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Guerra, rimorsi e ritorno alla normalità ardono nel Fuoco della Vendetta

Il film di Scott Cooper tratta della vendetta, quella disperatamente cercata da Rus non è affatto risolutiva. Una volta vendicato il fratello minore, Rus Blaze si ritrova più vuoto e povero di prima, in quanto, oltre ad aver perso tutto quello che per lui contava, perde anche la sua umanità.

Titolo: Il Fuoco della Vendetta;

Regia: Scott Cooper;

Genere: Drammatico;

Durata: 116 minuti;

Attori: Woody Harrelson, Christian Bale, Casey Affleck, Zoe Saldana, Sam Shepard, Willem Dafoe, Forest Whitaker;

Voto: 7,5;

Attualmente in visione: Capitol Multisala;

 

I fratelli Russel e Rodney Jr. Baze (interpretati dai bravissimi Christian Bale e Casey Affleck) sono dissimili sotto diversi aspetti. Mentre, ad esempio, il primo è un grande e onesto lavoratore, il secondo è un perenne disoccupato che non riesce a reintegrarsi nella società americana dopo essere stato in missione in Afghanistan per ben quattro volte.

Rodney, tormentato dai terribili ricordi della guerra, non riesce a controllare le sue pulsioni di morte, che lo spingono in un giro malavitoso di gioco d’azzardo e combattimenti clandestini a mani nude nei quali cerca di sfogare tutte le sue ansie e le sue paure racimolando allo stesso tempo qualche dollaro per tirare avanti. Il fratello maggiore Rus, dopo aver perso tutto (la fidanzata Lena, che lo ha lasciato per il capo poliziotto della cittadina, il padre – morto per via di una malattia – e il lavoro, a causa della imminente chiusura di quella fabbrica per la quale sia lui sia il padre avevano dato l’anima) cerca di salvare l’unica cosa che gli è rimasta, la famiglia, tentando di convincere il fratello a “rimettersi in carreggiata”. Dopo un incontro, però, Rodney sparisce, probabilmente assassinato da un esponente della malavita, e Rus decide immediatamente di cercarlo e di vendicarlo.

La vicenda si svolge in un paese industriale della Virginia che in questa pellicola viene rappresentato con atmosfere simili a quelle dei film western, per mezzo di filtri che sbiadiscono i colori delle location e di una colonna sonora che grazie ai bravissimi Pearl Jam e al loro folk rock americano descrive perfettamente sentimenti di malinconia e desolazione. Il regista Scott Cooper ci propone, con “Il Fuoco della Vendetta”, un film che esamina la condizione dei reduci di Afghanistan e Iraq, che tornati negli States si sentono respinti, per nulla gratificati e fanno fatica a tornare a vivere come persone normali.

Il rapporto tra i due fratelli Blaze, ottimamente costruito e rappresentato, risulta molto simile a quello tra i due amici Mike e Nick (Robert De Niro e Christopher Walken) de “Il Cacciatore”, film che viene espressamente citato con la scena della caccia al cervo. Non importa dunque in che guerra si ha combattuto, se in Vietnam o nella seconda del Golfo, in ogni caso i reduci rimangono “shell shocked” (traumatizzati dagli scontri a fuoco) e si convincono che dopo aver dato tutto per il loro paese non ricevono nulla in cambio.

Il film di Scott Cooper tratta anche, come si può capire dal titolo italiano, della vendetta. Quest’ultima, disperatamente cercata da Rus, non è affatto risolutiva.

Una volta vendicato il fratello minore, Rus Blaze si ritrova più vuoto e povero di prima, in quanto, oltre ad aver perso tutto quello che per lui contava, perde anche la sua umanità.

Francesco Parisini

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