Malvestiti, nuovo vescovo di Lodi, sono due i vescovi bergamaschi nominati da Papa Francesco durante l’episcopato di monsignor Francesco Beschi: il primo è monsignor Maurizio Gervasoni, dal 2013 vescovo di Vigevano.

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Con monsignor Maurizio Malvestiti, nuovo vescovo di Lodi, sono due i vescovi bergamaschi nominati da Papa Francesco durante l’episcopato di monsignor Francesco Beschi: il primo è monsignor Maurizio Gervasoni, dal 2013 vescovo di Vigevano.

Entrambi sono nati nel 1953. Entrambi hanno studiato come compagni di corso nel Seminario «Papa Giovanni» e hanno proseguito gli studi a Roma; entrambi sono stati ordinati sacerdoti l’11 giugno 1977; sono stati viceparroci e hanno avuto responsabilità educative e accademiche nel Seminario bergamasco. Poi le loro «carriere» hanno avuto percorsi diversi, a Bergamo e a Roma. Ma con una caratteristica comune: entrambi sono stati tra i principali collaboratori, mons. Gervasoni di tre vescovi di Bergamo Giulio Oggioni, Roberto Amadei, Francesco Bechi; mons. Malvestiti di tre cardinali prefetti della Congregazione per le Chiese Orientali.

Monsignor Gervasoni, nativo di Sarnico, dottore in Teologia a Roma nel 1982, in questo quarantennio ha sviluppato attività pastorale molteplici e impegnative, sempre ai vertici della diocesi. In Seminario ha insegnato Antropologia teologica e Spiritualità del presbiterio diocesano. È stato direttore di vari Uffici: Pastorale della cultura; Pastorale sociale, del lavoro e dell’economia; Associazioni e movimenti; Catechistico; Liturgico. È stato delegato vescovile per la formazione ed educazione del popolo di Dio, poi per l’annuncio della Parola di Dio e la liturgia.

È stato presidente della Caritas diocesana. Una carriera senza sbavature o errori clamorosi. È stato anche docente di Antropologia delle religioni e Storia delle religioni all’Università di Bergamo; e poi parroco per un solo anno, da settembre 2012 a settembre 2013, a Santa Lucia-Tempio votivo della pace e vicario episcopale per la città di Bergamo.

Successore a Lodi del trevigliese Giuseppe Merisi – ora anche ex presidente della Caritas italiana – mons. Maurizio Malvestiti è nativo di Marne di Filago, ha proseguito gli studi accademici in Teologia a Roma; è stato viceparroco; poi educatore, insegnante e vicerettore in Seminario. Dal 1994 al 2009 ha lavorato alla Congregazione per le Chiese Orientali, come segretario particolare dei tre cardinali prefetti che si sono succeduti: l’italiano Achille Silvestrini, il siriano Ignace (Basile) Moussa I Daoud, ora l’argentino di Buenos Aires Leonardo Sandri, di famiglia trentina emigrata in Argentina.

La Congregazione per le Chiese orientali ha sempre avuto una funzione strategica. Si occupa di favorire la crescita e di salvaguardare i diritti e il patrimonio liturgico, disciplinare e spirituale delle Chiese orientali cattoliche: copta, siriana, greco-melchita, maronita, caldea, armena, cioè quelle comunità che, dopo il grande scisma tra Oriente e Occidente nel 1054, passarono dai Patriarcati ortodossi di Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme e tornarono in comunione con il Vescovo di Roma, mantenendo però la liturgia e il diritto ecclesiastico.

La Congregazione ha giurisdizione su comunità che vivono in Grecia, Albania meridionale, Bulgaria, Cipro, Turchia, Iran, Iraq, Giordania, Siria, Libano, Palestina, penisola del Sinai, Egitto, Eritrea, Etiopia settentrionale. In questi vent’anni mons. Malvestiti ha avuto tra mano dossier importanti e scottanti su aree del Medio Oriente da decenni in guerra, anche come membro delle Commissioni bilaterali tra la Santa Sede e Israele, la Santa Sede e Palestina. È stato anche docente nel Pontificio Istituto Orientale di Roma.

Pier Giuseppe Accornero

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Commenti

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  1. Scritto da Maddy

    …..Sia LODE alla Santa Sede…. . Due bergamaschi, Gervasoni scomodo a molti a Bergamo perche “troppo avanti”…ma GRAZIE A DIO BENVISTO A ROMA. Malvestiti cresciuto in Santa Sede…DUE VESCOVI BERGAMASCHI…. Molto invidiati in terra orobica. Che la Santa Sede stia mandando un messaggio alla nostra Diocesi?